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IX Congresso Internazionale della Famiglia (I.D.F.) a Roma

"Non siamo qui per un'ennesima diagnosi della patologia della famiglia; siamo qui in quanto esponenti di famiglie -normali-, pensosi del bene comune e pronti a dare la nostra collaborazione per il miglioramento delle relazioni tra le famiglie e tra i popoli".

Questo passaggio del discorso di apertura pronunciato dal Dott. Gianmario Roveraro, presidente del IX Congresso Internazionale della Famiglia, organizzato dalla Fondation Internationale de la Famille, (I.D.F.), in collaborazione con l'Associazione Faes, sintetizza lo spirito con cui ottocento genitori di 40 Paesi dei 5 continenti sono convenuti a Roma dal 13 al 16 novembre 1987, per approfondire il tema Famiglia/Felicità.

L'intento eminentemente positivo e propositivo del Congresso era esposto fin dal titolo, volutamente provocatorio: "Non -Famiglia e felicità- —ha spiegato il presidente Roveraro—, quasi che la famiglia e la felicità fossero due campi autonomi che si vorrebbero in qualche modo armonizzare: ma -Famiglia/Felicità- con una sbarretta diagonale che non disgiunge ma unisce, per evidenziare che non esiste felicità se non fondata sulla famiglia e che, d'altra parte, la famiglia è l'origine di ogni felicità autenticamente umana".

La storia dei Congressi IDF, promossi da alcuni membri e Cooperatori della Prelatura Opus Dei che si richiamano all'insegnamento spirituale e pedagogico di Mons. Josemaría Escrivá, incomincia nel 1976, e i temi delle successive periodiche riunioni internazionali sono sempre stati trattati con la consapevolezza del ruolo di protagonista che la famiglia assume soprattutto in materia di educazione e di istruzione, secondo il principio di sussidiarietà che in questi campi deve regolare l'intervento dei pubblici poteri.

A tale principio si è richiamata la Sen. Rosa Russo Jervolino, Ministro per gli Affari speciali, che ha sottolineato il contrasto fra i principi sanciti dalla Costituzione italiana, di cui ricorre il quarantennale, e la legislazione successiva che non ha garantito la stabilità della famiglia e non ha saputo prevenire il dramma dell'aborto. "Le scelte future —ha detto il Ministro— dovranno essere fortemente ancorate ai valori positivi della Costituzione, perché una famiglia capace di educare è la pietra più solida per costruire l'avvenire di un Paese".

La prolusione sul tema generale del Congresso è stata pronunciata dallo scrittore Christian Chabanis, con suggestive incursioni sul concetto di felicità attraverso la storia della filosofia. Il discorso edonista, applicato alla famiglia, conduce a un egoismo a due, a tre o a dieci, che non è migliore dell'egoismo solitario. Solo l'apertura metafisica, che introduce l'esigenza di un bene supremo, in mezzo ai beni relativi, e conduce a una felicità che si colloca aldilà della felicità stessa, garantisce autenticità all'amore nella famiglia e, dalla famiglia, promuove la solidarietà sociale.

Il Prof. Enrique Rojas, ordinario di Psichiatria nell'Università di Madrid, ha esposto una "teoria della felicità", basata su due pilastri: avere la personalità sana di chi ha trovato se stesso e ha raggiunto armonia ed equilibrio nelle varie componenti psichiche, e avere un progetto coerente di vita, con i tre ingredienti di amore, lavoro e cultura.

Una tavola rotonda presieduta da Claude de Villanfagne, uno dei fondatori dell'IDF in Belgio, ha messo a fuoco i diversi aspetti dell'ambiente sociale e culturale che influiscono sul rapporto famiglia/felicità. La Prof.ssa Wanda Poltawska, dell'Università di Cracovia, ha introdotto la definizione di "terapia familiare" per consentire l'equilibrio di ognuno dei suoi membri e trasformare così la famiglia in fonte di equilibrio sociale; la Prof.ssa María Luisa Simões da Rocha, dell'Università di Navarra, ha illustrato i criteri per la formazione della coscienza morale come guida della condotta umana verso la felicità; la baronessa Michaela von Herereman ha esposto la situazione culturale della Germania Occidentale in ordine al matrimonio e alla famiglia, con linee di superamento dell'individualismo e del disinteresse che sembrano caratterizzare il tempo presente; infine, il Prof. Giuseppe Fioravanti, dell'Istituto di Magistero di Napoli, ha esaminato le relazioni tra le comunità naturali (famiglia e società) e le comunità istituite artificialmente dall'uomo, come i centri scolastici e le organizzazioni per il tempo libero, in ordine all'integrazione e all'armonia tra educazione, istruzione e formazione.

