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Approvato il miracolo per la beatificazione di Guadalupe Ortiz de Landázuri

L’8 giugno Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare il decreto di approvazione di un miracolo attribuito alla intercessione di Guadalupe Ortiz de Landázuri (1916-1975), membro dell’Opus Dei. Ha autorizzato anche i decreti relativi alle cause di canonizzazione del beato Nunzio Sulprizio, della venerabile Concepción Cabrera e di Enrique Angelelli e compagni, martiri in Argentina.


Appresa la notizia, mons. Fernando Ocáriz, prelato dell’Opus Dei, ha commentato: «La vita di Guadalupe ci dà la prova che darsi interamente al Signore, rispondendo con generosità a ciò che Dio chiede momento per momento, rende molto felici qui sulla terra e poi nel Cielo, dove si trova la felicità che non ha fine.


«Chiedo al Signore che l’esempio di Guadalupe ci aiuti ad avere il coraggio di affrontare con entusiasmo e con spirito audace le cose grandi e piccole di ogni giorno, di servire con amore e con gioia Dio e gli altri».


Il miracolo consiste nella guarigione istantanea, avvenuta nel 2002, di Antonio Jesús Sedano Madrid, di 76 anni, da un tumore maligno alla pelle accanto all’occhio destro.


Una notte, quando mancavano solo pochi giorni all’intervento chirurgico per estirpare il cancro, Antonio ricorse con fede alla intercessione di Guadalupe Ortiz de Landázuri, chiedendole che non fosse necessario sottoporsi all’operazione. La mattina successiva il tumore era completamente scomparso. Nelle successive visite mediche di controllo la guarigione fu confermata.


Antonio Jesús Sedano Madrid morì dodici anni dopo, nel 2014, a causa di una patologia cardiaca. Aveva 88 anni. Il cancro alla pelle, da cui era guarito per intercessione di Guadalupe Ortiz de Landázuri, non era mai più riapparso.


In una intervista, don Antonio Rodríguez de Rivera, postulatore della causa, definisce Guadalupe «una donna innamorata di Dio, piena di fede e di speranza, che con il suo lavoro e il suo ottimismo ha aiutato gli altri nelle loro necessità spirituali e materiali. Era evidente la gioia che impregnava ogni sua attività, anche nelle situazioni più difficili».


La guarigione miracolosa di Antonio Jesús Sedano Madrid


Durante l’estate del 2002 ad Antonio Jesús Sedano Madrid, di 76 anni, vedovo dal 1991, comparve nell’angolo interno dell’occhio destro una lesione cutanea, simile a un foruncolo, che gli bruciava e che, di tanto in tanto, gli procurava dolore. La lesione non scompariva e per varie settimane la poterono osservare i suoi tre figli e alcuni amici. Comunque, non fu adottata nessuna terapia.


A causa di difficoltà di visione, Antonio aveva in programma una visita oftalmologica, in vista di una eventuale operazione di cateratta in un Centro di Assistenza Sanitaria di Barcellona (Spagna), dove risiedeva. Il 2 agosto, approfittò della visita per mostrare all’oculista la lesione della pelle accanto all’occhio. La dottoressa lo indirizzò immediatamente all’Hospital Clínico
di Barcellona per un esame della lesione cutanea, perché sospettava che si trattasse di un tumore.


Il 30 ottobre fu visitato dal direttore del dipartimento di oculistica, che formulò una diagnosi clinica certa di carcinoma basocellulare, nella forma conosciuta come ulcus rodens. È uno dei tumori maligni più frequenti della superficie cutanea, colpisce abitualmente persone in età avanzata e appare con maggiore frequenza nella testa e nel collo. Si evolve progressivamente e comporta la distruzione locale dei tessuti. Il trattamento suole essere chirurgico e il più delle volte si conclude con la guarigione del paziente.


Nel caso di Antonio, il tumore, delle dimensioni di una lenticchia, era particolarmente grave perché, data la sua localizzazione, molto vicina all’occhio, poteva invadere facilmente qualche organo delicato limitrofo. Il medico informò Antonio che la sua lesione richiedeva una asportazione chirurgica e lo inviò allo specialista in chirurgia plastica. Considerata certa la diagnosi e visto che era necessario un intervento immediato, il medico gli specificò il tipo di tumore che, a suo giudizio, lo aveva colpito. Il giorno successivo un chirurgo plastico visitò Antonio e confermò la diagnosi precedente: si trattava di un carcinoma basocellulare. Senza perdere tempo, predispose una operazione urgente per asportarlo e spiegò al paziente che era indubbiamente un tumore maligno, ma che era possibile eliminarlo mediante una operazione che conveniva eseguire al più presto.


