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Dal Seminario Internazionale della Prelatura in Roma

Il Collegio Romano della Santa Croce ha compiuto quarant'anni. Nel decreto d'erezione, datato 29 giugno 1948, il Fondatore dell'Opus Dei invocava su questo Centro formativo la protezione dell'Eterna Sapienza, cosicché esso "incessantemente perduri, cresca, fiorisca e dia ottimi frutti".

A quarant'anni di distanza, si può affermare che la preghiera di Mons. Escrivá è stata esaudita. In questo lasso di tempo, infatti, quasi duemila alunni hanno studiato nelle aule del Centro, sede del Seminario Internazionale della Prelatura in Roma.

La formazione umana, spirituale, dottrinale, liturgica e pastorale che esso impartisce è arricchita da numerose attività straordinarie. Nell'anno accademico appena conclusosi, accogliendo l'invito del Collegio hanno tenuto interventi di notevole interesse su temi teologici e culturali d'attualità, tra gli altri, i professori Leonardo Polo, Claudio Basevi, José Luis Illanes, Carlo Caffarra, Alejandro Llano, José Miguel Ibáñez Langlois e José Orlandis.

Il 10 giugno, solennità del Sacro Cuore di Gesù, il Cardinal William W. Baum, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, ha celebrato la Santa Messa nel Seminario Internazionale della Prelatura. Hanno assistito il Prelato dell'Opus Dei, Mons. Alvaro del Portillo, il Vicario Generale, Mons. Javier Echevarría, il Prefetto degli Studi, Rev. Dott. Rolf Thomas, il Rettore del Seminario, professori e alunni.

Nell'omelia, il Cardinale ha in primo luogo esternato la sua gratitudine per essere stato invitato a rinnovare il Santo Sacrificio proprio in questa festa. Commentando i testi liturgici si è quindi soffermato sulla stretta relazione esistente tra la devozione al Sacro Cuore di Gesù e la formazione dei futuri sacerdoti. Dopo aver segnalato gli sforzi del Santo Padre tesi a "ridare nuovo slancio ai Seminari", ha posto in rilievo i diversi aspetti della formazione impartita nel Seminario Internazionale della Prelatura: formazione umana, "necessaria per poter offrire un'autentica testimonianza di vita cristiana"; formazione dottrinale, "fedele al Magistero della Chiesa e sempre attenta alla cultura e ai nuovi problemi posti dalla nostra epoca"; formazione spirituale e ascetica, volta a incrementare "una vita d'orazione e di sacrificio che, per il fatto di avere al centro la Santa Messa, si alimenta e si esprime nelle ricchezze della Liturgia dischiuse dal rinnovamento conciliare"; infine, formazione pastorale teoretica e pratica, mirante "a cercare di far albergare nei vostri cuori ogni giorno gli stessi sentimenti di Cristo verso i nostri fratelli gli uomini".

Dopo aver ricordato l'insegnamento del Fondatore dell'Opus Dei sulla speciale identificazione con Cristo operata dal Sacramento dell'Ordine, il Card. Baum ha concluso esortando gli alunni a rivolgere lo sguardo al Modello ineguagliabile che è il Cuore Sacratissimo di Gesù, per imparare da Lui ad essere rettamente umani, a trasformare le giornate in un dialogo costante con Dio, ad approfondire la dottrina della fede, a dare una dimensione missionaria e liturgica alla personale vita di pietà. E li ha invitati a ricorrere con grande fiducia al Cuore Immacolato di Maria, "il cammino più rapido e diretto per giungere al Cuore di Gesù".

La liturgia eucaristica è stata accompagnata dal canto gregoriano, interpretato dal coro del Seminario Internazionale. Al termine della Messa, il Card. Baum e Mons. Alvaro del Portillo si sono recati nell'Aula Magna per un cordiale incontro con professori e alunni.

A nome dei presenti, il Rettore del Seminario, Rev. Dott. Paulino Busca, ha dato il benvenuto al Cardinal Prefetto. "Come Vostra Eminenza ha ricordato nella sua omelia —ha detto tra l'altro il Rettore—, il prossimo 29 giugno celebreremo il quarantesimo anniversario del decreto con cui il nostro Fondatore, il Servo di Dio Monsignor Josemaría Escrivá de Balaguer, eresse il Collegio Romano della Santa Croce. Nel suo immenso amore alla Chiesa Cattolica, volle che fosse Romano, -perché noi —sono parole del Fondatore dell'Opus Dei—, per la nostra anima, per il nostro spirito, siamo molto romani. Perché in Roma risiede il Santo Padre, il Vice-Cristo, il dolce Cristo che passa sulla terra-".

Il Rettore ha chiesto infine al Cardinal Baum di pregare in modo speciale per i ventotto alunni che pochi giorni prima avevano ricevuto l'ordinazione sacerdotale nella Basilica di San Pietro, e che si accingevano a ritornare ai loro Paesi "per collaborare alla cura pastorale dei membri della Prelatura e per cooperare con essi —in unità organica— all'apostolato di diffondere la chiamata universale alla santità fra persone di ogni tipo".