I rapporti tra famiglia e scuola sono stati analizzati dettagliatamente da Marie-Nicole Courboulès, vicepresidente dell'Associazione Nazionale Genitori della Scuola Libera Francese (UNAPEL): occorre eliminare diffidenze e paure tra insegnanti e genitori, avere un obiettivo comune e precisarlo in un programma educativo, rispettare le vicendevoli competenze in un rapporto di stretta complementarietà.

I problemi dell'impatto degli adolescenti con il primo impiego sono stati messi a fuoco dall'Ing. Mario Viscovi, presidente dalla European Parents' Association, in una relazione ricca di informazioni statistiche e orientata a concrete proposte operative.

Molti dei partecipanti al Congresso erano persone impegnate nei Corsi di Orientamento Familiare che, con varie denominazioni, sono diffusi in moltissimi Paesi: molto apprezzato è stato il contributo dell'esperienza italiana in materia, offerto dal dirigente industriale Camillo Ronchetti, esperto nella formazione dei moderatori di Corsi di Orientamento Familiare basati su tecniche partecipative.

L'On. Luis Alegre i Selga, deputato al Parlamento spagnolo, ha esposto ai Congressisti le finalità dell'OIDEL (Organisation Internationale pour le Développement de la Liberté d'Enseignement) di cui è fondatore e direttore generale.

Nella relazione finale, il Prof. Pedro Juan Viladrich, direttore dell'Instituto de Ciencias de la Familia, all'Università di Navarra, ha tratteggiato il ruolo in cui la famiglia non potrà mai essere sostituita, cioè quello di essere fattore di umanizzazione dell'intera società: in quanto habitat in cui ogni nuovo cittadino scopre di essere accettato come persona, la famiglia educa ogni cittadino, fin dall'inizio, ad accettare l'altro cittadino come un essere personale, dotato degli stessi diritti e meritevole di rispetto, indipendentemente dalle diversità ideologiche, economiche o sociali. E' questo il servizio che la famiglia apporta a una società democratica umanizzata.

Il 13 novembre i Congressisti hanno potuto partecipare alla Santa Messa celebrata dal Card. Bernardin Gantin nella Basilica di Sant'Eugenio. Richiamandosi all'insegnamento di Mons. Escrivá, il Cardinale ha affermato tra l'altro: "essere santi insieme. E' il segreto della felicità. Ha detto il Fondatore dell'Opus Dei: -Se vuoi essere felice, sii santo; se vuoi essere più felice, sii più santo; se vuoi essere molto felice, già su questa terra, sii molto santo-". E ha continuato: "la dottrina dell'universale chiamata alla santità (...), è stata sottolineata dal recente Sinodo sui Laici ed è uno dei compiti che siete chiamati a vivere ed a proclamare proprio in virtù del carisma della Prelatura (come ha ricordato il vostro Prelato nel suo intervento all'Assemblea sinodale). E' un pregio ed una responsabilità".

I Congressisti hanno anche avuto un incontro con il Prelato dell'Opus Dei, Mons. Alvaro del Portillo, nella mattinata di sabato 14 novembre. E' stato un colloquio festoso e informale, durante il quale è stato possibile rivolgere al Prelato domande su aspetti particolari della vita familiare, e partecipare esperienze di apostolato incentrato sulla famiglia per la ricristianizzazione della società. Per tutti Mons. del Portillo ha avuto parole di incoraggiamento, richiamando l'impegno di generoso servizio alla Chiesa profuso dai membri dell'Opus Dei e da tutti coloro che partecipano alle iniziative formative della Prelatura. Il Prelato, commentando alcune parole della Sacra Scrittura, ha ricordato l'insegnamento che ne traeva il Fondatore dell'Opus Dei: "discite benefacere! (Is 1, 17), imparate a fare il bene. Perché non basta voler fare il bene; bisogna imparare a farlo. Voi avete già assimilato due grandi lezioni. Una è che l'amore tra i coniugi comporta sacrificio, dedizione reciproca e generosa dell'uno all'altro per amore di Dio; l'altra, che i figli sono un regalo del Signore, che vi chiama a collaborare con Lui nella trasmissione della vita. Fin dal momento in cui i figli vengono concepiti, Dio crea un'anima immortale per queste creature, destinate a godere per sempre di Lui in Cielo.

Con il Sacramento del Matrimonio, il Signore vi concede una grazia speciale per lottare e vincere su questi due fronti. Da un lato, la grazia di stato vi aiuta a non amare soltanto le virtù del coniuge, ma anche i suoi difetti, purché non costituiscano un'offesa a Dio; d'altro lato, vi facilita il compito di educare cristianamente i vostri figli. So che, mediante i Corsi di Orientamento Familiare, imparate molto su come essere all'altezza del vostro ruolo di educatori".

