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Mons. Fernando Ocáriz convoca il Congresso generale elettivo

Il 20 dicembre Mons. Fernando Ocáriz, vicario ausiliare della prelatura dell’Opus Dei, ha convocato il Congresso generale elettivo che, a partire dal 23 gennaio 2017, a Roma, dovrà eleggere il nuovo prelato.


«Stiamo vivendo questo periodo in un atteggiamento di preghiera – spiegava Mons. Fernando Ocáriz –, particolarmente rivolti allo Spirito Santo». Poi ha aggiunto: «Viviamo questi giorni molto uniti al Santo Padre Francesco e a tutta la Chiesa, della quale l’Opus Dei è una piccola parte. Com’è logico, è forte il sentimento di gratitudine per il lavoro pastorale e il buon esempio che ci ha lasciato Mons. Javier Echevarría».


L’elezione del prelato deve necessariamente riguardare un sacerdote, che abbia compiuto quaranta anni, che sia membro del Congresso elettivo e che sia incorporato alla Prelatura da almeno dieci anni e da cinque come sacerdote. Al momento della convocazione del Congresso, il numero di sacerdoti che avevano questi requisiti era di 94, provenienti da 45 Paesi.


Tra essi c’erano numerosi vicari regionali (rappresentanti del prelato in ogni Paese o circoscrizione) e altri sacerdoti che lavorano o hanno lavorato in attività di governo pastorale dell’Opus Dei a Roma o nelle 49 circoscrizioni di cui si compone attualmente la Prelatura.


Gli statuti della Prelatura descrivono le diverse condizioni umane, spirituali e giuridiche che deve avere il prelato per garantire il retto disimpegno dell’incarico: in sintesi, deve distinguersi in alcune virtù come la carità, la prudenza, la vita di pietà, l’amore alla Chiesa e al suo Magistero, e la fedeltà all’Opus Dei; deve possedere una profonda cultura, sia nelle scienze ecclesiastiche che in quelle civili, e avere adeguate doti di governo pastorale.


Nel processo elettivo intervengono sia le donne che gli uomini. Culmina con la conferma della elezione da parte del Papa.


Il procedimento di elezione avrà inizio il 21 gennaio con una riunione del plenum del Consiglio per le donne della Prelatura, chiamato Assessorato centrale. All’intero processo parteciperanno 194 fedeli dell’Opus Dei, sacerdoti e laici, di almeno 32 anni di età, incorporati alla Prelatura da un minimo di 9 anni. Sono stati nominati tra i fedeli delle diverse nazioni nelle quali l’Opus Dei svolge la sua attività pastorale.


Nell’Assessorato, ogni membro formula una proposta con il nome o i nomi di quel o quei sacerdoti congressisti che ritiene più adatti alla carica di prelato. I membri del Congresso, tenendo conto delle proposte dell’Assessorato centrale, procedono alla votazione. Compiuta l’elezione, e accettata dall’eletto, questi – da sé stesso o per mezzo di altri – deve richiedere la conferma del Romano Pontefice, che è colui che nomina il prelato dell’Opus Dei.


Una volta eletto il prelato, i congressisti si riuniscono per alcuni giorni per la designazione dei componenti dei consigli centrali che assistono il prelato nel governo della Prelatura.


Infine, i congressisti esaminano lo stato della Prelatura e delle attività apostoliche in tutto il mondo. Le proposte sono studiate in sessioni plenarie, che stabiliscono le direttrici per il governo della Prelatura per il periodo di otto anni che sta per iniziare fino al successivo Congresso generale ordinario.

Romana, Nº 63, Luglio-Dicembre 2016, pag. 257-258.