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Il vangelo della vita: alcune attività intorno all’enciclica Evangelium vitæ

La pubblicazione dell’Enciclica Evangelium vitæ ha sensibilizzato tutti i cristiani alla diffusione dei valori morali della vita. In modo particolare, nei Centri dell’Opus Dei per la formazione della gioventù sono state avviate molte attività miranti all’approfondimento dell’enciclia, nella convinzione che la cristianizzazione della società del futuro dipende in massima parte dalle giovani generazioni. In questa breve rassegna offriremo qualche esempio di tali iniziative.
A Vienna, il Club Delphin ha promosso una giornata di studio sull’enciclica, con particolare attenzione alla sua traduzione pratica. Vi ha partecipato un folto gruppo di studenti, che hanno seguito con interesse le conferenze di Mons. Ernst Burkhart, Vicario Regionale dell’Opus Dei per l’Austria, del Dott. Richard Estarriol, corrispondente di un quotidiano europeo, e del Dott. Ernst Tittel, giudice del Tribunale Supremo della Repubblica Austriaca.
Un seminario intensivo di studio, della durata di tre giorni, dal 19 al 21 maggio, è stato svolto nel Centro Internazionale di Congressi Hohewand, a Dreisdetten, non lontano dalla capitale; gli argomenti trattati nell’enciclica sono stati analizzati da vari esperti, fra cui Mons. Johannes B. Torelló, che si è occupato dell’esposizione sistematica dell’argomento; il Dott. Enrique Prat, che ha parlato su “Valore della vita umana e qualità della vita”; il Dott. Ewald Ritschl su “Le minacce all’inizio della vita”; il Prof. Johannes Bonelli, sull’eutanasia; il giornalista Dott. Martin Kugler, che ha dissertato sulla cultura della vita.
A Londra sono stati organizzati due seminari sull’enciclica, rivolti agli studenti universitari: uno a Elmore Study Centre e l’altro presso i nuovi edifici della Residenza Universitaria Netherhall House, pochi giorni dopo la loro inaugurazione da parte della Duchessa di Kent. Nel secondo sono state affrontate le problematiche riguardanti l’eutanasia, soprattutto in riferimento alle attuali proposte di legge che si stanno promuovendo nel Regno Unito.
Il 10 giugno, al Cleraun Study Centre di Dublino, si è svolta una tavola rotonda sull’enciclica, dal punto di vista giuridico, filosofico e medico: vi hanno preso parte Rory O’Hanlon, ex-giudice dell’Alta Corte di Giustizia, Joseph O’Carrol e Ciaran Craven, rispettivamente professori di Filosofia e di Medicina, che hanno evidenziato l’importanza della cultura della vita nelle odierne società democratiche, dei fondamenti dei diritti umani, del modo in cui individui e famiglie possono contribuire alla costruzione di tale cultura nella attuale società.
Il giorno dopo, l’11 giugno, è stata organizzata ad Ashleigh Hall, a Belfast, un dibattito simile a quello del Cleraun Study Center; tra i partecipanti sono da segnalare Mons. Thomas Bartley, Vicario Generale della diocesi di Down and Connor, il Dott. Seamus Kennedy, medico, e Brendan Shortall, portavoce di un’associazione per la difesa della vita.
Anche gli incontri realizzati presso la Residenza Universitaria Torrescalla di Milano si sono sviluppati sulla base di un ciclo di conferenze tripartito. Sono intervenuti il Rev. Dott. Domenico Saretto, cappellano della Residenza, che si è soffermato sugli aspetti teologici; il Dott. Andrea Verga, medico e presidente della sezione milanese di un’associazione per la difesa della vita; infine il Dott. Guido Vannicelli, magistrato, che dopo aver ripercorso la storia della Filosofia del Diritto, con particolare riguardo al rapporto tra legge morale e legge civile, ha esposto il diritto e il dovere dell’obiezione di coscienza in determinate situazioni. A ciascuno degli incontri sono intervenute circa un centinaio di persone.
In Francia l’enciclica Evangelium vitæ è stata oggetto di numerose sessioni di studio e di divulgazione nei centri della Prelatura, alcune delle quali sono state tenute a Couvrelles, Centro Internazionale di Congressi presso Soissons. Nel Centre Cultural Garnelles di Parigi un interessante incontro è stato diretto dai Professori J.M. Meyer, filosofo, e E. Sapin, pediatra e chirurgo, sui limiti etici dell’intervento medico sulla persona e sulle implicazioni della diagnosi prenatale.
