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Cronaca del Congresso

Dal 23 aprile al 5 maggio si è tenuto il decimo Congresso generale ordinario dell’Opus Dei. Secondo gli statuti della Prelatura, il congresso generale dev’essere convocato in sessione ordinaria ogni otto anni: sono proprio quelli trascorsi dal 2017, quando si era riunito in occasione dell’elezione dell’attuale prelato.

Il programma preventivato, come è stabilito per queste riunioni, consisteva nel rinnovare le cariche del governo centrale della Prelatura, fare un bilancio delle attività dell’Opus Dei in tutto il mondo nel periodo trascorso dal precedente congresso, e proporre alcune linee guida dell’attività pastorale dei prossimi anni, in vista del centenario dell’Opus Dei (2028-2030). In tale ottica veniva incluso lo studio dei suggerimenti raccolti nelle conclusioni delle assemblee regionali svolte in tutte le circoscrizioni dell’Opus Dei nel corso del 2024. Inoltre, su richiesta del Dicastero per il Clero, si doveva presentare il lavoro di adeguamento degli statuti dell’Opus Dei che la Santa Sede, in collaborazione con la stessa Prelatura, sta attualmente portando a termine.

La morte di Papa Francesco due giorni prima dell’inizio delle sessioni, il 21 aprile, ha tuttavia spinto il prelato a decidere, d’accordo con il Consiglio generale e l’Assessorato centrale, che il congresso si limitasse al rinnovo degli incarichi[1] e che, con il parere favorevole dei congressisti, lo studio degli altri temi venisse portato a termine più avanti dai nuovi Consiglio e Assessorato[2].

Al congresso hanno partecipato 279 membri numerari dell’Opus Dei (127 donne e 152 uomini, tra cui 95 sacerdoti) pervenuti dai cinque continenti: Africa (6,8%), America (37,3%), Asia (5,7%), Europa (48,7%) e Oceania (1,4%). La loro età è compresa tra i 37 e i 91 anni. L’età minima per essere congressista, secondo gli statuti dell’Opus Dei, è di 32 anni. I congressisti sono nominati dal prelato dell’Opus Dei, sentito il parere dei consigli di governo centrali, che hanno voto deliberativo, e regionali (in ogni caso, il Consiglio regionale e l’Assessorato regionale corrispondenti alla circoscrizione del congressista che il prelato desidera nominare).

Il Congresso generale ha dato parere favorevole alla nomina di monsignor Mariano Fazio come vicario ausiliare del prelato (si tratta di un incarico rinnovato) e dei sacerdoti Javier del Castillo e José Andrés Carvajal, rispettivamente come vicario generale e vicario sacerdote segretario. Inoltre, dal prelato sono stati nominati, durante il congresso, gli altri membri del Consiglio generale e dell’Assessorato centrale.

Monsignor Mariano Fazio (Buenos Aires, 1960) è laureato in Storia presso l’Università di Buenos Aires e dottore in Filosofia presso la Pontificia Università della Santa Croce (Roma). Prima di essere ordinato sacerdote nel 1991, ha vissuto sette anni in Ecuador, dove è stato professore di Filosofia del Diritto ed editorialista del quotidiano El Telégrafo. Successivamente ha tenuto corsi su diverse materie nella Pontificia Università della Santa Croce, della quale è stato il primo decano della Facoltà di Comunicazione e, tra il 2002 e il 2008, rettore. In seguito, è stato vicario regionale dell’Opus Dei in Argentina, vicario generale della Prelatura e, dal 2019, vicario ausiliare. È autore di una ventina di libri, tra i quali trattati di storia delle idee, saggi sulla letteratura moderna e ritratti di alcuni dei grandi personaggi della Chiesa contemporanea.

Il Rev. Javier del Castillo, nato a Città del Messico nel 1975, è cresciuto in varie città del Messico e degli Stati Uniti. Ha studiato alla Cooper Union, un’università di New York. Dopo aver conseguito nel 1998 la laurea di ingegnere elettronico, ha lavorato per un certo tempo nella società Symbol Technologies. Si è trasferito a Roma nel 2000 per svolgere gli studi ecclesiastici, ottenendo il dottorato in Filosofia e, nel 2005, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale. È stato cappellano di varie scuole di insegnamento secondario nell’area di Washington D.C. e a Chicago, prima di essere nominato vicario delegato della prelatura dell’Opus Dei nel Midwest. Nel 2022 è stato nominato vicario regionale degli Stati Uniti e, dal 2024, anche del Canada.

