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Harambee compie 15 anni

Sono trascorsi 15 anni da quando è stato avviato Harambee Africa International, un progetto di solidarietà in Africa, nato nel 2002 in occasione della canonizzazione di san Josemaría Escrivá. Questo progetto, fin dai primi passi, si è svolto secondo due linee guida: da una parte, il patrocinio di una serie di iniziative educative in Africa e a favore dell’Africa; dall’altra, la promozione di alcune attività informative e di sensibilizzazione intorno alla cultura africana e alle sfide che si prospettano in quel continente.

Harambee si ispira agli insegnamenti del fondatore dell’Opus Dei sull’impegno sociale ed educativo dei cristiani. Come ha scritto san Josemaría in uno dei suoi libri, «Tu, per la tua condizione di cristiano, non puoi volgere le spalle ad alcuna inquietudine, ad alcuna necessità degli uomini tuoi fratelli» (Forgia, n. 453).

In questi 15 anni Harambee ha portato a termine più di 70 progetti in 20 Paesi dell’Africa Sub-sahariana. Ogni anno ha presentato programmi assistenziali, educativi o di sensibilizzazione per i quali vengono richiesti donativi. Questi progetti sono in partenariato con un socio locale, una istituzione africana, che assume l’incarico di concretare l’iniziativa, in modo che gli africani stessi, che meglio conoscono i problemi reali, siano i veri creatori di progresso. Seguendo questa linea, Harambee si è impegnato, per esempio, nella ricerca di fondi per la Marcello Semeraro School, una scuola in Sierra Leone che dà formazione e assistenza continua a circa 130 alunni; in alcuni progetti educativi in Togo, per aiutare i bambini di strada, o in iniziative per favorire l’occupazione in Paesi come l’Etiopia, con programmi di formazione per gente giovane.

Oltre a lavorare sull’educazione, Harambee cerca collaborazioni nel settore privato per veicolare specifici investimenti che possano creare posti di lavoro in Africa, mettendo l’accento sullo spirito imprenditoriale locale e, contemporaneamente, ottenere che alcune imprese europee investano e si impegnino in Africa, riconoscendo nel continente africano un alleato. In occasione dei primi dieci anni di lavoro Mons. Javier Echevarría, allora prelato dell’Opus Dei, ricordava a coloro che promuovono Harambee: «Dobbiamo convincerci e aiutare gli altri a convincersi che la società non nasce in prima istanza da vincoli contrattuali e utilitaristici ma mediante vincoli più profondamente umani, fondati sull’amore: un principio, questo, che deve diventare il criterio principale anche per lo sviluppo della società e che deve essere considerato l’anima dell’intero ordine sociale».

In questi 15 anni, grazie al sostegno di molte persone, Harambee si è occupato anche della apertura di ambulatori medici, reparti di maternità in varie sedi ospedaliere, programmi di lotta alla malnutrizione, creazione di micro-aziende. La ONG, con sede a Roma, si avvale di gruppi di lavoro stabili in Spagna, Portogallo, Francia, Svizzera, Polonia e Stati Uniti. In ognuno di questi Paesi ci sono un comitato nazionale e vari gruppi di volontari che sviluppano i progetti concordati.

Nel 2017 la ONG ha lanciato «Harambee Youth», un incontro internazionale di giovani volontari al fine di condividere esperienze sul volontariato in Africa e cercare soluzioni creative dinanzi alle necessità cui devono far fronte i loro coetanei in alcune regioni sub-sahariane. I giovani che hanno partecipato all’incontro hanno convenuto che i viaggi in Africa non sono l’unico modo di partecipare ai progetti di Harambee. Hanno proposto nuove forme di volontariato e nuove attività di sensibilizzazione, anche attraverso le reti sociali, che presentino l’Africa come il continente del futuro.

Romana, Nº 64, Gennaio-Giugno 2017, pag. 180-181.