Il Dicastero delle Cause dei Santi concede il nihil obstat all’apertura della causa di canonizzazione di Ruth Pakaluk
Il Dicastero delle Cause dei Santi, il 29 settembre, ha concesso il nihil obstat per l’apertura della fase diocesana della causa di canonizzazione di Ruth Pakaluk (1957-1998). In tal modo, il Vaticano ne conferma la fama di santità e riconosce ufficialmente che la sua vita merita di essere studiata in vista della possibile canonizzazione. La notizia è stata ufficialmente diffusa dal National Catholic Register il 31 ottobre, con un articolo e una intervista a Michael Pakaluk, marito della “serva di Dio”.
Nata nel New Jersey in ambiente presbiteriano, Ruth Van Kooy in gioventù sviluppò molteplici interessi: suonava diversi strumenti, praticava l’hockey, cantava in cori e si muoveva con scioltezza sulle scene teatrali. Studiò nell’Università di Harvard, nella quale conobbe il futuro marito, cattolico non praticante. Allora si dichiarava atea. A un certo punto, tuttavia, tutti e due decisero di prendere sul serio la ricerca della verità, giungendo alla conversione al cattolicesimo nel 1980. Qualche tempo dopo, entrambi si incorporarono all’Opus Dei come soprannumerari.
Nel 1982, Ruth Pakaluk fondò un gruppo pro-life ad Harvard, e due anni dopo entrò in una associazione, la Massachusetts Citizens for Life, della quale è stata presidente dal 1987 al 1991. Era nota per la sua chiarezza nell’esporre gli argomenti in difesa della vita e per le sue capacità di persuasione, con serenità e rispetto.
Ha avuto sette figli. Un cancro aggressivo pose fine alla sua vita a 41 anni. La sua testimonianza di fede, gioia e fortezza di fronte alla malattia, ha affermato il postulatore della causa, è oggi di ispirazione per molte famiglie cristiane.
Romana, n. 81, Luglio-Dicembre 2025, p. 266.