Il Rev. José Andrés Carvajal (Murcia, Spagna, 1970), laureato in Diritto (Università di Alicante, 1993) e dottore in Diritto Canonico, è sacerdote dal 1999. Per circa vent’anni ha lavorato nella curia prelatizia dell’Opus Dei (tra l’altro, ha ricoperto l’incarico di vicario giuridico e di cancelliere) e ha collaborato strettamente con mons. Javier Echevarría, che ha accompagnato praticamente in tutti i viaggi dal 2010 fino alla morte nel 2016. Nel 2017 si è trasferito in Ecuador come vicario regionale. Successivamente è stato delegato per la regione di Colombia ed Ecuador. In quegli anni è stato cappellano di diverse istituzioni educative e ha collaborato direttamente, come canonista, con l’episcopato locale. È ritornato in Spagna nel 2023 come vicario dell’Opus Dei nella delegazione di Madrid Est, incarico che ha svolto fino alla sua nomina di vicario sacerdote segretario della Prelatura.

Del nuovo Consiglio generale della prelatura dell’Opus Dei fanno parte, come vicesegretari, anche lo spagnolo Josemaría Sánchez Blanco (1979), laureato in scienze delle comunicazioni, il brasiliano Marcelo Valenga (1979), ingegnere industriale, e lo statunitense Andrew Laird (1985), avvocato; inoltre, come prefetto degli studi, lo spagnolo Ángel Gómez Montoro (1960), docente di Diritto costituzionale, e come amministratore generale il messicano José Chávez (1970), economista.

La nuova segretaria centrale dell’Assessorato centrale è María Julia Prats Moreno (Terrassa, Spagna, 1964). Ingegnere industriale presso l’Università Politecnica di Catalogna, ha conseguito un master in Amministrazione d’Impresa nello IESE (Barcellona) e un dottorato nell’Università di Harvard. Per molti anni è stata professore ordinario dello IESE (Università di Navarra), oltre che visiting professor in varie università europee e americane. Dal 2013 al 2017 ha fatto parte del Consiglio della delegazione della prelatura dell’Opus Dei di Catalogna e Andorra. Tra il 2022 e il 2024 si è recata in diverse circoscrizioni della Prelatura per collaborare all’inizio della riorganizzazione delle attività di direzione di ciascuna di esse.

Inoltre, fanno parte dell’Assessorato centrale: come segretaria, la spagnola María Díaz Soloaga (1970), ingegnere aeronautico; come vicesegretaria, la britannica Nicola Waite (1979), laureata in letteratura inglese e studi ispanici; la brasiliana Fernanda Zaidan Lopes (1986), chimica; e l’ugandese Teddy Nalubega (1984), ingegnere dell’energia rinnovabile; come prefetto per gli studi, la statunitense Kathryn Plazek (1988), laureata in letteratura inglese e studi sull’Est Europa e Russia; come prefetto per le numerarie ausiliarie, la spagnola Ana Casero Palmero (1984), laureata in diritto e amministrazione d’impresa; e come procuratore centrale per l’amministrazione delle risorse, l’argentina Florencia Carloni (1982), economista.

Altre nomine fatte nel corso del Congresso generale e delle quali, come per le precedenti, si informa, in questo numero diRomana, nella corrispondente sezione “Dal prelato”, sono quelle dei delegati e delle delegate di ogni regione della Prelatura. Nello stesso tempo, il prelato ha nominato anche il prefetto per la formazione spirituale, il procuratore e il cancelliere della curia prelatizia.

Il Congresso generale si è svolto in due fasi: i congressisti e le congressiste si sono riuniti separatamente e in momenti successivi. In entrambi i casi, una volta fatte le nomine, c’è stato tempo per lo scambio di idee riguardo alle questioni che sono state oggetto di attenzione in ogni regione, nel corso delle settimane di lavoro dell’anno precedente, anche se, come era stato deciso, queste riflessioni sono rimaste al di fuori dell’ambito del congresso, senza, quindi, giungere a conclusioni ufficialmente approvate con votazioni, in attesa che più avanti si proceda, sotto la direzione del prelato, allo studio di tali temi.

[1] Cfr. Messaggio del prelato del 21 aprile, riportato nella sezione “Dal prelato”.

[2] Cfr.Messaggio del prelato dell’11 giugno, riportato nella sezione “Dal prelato”.

Romana, n. 80, Gennaio-Giugno 2025, p. 40-42.

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