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Partecipazione alla XIII assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi (dal 7 al 28-X-2012)

Qui di seguito pubblichiamo una sintesi dell’intervento di Mons. Javier Echevarría Rodríguez, Prelato dell’Opus Dei, durante la Settima Congregazione Generale in Aula dei Padri sinodali, il 12 ottobre, sul tema sinodale “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”, che è stato già pubblicato nel Bollettino dell’Ufficio Stampa della Santa Sede:

“Il popolo di Dio desidera che i Vescovi e i sacerdoti siano maestri di santità, perché la cercano ogni giorno attraverso la vita sacramentale e il proprio ministero personale. Debbono essere uomini che pregano con fede, che amano appassionatamente il Sacramento dell’Eucaristia e il Sacramento della Confessione e li vivono con una pietà sincera per arricchirsi con le grazie e per poter essere, in tal modo, portatori della Buona Novella agli altri sacerdoti e a tutti i fedeli. Il ricorso a questi mezzi istituiti da Cristo per poterci identificare con Lui fa sì che i fedeli, ascoltando i Pastori, ascoltino il Signore e, vedendoli pregare, si sentano a loro volta spinti a pregare. Se notano che essi ricorrono spesso alla Confessione, andranno a ricevere il perdono sacramentale.

“È utile anche meditare sull’esempio di molti Santi, come il Curato d’Ars, San Pio da Pietrelcina o San Josemaría Escrivá, e quello più recente del Beato Giovanni Paolo II. Come ha ricordato Benedetto XVI, essi hanno lasciato un esempio vivo di amore al Sacramento della Penitenza e possono rafforzare la coscienza del dover essere buoni Pastori, che sanno dare la propria vita per le loro pecore. Se poi i presbiteri vengono esortati anche a sedersi abitualmente nel confessionale, molte anime andranno a lavare le loro colpe, e da questo ministero fioriranno vocazioni per il seminario e per la vita religiosa o anche vocazioni di buoni padri e madri di famiglia.

“È importante anche curare le omelie dal punto di vista dottrinale e con dono di lingue. Per molti fedeli la Santa Messa domenicale, con la corrispondente omelia, è l’unica occasione per ascoltare il messaggio di Cristo. Con un impegno sempre rinnovato la predicazione sarà molto più efficace, soprattutto se è rivolta anche all’anima di chi predica: se si vive ciò che si dice e si predica ciò che si vive”.

Romana, Nº 55, Luglio-Dicembre 2012, p. 274.