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In breve

Dottorati honoris causa


dell’Università di Navarra,


Pamplona, Spagna


(28-VI-2019)


L’Università di Navarra ha concesso il dottorato honoris causa all’architetto navarrino Rafael Moneo, alla sociologa inglese Margaret S. Archer, alla filologa ebrea Ruth Fine e allo statunitense Robert Picard, esperto in economia e gestione dei mezzi di comunicazione.


In una cerimonia che ha unito modernità e tradizione, essendosi svolta in un museo d’arte contemporanea secondo un rituale universitario plurisecolare, l’Università di Navarra ha concesso a quattro personalità la sua più alta onorificenza accademica.


È stata la prima occasione per l’attuale prelato dell’Opus Dei e gran cancelliere dell’Università, mons. Fernando Ocáriz, di presiedere una cerimonia del genere. Circa 700 persone riempivano il teatro del museo progettato nel campus da Rafael Moneo.


Dal 1964 l’Università ha concesso questa onorificenza a 39 figure eminenti per il loro percorso accademico e professionale in diversi campi del sapere. Tra essi figura l’allora cardinale Ratzinger – oggi Benedetto XVI –, che la ricevette nel 1998.


I nuovi dottori


L’ispanista e docente dell’Università Ebraica di Gerusalemme Ruth Fine, studiosa del Secolo d’Oro spagnolo, nel suo discorso di ringraziamento, ha messo in rilievo la necessità di stabilire ponti di dialogo interculturale tra il mondo ispanico e quello ebraico.


Robert Picard, esperto nella gestione di imprese di comunicazione e professore in centri di diversi Paesi, ha affermato nel suo intervento che «la comunicazione è fondamentale per costruire società sane» e pertanto «le istituzioni della comunicazione debbono essere al servizio delle nostre necessità collettive».


La sociologa inglese Margaret S. Archer, pioniera nel suo campo e studiosa nota a livello internazionale, ha sottolineato quanto sia importante che le scienze sociali contribuiscano alla creazione di ambienti più giusti, obiettivo che non si raggiunge attraverso la relazione «angosciosamente tenue» di tali scienze con i fondamenti filosofici.


L’architetto navarrino Rafael Moneo, già insignito di alcuni premi prestigiosi, come il Pritzker (1996), il Principe delle Asturie delle Arti (2012) o il Premio Nazionale di Architettura di Spagna (2015), ha dedicato buona parte del suo discorso a ringraziare l’Università di Navarra per l’attività svolta fin dal 1952, in particolare per la sua Scuola di Architettura.


Nel discorso che ha chiuso la cerimonia, il gran cancelliere ha ricordato il beato Álvaro del Portillo: «Venticinque anni fa, in una occasione analoga, invitava docenti e alunni a intraprendere “l’avventura di entusiasmare nuovamente un mondo stanco”».


Ricordando la figura del primo rettore dell’Università di Navarra, Ismael Sánchez-Bella, il prelato e gran cancelliere ha ribadito l’importanza di basare l’attività dell’università sulla sua identità cristiana: «La ricerca della pace, la promozione della giustizia sociale o la cura della casa comune si sostengono e si potenziano con una comprensione del mondo e della persona radicata nel Vangelo». In tal modo, ha affermato monsignor Ocáriz, le università diventano sorgenti di libertà e di speranza.


Nel Collegio e Associazione dei


Chimici, Madrid


(5-III-2019)


Il 5 marzo ha avuto luogo una tavola rotonda nella sede del Collegio e Associazione dei Chimici di Madrid. Hanno partecipato il decano del Collegio, Ricardo Díaz Martín, il presidente dell’Associazione dei Chimici (ANQUE), Valentín González García, Juana Bellanato, ricercatrice e dottore in Scienze Chimiche, Carmen Puelles, ex alunna di Guadalupe nell’Istituto Scuola di Santa Engracia e in seguito direttrice di tale istituzione, e il rev. José Carlos Martín de la Hoz, vice-postulatore della causa di beatificazione di Guadalupe.


Nella II Giornata mondiale di


aiuto ai poveri, Tondo, Filippine


(18-I-2019)


In risposta al messaggio di Papa Francesco in occasione della Seconda Giornata Mondiale dei Poveri e alla celebrazione dell’Anno della gioventù nelle Filippine indetto dalla Conferenza Episcopale, il 18 novembre 2018 giovani professionisti, docenti, studenti e famiglie hanno organizzato un’attività solidale nel distretto di Tondo (Manila).


