Nuovo numero di Studia et Documenta
È stato pubblicato il volume 18 (2024) di Studia et Documenta, la rivista dell’Istituto Storico San Josemaría Escrivá. In questo numero, nella sezione monografica sono presenti diverse ricerche sui membri soprannumerari dell’Opus Dei. In altre sezioni si possono trovare studi, note e documenti riguardanti vari aspetti della storia dell’istituzione.
Milagros Gallardo e John Coverdale firmano i ritratti dell’argentina María Eugenia Ibarguren de Gallardo (1939-1996) e la statunitense Ruth Pakaluk (1957-1998), due soprannumerarie di diversa origine sociale e religiosa, ma con tratti comuni: entrambe sono state madri di una famiglia numerosa, si sono dedicate a cause altruiste e hanno accettato serenamente, pur essendo ancora giovani, la malattia e la morte. Alfredo Méndiz descrive il lavoro di Tomás Alvira, uno dei primi soprannumerari dell’Opus Dei, come direttore del Colegio Infanta María Teresa per gli orfani della Guardia Civil a Madrid tra il 1950 e il 1957, con un particolare riferimento al contributo da lui dato al miglioramento delle condizioni di vita degli studenti, inevitabilmente segnati da carenze affettive e formative. Francisco Santamaría, filosofo e scrittore, illustra la figura del primo soprannumerario di Gijón, l’imprenditore Luis Adaro, e descrive, fra i tanti aspetti del suo vasto lavoro, alcune delle numerose iniziative alle quali ha dato vita al servizio della sua regione. Alla penna di Ana Escauriaza si deve un altro profilo biografico, quello di Aurora Nieto (1904-1990), soprannumeraria di Salamanca, vedova e madre di tre figli, la cui casa è stata un importante centro di apostolato con i giovani. L’argentino Dario Casapiccola ha studiato le incorporazioni dei soprannumerari a Buenos Aires e a Rosario tra il 1950, anno in cui l’Opera è arrivata in quel Paese australe, e il 1961. Luis Cano fa un’analisi prosopografica del gruppo di professionisti che partecipò al corso di ritiro predicato da san Josemaría a Molinoviejo (Segovia, Spagna) nella Settimana Santa del 1949. Infine, María Luisa Galdón e Julio Montero affrontano il tema delle prime convivenze per soprannumerarie spagnole, organizzate negli anni Cinquanta del secolo scorso.
La sezione Studi e Note comprende cinque lavori. Tre si occupano della crescita dell’Opus Dei in differenti aree geografiche: Federico M. Requena esamina il lavoro dell’Opus Dei a Washington tra il 1957 e il 1961; Cosimo di Fazio, la prima espansione in Italia nel 1949; Eliana Fucili, i primi passi dell’apostolato con le donne in Argentina. Su un altro versante José Luis González Gullón studia i nomi e i cognomi del fondatore dell’Opus Dei e Santiago Martínez si occupa degli istituti secolari clericali durante il pontificato di Pio XII.
Nella sezione Documenti, María Jesús Coma e María Eugenia Ossandón pubblicano il secondo esemplare della serie di bollettini denominati Noticias. Nel periodo in cui risiedette a Burgos durante la guerra civile spagnola, il fondatore dell’Opus Dei scrisse ogni mese un bollettino di famiglia con il quale si proponeva di aiutare a conservare viva la fede dei giovani che negli anni precedenti si erano avvicinati all’Opera. Il secondo bollettino, il più lungo della serie, vide la luce nel 1938 e fu inviato a 50 persone.
Nella sezione Notiziario, Julio Montero espone un progetto, nato nell’ambito del centro educativo Tajamar di Vallecas (Madrid), di ricerca e redazione di una storia, la più completa possibile, del centro educativo.
Chiude la rivista la Sezione bibliografica, con recensioni e rassegne di libri e un elenco bibliografico con dati sulle pubblicazioni sui prelati Álvaro del Portillo, Javier Echevarría e Fernando Ocáriz apparse tra il 2014 e il 2017.
Romana, n. 78, Gennaio-Giugno 2024, p. 105-106.