In Svizzera, rispondendo all’interesse suscitato dall’enciclica, le Residenze Universitarie Carouge di Ginevra e Sonnegg di Zurigo, hanno organizzato riunioni di lavoro e conferenze che hanno attratto un numeroso pubblico: sono intervenuti il Rev. Prof. Martin Rhonheimer, docente presso l’Ateneo Romano della Santa Croce di Roma, il Rev. Dott. Beat Müller e la Dott.ssa M. Casal. Iniziative simili hanno avuto luogo a Friburgo.
Passando a tutt’altre latitudini, è degna di nota l’iniziativa degli alunni del Lycée Classique di Abidjan, in Costa d’Avorio, i quali, per diffondere gli insegnamenti del Santo Padre, hanno creato un gruppo di lavoro, dando vita ad una conferenza sulla Evangelium vitæ, cui hanno assistito circa duecento ragazzi e che è stata tenuta dall’abbé Herraiz, sacerdote della Prelatura. Iniziative parallele si sono verificate, con altrettanto successo, nel Lycée de Garçons de Bingerville, nel Lycée Mami Adjoua e nella Scuola di Ingegneria Elettrotecnica.
Altre attività di diffusione dei contenuti dell’enciclica hanno avuto luogo in vari Centri dell’Opus Dei della città, ad esempio nel Centro Culturale Comoë, dove sono state indette due giornate di studio, una per studenti di Medicina, l’altra per alunni della Facoltà di Giurisprudenza: ad ambedue hanno preso parte anche studenti protestanti e musulmani.
A Città del Guatemala, nella Residenza Universitaria Verapaz, si è svolto un ciclo di conferenze sulla Evangelium vitæ. Il Rev. Dott. Gustavo González Villanueva ha operato un’analisi del pensiero del Sommo Pontefice circa il senso di responsabilità sociale e di solidarietà, diffondendosi poi nell’esposizione della dottrina e dell’operato del Papa nei confronti delle politiche di controllo della natalità; e concludendo con l’analisi delle posizioni più diffude circa l’aborto e l’eutanasia.
Questi cenni offrono un campione delle attività organizzate dai membri dell’Opus Dei per fare eco agli insegnamenti del Papa fra i giovani; ma altrettante iniziative sono sorte per adulti ed anziani, professionisti, casalinghe, contadini, ecc.
In Spagna, ad esempio, l’Istituto di Studi Superiori dell’Impresa (IESE), di Barcellona, ha organizzato un ciclo di lezioni, rivolto a laureati in Economia e a uomini d’affari, sui contenuti dell’Evangelium vitæ: le sedute si sono svolte nel corso del mese di maggio sotto il titolo “Diritto alla vita e società democratica”. Sono intervenuti, tra gli altri, Mons. José Luis Illanes, direttore del Dipartimento di Teologia Morale dell’Università di Navarra, che ha esposto i principali aspetti dottrinali e morali dell’enciclica; le questioni bioetiche connesse sono state trattate dal Dott. Mauricio Pacheco, presidente di un’associazione catalana di studi bioetici; infine il Dott. Josep Alsina, professore di Sociologia presso la Facoltà di Filosofia dell’Università di Barcellona, ha spiegato le ripercussioni sociologiche e politiche della dottrina contenuta nel documento.
Sempre in Spagna, il 25 aprile, ha avuto luogo nell’Aula Magna della Scuola Tajamar, nel quartiere popolare di Vallecas, a Madrid, una tavola rotonda sull’enciclica: vi hanno assistito varie centinaia di genitori degli alunni dell’istituto.
A Glasgow, in Scozia, è stato realizzato un seminario di studi sull’enciclica rivolto a genitori e mirato a suggerire modalità pratiche di applicazione nelle famiglie della dottrina del Papa.
Un notevole successo ha riscosso, a Montevideo, presso l’Intendenza Municipale, una serie di Giornate Accademiche sulla Evangelium vitæ: vi hanno preso parte, tra gli altri, il Ministro degli Affari Esteri Ing. Alvaro Ramos, il Senatore José Korzeniak, il Preside della Facoltà di Medicina dell’Università della Repubblica, Prof. Eduardo Touyá, nonché quello della Facoltà di Giurisprudenza, Prof. Américo Plá Rodríguez. Quest’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Mondiale per la Famiglia e per l’Educazione (AMFE).