Riferendosi al motto del Congresso, Famiglia/Felicità, ha aggiunto: "Famiglia e felicità hanno lo stesso significato: allegria. Il Fondatore dell'Opus Dei diceva che questa virtù ha radici a forma di croce. Nel matrimonio ci sono diritto e rovescio, molte gioie e anche alcune difficoltà, che sono sempre una benedizione di Dio. Dovete conservare la felicità nel matrimonio, succeda quel che succeda: sarà sempre permesso da Dio per il vostro bene".

Ricevendo in udienza i Congressisti, lunedì 16 novembre, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha pronunciato il discorso integralmente riportato in precedenza nel presente numero di "Romana". Tra l'altro il Papa ha ricordato che "la famiglia, in quanto prima scuola di umanizzazione della persona, è chiamata ad insegnare all'uomo la via della felicità vera. In un certo senso, è questa la sua missione. In essa, quale comunione inter-personale di amore, l'essere umano apprende la verità su se stesso, presupposto imprescindibile per raggiungere la felicità. In essa, in particolare, il bambino può apprendere in maniera vitale quell'ordine dei beni di cui ho parlato, secondo la loro giusta gerarchia. Da essa, egli deve anche essere difeso da tutto ciò che impedisce all'uomo di raggiungere la vera felicità: attraverso l'educazione all'auto-controllo, alla rinuncia ed al gioioso esercizio della libertà nella verità.

Ma, soprattutto —ha aggiunto Giovanni Paolo II—, è nella famiglia che il bambino deve essere educato a quella comunione con Dio, al di fuori della quale non può esistere nessuna felicità vera".

Il nesso tra felicità e santità indicato dal Papa è stato particolarmente apprezzato dai Congressisti, che hanno sottolineato con affettuosissimi applausi le parole di incoraggiamento che il Santo Padre ha pronunciato, al termine del discorso, in inglese, tedesco, francese, spagnolo e portoghese.

Nella sessione conclusiva, il Presidente dell'IDF, Bernard Gaye, ha letto un messaggio del Presidente della Repubblica Italiana, Francesco Cossiga, che ha riconosciuto il contributo importante della tematica congressuale per una "reale crescita personale e sociale". Su proposta del Dott. Gaye il Congresso ha approvato la seguente mozione che sintetizza i lavori delle tre intere giornate e traccia le linee di futuri interventi:

1. La famiglia, naturale e insopprimibile raccordo tra persona e società, è fonte e scuola di felicità almeno sotto sei profili:

1.1. In quanto sede primaria della formazione della persona, la famiglia afferma la priorità dell'uomo rispetto alle strutture e istituzioni sociali, che devono essere al servizio dello sviluppo della libertà e della felicità delle persone.

1.2. In quanto basata sulla scelta della fecondità e della collaborazione, la famiglia inculca che non può esserci felicità se non respingendo l'individualismo edonista.

1.3. In quanto ambito in cui la comunicazione avviene al più profondo livello, la famiglia, come comunità aperta e allargata, promuove l'istituirsi di rapporti significativi e gratificanti con gli altri soggetti sociali.

1.4. In quanto sorgente della cultura, la famiglia deve orientare l'insegnamento impartito nelle scuole, statali e non statali; l'identità di obiettivi educativi, familiari e scolastici, rende la cultura elemento essenziale di felicità personale e sociale.

1.5. In quanto educa al lavoro, esemplificandolo al proprio interno, la famiglia aiuta a discernere la vocazione professionale di ciascuno, la cui realizzazione deve essere facilitata dalla società, eliminando in tal modo i fattori di scontento e di disordine sociale.

1.6. In quanto scuola naturale di relazioni, la famiglia diviene responsabile anche delle strutture per il tempo libero, promuovendo club giovanili e per genitori, iniziative per le vacanze e per lo svago; in tal modo vengono valorizzate socialmente la creatività e le risorse espressive delle persone.

2. I Congressisti, molti dei quali sono impegnati in "Centri di Orientamento Familiare", sono consapevoli che la loro azione rivolta ad abilitare le famiglie a svolgere i compiti sopra specificati, contribuisce direttamente all'edificazione di una società pacificata, più giusta e più felice.

3. I principi ispiratori di questa azione a favore della famiglia sono chiaramente tracciati nell'Esortazione apostolica "Familiaris consortio", di Giovanni Paolo II, in particolare nei capitoli "Il servizio alla vita (trasmissione ed educazione)" e "La partecipazione allo sviluppo della società"

Romana, Nº 5, Luglio-Dicembre 1987, p. 255-259.