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La visita del Papa

Alla fine della mattina del 23 marzo, il Prefetto della Casa Pontificia, S.E.R. Mons. Dino Monduzzi, ha avvertito telefonicamente il Vicario Generale che il Santo Padre desiderava visitare la camera ardente. La comunicazione ha offerto un nuovo motivo di consolazione ai fedeli della Prelatura presenti nella Curia prelatizia: un’ulteriore conferma dell’affetto del Papa nei confronti del defunto Prelato e della sua stima per il lavoro apostolico dell'Opus Dei.


Il Santo Padre è giunto alle sei e un quarto del pomeriggio, accompagnato dal Segretario di Stato, Card. Angelo Sodano, dal Prefetto della Casa Pontificia, S.E.R. Mons. Dino Monduzzi, e dal Segretario particolare, Mons. Stanislaw Dziwisz. È stato ricevuto alla porta della chiesa prelatizia dal Vicario Generale della Prelatura e dal Vicario Segretario Centrale, che lo hanno accompagnato immediatamente verso la camera ardente. Centinaia di persone, in attesa del proprio turno per entrare, gli hanno tributato dalla strada un caloroso omaggio di benvenuto.


Arrivato nella chiesa prelatizia, dopo avere salutato i fedeli presenti con l’invocazione Sia lodato Gesù Cristo, il Santo Padre si è disposto su un inginocchiatoio di fronte alle spoglie di Mons. Alvaro del Portillo. Per più di dieci minuti si è raccolto in silenziosa ed intensa orazione. Quindi si è alzato, ha indossato la stola offertagli e ha intonato la Salve Regina, accompagnato dai presenti e, subito dopo, tre Gloria ed un Requiem. Al termine il Santo Padre ha asperso d’acqua benedetta il corpo di Mons. del Portillo.


Prima di lasciare la chiesa prelatizia, il Papa si è inginocchiato di nuovo per dare un ultimo saluto a colui che, nei diciassette anni del suo pontificato, è stato figlio fedele del Romano Pontefice, sempre esemplarmente unito a tutte le sue intenzioni. Infine ha impartito la benedizione ai fedeli presenti.


All’uscita dalla chiesa, il Vicario Generale ha comunicato al Santo Padre che, come era solito fare, Mons. del Portillo aveva offerto anche l’ultima Messa per la Chiesa e per il Papa. Giovanni Paolo II gli ha chiesto a che ora il Prelato aveva celebrato la Messa nella chiesa del Cenacolo di Gerusalemme; e ha subito fatto il calcolo del tempo trascorso tra quell’ultimo incontro sacramentale con il Signore e l’incontro definitivo in Cielo.


Mons. Echevarría ha quindi ringraziato il Santo Padre per la sua visita, che tanta consolazione arrecava ai fedeli della Prelatura. Il Papa ha risposto semplicemente: «Si doveva, si doveva».


Infine, prima di lasciare la chiesa prelatizia, Giovanni Paolo II ha voluto apporre la propria firma nel libro delle condoglianze. Dopo di lui, nella stessa pagina, ha firmato anche il Cardinale Segretario di Stato.

Romana, Nº 18, Gennaio-Giugno 1994, p. 23-24.