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La morte dell’Avv. Santiago Escrivá, fratello del Fondatore dell’Opus Dei

Nel giorno di Natale, a Madrid, è morto l’Avv. Santiago Escrivá de Balaguer, fratello del Fondatore dell’Opus Dei. Era nato a Logroño il 28-II-1919 e per lungo tempo aveva vissuto accanto al Beato Josemaría, soprattutto nei primi momenti della fondazione e dello sviluppo dell’Opus Dei.
Santiago Escrivá, l’ultimo dei figli di José Escrivá e Dolores Albás, era laureato in Giurisprudenza. Sposato e padre di nove figli, aveva anche otto nipoti. Era molto apprezzato nel proprio ambiente di lavoro, per la sua condotta esemplare.
Con la morte di Santiago Escrivá si chiude un altro capitolo della storia dell’Opus Dei. Scompare infatti un testimone diretto ed immediato della vita del Fondatore e l’ultimo membro del focolare che tanto ha contribuito all’ambiente di famiglia cristiana che caratterizza i Centri e le attività apostoliche della Prelatura.
L’Opera deve molto alla famiglia del Beato Josemaría, che lo ha sempre aiutato a compiere la missione affidatagli da Dio. José Escrivá, padre del Fondatore dell’Opus Dei, seppe assecondare senza indugio la vocazione sacerdotale di suo figlio, nonostante i sacrifici che ciò richiedeva da lui. La madre e la sorella Carmen hanno speso generosamente le loro energie nell’amministrazione domestica dei primi Centri dell’Opus Dei. E anche Santiago, per quanto poteva, ha aiutato il Fondatore rinunciando alla legittima indipendenza cui aveva diritto a casa sua, per lasciare spazio di buon grado a coloro che cominciavano ad avvicinarsi all’Opus Dei. Negli anni ‘30, quando il Beato Josemaría decise di aprire la prima Residenza universitaria a Madrid, egli condivise la decisione della madre e della sorella di mettere a disposizione delle necessità apostoliche i beni di famiglia.
Durante el decorso della sua malattia negli ultimi mesi, Santiago Escrivá ha saputo dare testimonianza esemplare di fede, di speranza e di amore. Poco prima di morire dichiarava apertamente il suo desiderio di vedere Nostro Signore, e di incontrare —diceva— la Madonna e il mio fratello Josemaría. Con queste aspirazioni è deceduto cristianamente il giorno di Natale, avendo ricevuto il sacramento dell’Unzione dei malati e circondato dal affetto di sua moglie e dei suoi figli. Lo ha accompagnato anche la preghiera dei membri dell’Opus Dei sparsi per tutto il mondo, tempestivamente informati sin dal momento in cui è stata ricevuta la notizia della sua grave malattia.
Alle esequie di Santiago Escrivá, celebrate da Mons. Echevarría il 27 dicembre nella Pontificia Basilica di San Miguel di Madrid, ha assistito un gran numero di persone desiderose di manifestare in questo modo le proprie condoglianze alla moglie e ai figli. Il giorno seguente è stata celebrata un’altra Messa di suffragio nella chiesa parrocchiale della famiglia Escrivá.
A Roma, nella Basilica di Sant’Eugenio a Valle Giulia, il Prelato dell’Opus Dei ha presieduto, il 29 dicembre, una concelebrazione eucaristica in suffragio di Santiago Escrivá, nel corso della quale ha pronunciato l’omelia che viene integralmente riportata in questo Bollettino. Erano presenti moltissimi fedeli della Prelatura e amici che volevano testimoniare in questo modo la gratitudine e l’affetto a Santiago Escrivá.

Romana, Nº 19, Luglio-Dicembre 1994, p. 311-312.

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