Per Antonio la diagnosi di cancro fu motivo di grande preoccupazione e le persone più vicine a lui lo notarono. Mentre aspettava l’operazione la preoccupazione andava aumentando, perché il tumore peggiorava visibilmente: si ulcerò e cominciò a sanguinare.


Nell’Oratorio di Santa María de Bonaigua, dove andava a Messa spesso, Antonio trovò una immaginetta per la devozione privata alla serva di Dio Guadalupe Ortiz de Landázuri e una documentazione sulla sua vita. Nacque subito una simpatia personale e spirituale verso di essa, per cui cominciò a chiederle con costanza la propria guarigione. Lo stesso fecero i suoi figli e altri parenti, ai quali Antonio distribuì varie immaginette della serva di Dio.


Prima ancora di conoscere la data dell’operazione Antonio era scoraggiato e impaurito, anche a causa di altre complicazioni della salute, e, una volta appresa la data precisa dell’operazione, la paura che aveva aumentò. Una notte in cui era particolarmente nervoso, prese tra le mani una immaginetta di Guadalupe e si rivolse a lei, spontaneamente, con molta fede: «Tu puoi farlo, fa’ che io non debba essere operato; questo per te è poca cosa».


Dopo aver invocato Guadalupe, Antonio si calmò, dormì senza interruzioni e la mattina dopo si svegliò sereno e riposato. Guardandosi allo specchio scoprì che la lesione era sparita. Non poteva crederlo; pensava che cose del genere potessero succedere ad altre persone, ma non a lui. Il suo stato d’animo cambiò completamente e quella stessa mattina fece anche lo spiritoso quando diede la notizia a una figlia, che rimase stupefatta. La stessa cosa successe con un’altra figlia nel constatare che il tumore era scomparso da un giorno all’altro senza lasciare neppure una traccia. Antonio telefonò anche al figlio per dargli la notizia, che poi trasmise anche ai suoi amici. Inoltre parlò con la segretaria dello specialista in chirurgia plastica per annullare l’intervento, dato che non c’era più nulla da operare.


Quando il chirurgo plastico visitò il paziente, constatò l’assoluta sparizione del cancro per cause ignote. La sua impressione iniziale fu di paura. La prima domanda che gli fece fu: «Dove è stato operato?». In seguito Antonio gli raccontò i dettagli della sua guarigione e gli parlò dell’intercessione di Guadalupe Ortiz de Landázuri. La guarigione, avvenuta dalla sera alla mattina, era inspiegabile. La cartella clinica, in quella data, riporta: «La lesione è scomparsa dopo aver pregato la serva di Dio Guadalupe Ortiz de Landázuri». Nelle successive visite di controllo la guarigione è stata sempre confermata. Il cancro della pelle non è mai riapparso. Antonio è morto dodici anni dopo a causa di una patologia cardiaca.


Siccome la guarigione sembrava un evento straordinario, in base alle indicazioni previste per questi casi, il 18 maggio 2007 l’arcivescovo di Barcellona decretò l’istruzione di un processo canonico circa il miracolo e nominò un tribunale diocesano per l’indagine. Il processo ebbe luogo dal 25 maggio 2007 al 16 gennaio 2008. Il 24 ottobre 2008 la Congregazione delle Cause dei Santi convalidò il processo diocesano.


Il 5 ottobre 2017 il consiglio dei medici della Congregazione delle Cause dei Santi ha esaminato il caso. I medici hanno sottolineato gli aspetti più rilevanti della guarigione allo studio: l’adeguato processo diagnostico della lesione, confermato da medici specialisti, e in modo particolare la sua guarigione nel giro di poche ore, senza ricorrere ad alcuna terapia. I periti della Congregazione hanno dichiarato che i fatti sono inspiegabili dal punto di vista scientifico.


Successivamente il caso è stato sottoposto all’esame dei teologi consultori, che nella sessione del 1° marzo 2018 hanno dichiarato provata, al di là di ogni ragionevole dubbio, la relazione tra la guarigione miracolosa di Antonio e l’invocazione a Guadalupe Ortiz de Landázuri.


Infine, nella sessione ordinaria del 5 giugno 2018, i cardinali e i vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi hanno dichiarato che è solidamente provato che il caso deve essere considerato un miracolo.


L’8 giugno 2018 il Santo Padre Francesco, dopo aver ricevuto dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, una relazione di tutto ciò che abbiamo appena esposto, ha dichiarato che sussistono le prove del miracolo operato da Dio attraverso l’intercessione della venerabile serva di Dio Guadalupe Ortiz de Landázuri.

Romana, Nº 66, Gennaio-Giugno 2018, p. 151-154.