Come ha spiegato il Dott. Mariano Brito, Presidente della Sezione uruguayana dell’AMFE, queste giornate hanno offerto una riflessione serena e profonda sulle situazioni e sulle mode culturali che ostacolano oggi la cultura della vita, prendendo come punto di riferimento il magistero del Papa Giovanni Paolo II. Sebbene non tutti gli oratori fossero cattolici, tuttavia il loro accordo, nel sostenere che il Magistero del Papa sulla vita umana è l’unica valida alternativa per superare la grave crisi di valori che l’umanità sta subendo, è stato unanime. Le Giornate, durate dal 12 al 22 giugno, sono state inaugurate da S.E. Mons. José Gottardi, Arcivescovo di Montevideo; alla prima conferenza, riguardante “La dialettica della cultura contemporanea di fronte alla vita umana”, e tenuta da S.E. Mons. Luis del Castillo, Vescovo ausiliare della città, hanno fatto seguito altri interventi di personalità di spicco nella vita pubblica del Paese. La stampa di Montevideo ha dato ampio eco all’evento, sottolineando come la prospettiva interdisciplinare contribuisca a rendere ancora più palese la validità universale del magistero del Santo Padre.
Anche ad Asunción, nel Paraguay, l’enciclica Evangelium vitæ è stata occasione di interessanti iniziative: fra le altre, citiamo quella organizzata dall’Associazione di Genitori per l’Educazione Integrale (APEI) e dal Gruppo di Orientamento Familiare Ogapy per i genitori degli alunni delle scuole Campoalto e Las Almenas, promosse appunto dalla APEI. Più di cento genitori hanno assistito alle conferenze del Rev. Dott. Eduardo Algorta, avvocato e dottore in Teologia, e della Dott.ssa Stella Ortiz de Zarza, avvocato, che hanno sottolineato la sacralità della vita umana.
A Lima, in Perù, presso la sede del Centro Culturale Surcal, ha avuto luogo la I Giornata per la Vita, nei giorni 18-20 maggio, attività rivolta a giovani professionisti paramedici. Fra i numerosi interventi, da segnalare quello della Dott.ssa Rosanna Morales, riguardante “Il diritto alla vita dalla concezione alla morte”; dell’Avv. Arturo Salazar Larraín, membro del Congresso, sul tema “Sovrapopolazione: realtà o mito?”; quello della Dott.ssa Elisabeth Campana, sull’educazione all’amore, e della Dott.ssa Marisa Aguirre sull’influsso della televisione nella configurazione degli atteggiamenti nei confronti della vita.
A Città del Messico, il 29 maggio, nel Centro Culturale La Rotonda, il Dott. Rubén Rodríguez ha tenuto una conferenza sulla struttura dell’enciclica, di cui ha mostrato la stretta connessione con l’intero magistero di Giovanni Paolo II.
In Costa d’Avorio un gruppo di professionisti di Abidjan ha posto le basi di una associazione che avrà come obbiettivo quello di favorire iniziative a favore della vita in tutto il Paese: è stato il frutto di un ciclo di giornate di riflessione sui contenuti dell’Evangelium vitæ tenutosi presso il Centro Culturale Danga.
L’attività dei membri della Prelatura non si è limitata solo a diffondere la dottrina della Chiesa sul valore della vita umana, ma si è anche indirizzata verso concrete iniziative, volte a tradurre nella pratica gli insegnamenti del Papa. Come esempio tra i tanti, vi è quello di un gruppo di quaranta studentesse universitarie del Centro di Studi Universitari Nayar, di Città del Messico, le quali hanno dedicato le vacanze di Pasqua a lavorare presso un centro di assistenza, dove si sono prese cura di anziani e bambini affetti da gravi deficienze fisiche e psichiche.
Un altro gruppo di studentesse si è invece occupato dei malati del reparto di oncologia dell’Ospedale Generale. Un terzo gruppo ha prestato servizio in un istituto per bambini maltrattati, collaborando ad offrire loro nei fatti condizioni di vita più decorose. Un ultimo gruppo di studentesse si è adoperato a favore degli anziani di un ospizio della città. Queste ragazze hanno deciso di continuare a recarsi nelle suddette istituzioni tutti i fine-settimana ed hanno iniziato a coinvolgere i parenti nell’iniziativa.
È nata così la Rete Sociale Universitaria, che all’inizio dell’estate si è già lanciata in un programma con 75 studentesse di diverse Facoltà, volto a collaborare alla cura di alcune comunità bisognose, che vivono in cinque paesini della Valle di Texcoco. Hanno realizzato il censimento della popolazione e impartito lezioni di dottrina cattolica e di nutrizione; sono state fatte visite alle famiglie per aiutarle a migliorare le condizioni igieniche ed abitative.

Romana, Nº 20, Gennaio-Giugno 1995, p. 203-207.