Denominato Pakikipagkapwa
(«chiunque può aiutare»), il progetto ha coinvolto più di 200 volontari: due squadre di 80 medici e studenti di medicina e 30 dentisti e studenti di odontoiatria hanno prestato servizio a 2.000 famiglie, che hanno anche partecipato a lezioni di catechismo, letture di racconti per bambini, conversazioni sull’educazione degli adolescenti e sulla salute e l’igiene della cavità orale per genitori. Tutto questo mentre erano in attesa del turno per ricevere assistenza medica e dentaria.


Il progetto è diretto da Family Cooperation Health Services Foundation, una organizzazione senza fini di lucro fondata nel 1991 da professionisti di diverse aree in risposta a un invito del beato Álvaro del Portillo.


Il gruppo ha trovato particolare incoraggiamento nel messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale dei Poveri e nella lettera apostolica Misericordia et Misera, a conclusione del Giubileo straordinario della misericordia.


75° Anniversario del Collegio Universitario Moncloa, Madrid


(16-II-2019)


Fondato per volere di san Josemaría e aggregato all’Università Complutense, da questo collegio universitario sono passati più di 3.000 residenti e varie migliaia di altri studenti che hanno partecipato alle sue attività.


Il Collegio Universitario Moncloa ha iniziato a funzionare nel settembre del 1943 in continuità con le Residenze Universitarie di Via Ferraz (1934-1936) e Via Jenner (1939-1943), volute dal fondatore dell’Opus Dei. Dallo spirito infuso da san Josemaría in queste prime residenze sono nate centinaia di istituzioni universitarie in tutto il mondo.


Il 16 febbraio si è svolto l’evento principale del 75° Anniversario per residenti, ex residenti e famiglie. La celebrazione è cominciata con la Santa Messa presieduta da mons. Ramón Herrando, vicario dell’Opus Dei in Spagna, dal rev. Pedro Álvarez de Toledo, vicario della Delegazione di Madrid-Ovest, e da ex cappellani o ex residenti divenuti poi sacerdoti.


Nell’omelia mons. Herrando ha affermato che la gratitudine a Dio per i 75 anni di storia va estesa a tante persone che hanno saputo dire di sì a Dio. Cominciando da san Josemaría, promotore del Collegio Universitario Moncloa, e tanti altri che vi hanno prestato la loro opera, come i due primi cappellani, don José María Hernández Garnica e don José Luis Múzquiz, dei quali è iniziato il processo di beatificazione, così come alcune delle prime donne che hanno lavorato nella Amministrazione del Collegio e hanno saputo creare quel clima di famiglia che ne è così caratteristico, come Encarnita Ortega e Dora del Hoyo, il cui processo di beatificazione ha avuto inizio, e Guadalupe Ortiz de Landázuri, beatificata il 18 maggio 2019.


Alla fine della Messa, Pablo Martínez Ávila, attuale direttore del Collegio Universitario, ha letto la lettera inviata dal prelato dell’Opus Dei in occasione della ricorrenza.


Successivamente, ha avuto luogo in aula magna la cerimonia per il 75° Anniversario, con oltre seicento presenti. Nel suo intervento Rafael Caballero, presidente del patronato, ha enumerato i prossimi obiettivi: il progetto di formazione professionale, culturale e umana; il sostegno al Collegio Universitario Alcor di nuova istituzione.


La cerimonia si è conclusa con le parole di Daniel Arenas, membro del patronato, che ha annunciato la creazione di una nuova associazione: MAR (Moncloa Antichi Residenti).


La Fondazione Harambee-Polska


e la cooperazione in Kenya

Nell’Africa Subsahariana la Fondazione Harambee-Polska sta sviluppando una serie di progetti.


Con il primo sono stati organizzati alcuni periodi di volontariato nei quali studenti universitari polacchi, insieme con altri provenienti dall’Irlanda e dall’Italia, hanno collaborato in diversi villaggi poveri del Kenya.


Durante le attività alcuni volontari, professionisti del cinema, hanno prodotto due documentari – Journey Through the Savannah – che mostrano la vita quotidiana in queste terre. Uno dei documentari è stato finalista in un concorso per i migliori documentari dell’anno.


Il secondo, in collaborazione con varie istituzioni sanitarie, propone ai medici di compiere una parte della loro formazione in ospedali kenioti.

Romana, Nº 68, Gennaio-Giugno 2019, p. 131-135.

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