Il Cardinale ha potuto ascoltare canzoni e brevi racconti relativi all'apostolato svolto dai membri della Prelatura, ciascuno nel proprio ambiente di lavoro; si sono succeduti, tra gli altri, un ingegnere nordamericano, un economista spagnolo, un giornalista filippino, un geologo nigeriano, uno storico australiano.

Al termine dell'incontro, il Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica ha improvvisato in inglese un breve discorso, ringraziando per i gradevoli momenti trascorsi nel Centro.
"Già prima di venire —ha detto tra l'altro—, ero certo che la celebrazione della Santa Messa sarebbe stata una cerimonia liturgica bella e piena di fede. Invece non ero preparato per questa riunione familiare. Ho ascoltato molto attentamente tutte le vostre esperienze e vi assicuro che me ne ricorderò molto bene.

Possedevo già una buona visione panoramica dell'attività apostolica dell'Opus Dei in tante nazioni. Ho conosciuto l'Opera molti anni fa e ho potuto constatare i frutti della sua azione nella vita di tanti: in termini di conversioni e soprattutto di come buone persone, buoni cattolici, con la fede un poco assopita, si sono ridestati davanti a Gesù che passa, dinanzi al mistero dell'Incarnazione, della Redenzione, della Pentecoste, rinnovato mediante la vita della grazia. Ho osservato quanto bene possono fare i membri dell'Opus Dei, sacerdoti e laici. Spesso, nella mia vita di sacerdote e di vescovo, sono stato testimone di questa realtà".

Il Card. Baum ha confermato la propria soddisfazione per il decoro della celebrazione liturgica che aveva poc'anzi presieduto: da tutti i particolari della cerimonia trasparivano fede e venerazione per il Santissimo Sacramento. Egli ha poi riassunto i contenuti dell'incontro che stava per concludersi.

"Se nell'omelia ho voluto trattare con una certa ampiezza della formazione sacerdotale, non voglio passare sotto silenzio l'importanza della vostra formazione laicale e della vostra formazione del laicato.

Come sapete, pochi mesi fa ha concluso i suoi lavori il Sinodo dei Vescovi sui laici. Vi si sono ascoltate affermazioni interessanti. Uno dei punti maggiormente sottolineati —benché non sufficientemente, almeno per me, che mi occupo dell'educazione cattolica— è stata la necessità di formare bene i laici. Si può parlare del fondamento teologico della partecipazione dei laici alla missione della Chiesa, della loro responsabilità..., ma perché tutto ciò possa essere messo in pratica è necessaria una buona formazione: una catechesi di base, in primo luogo, e quindi il tipo di formazione completa offerta dall'Opus Dei. Penso che questa sia la chiave per una vera partecipazione del laicato alla vita e alla missione della Chiesa.

Voi siete in una posizione privilegiata e singolare in questa grande attività. A volte mi viene in mente che siamo solo agli inizi. Ma voi avete già contribuito enormemente; e, con la grazia di Dio, nel futuro giocherete un ruolo molto importante al fine di rendere efficaci questi desideri, per i quali abbiamo tanto pregato e sui quali il Concilio si è pronunciato in vari dei suoi documenti, che i Vescovi e pastori d'anime cercano di trasmettere ai propri fedeli. Avete sul serio un ruolo importante da giocare. Vi ringrazio e vi incoraggio ad andare avanti".

Il 29 giugno, solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il Prelato dell'Opus Dei ha tenuto una Messa solenne nel Seminario Internazionale della Prelatura, per celebrare il 40º anniversario dell'erezione del Collegio Romano della Santa Croce. Durante l'omelia, dopo aver chiosato le figure di San Pietro e San Paolo, colonne della Chiesa, Mons. Alvaro del Portillo ha ricordato l'amore e la venerazione del Fondatore dell'Opus Dei per il Romano Pontefice.

"La romanità —ha detto tra l'altro— costituisce una nota caratteristica dell'unica e vera Chiesa cattolica. Per questo, nostro Padre voleva romanizzare l'Opera; desiderava, cioè, renderla ancor più cattolica, più universale. Questa fu la ragione che lo spinse a erigere il Collegio Romano della Santa Croce.

In un'ottica meramente umana, l'avvio nel 1948 di questo Centro di formazione sembrava una vera pazzia. Eravamo pochi infatti i membri dell'Opera che ci trovavamo a Roma in quegli anni e abitavamo nell'estrema ristrettezza di una casa angusta, la portineria di Villa Tevere. Il nostro Fondatore non era solito formalizzare in modo particolare l'erezione di un Centro dell'Opera: lo erigeva e basta. Invece in questo caso, mosso senza dubbio da Dio, redasse un decreto, nel quale affermò profeticamente che il Collegio Romano della Santa Croce avrebbe accolto persone ex ommni natione, di tutte le nazioni, e avrebbe certamente raccolto frutti sempre più copiosi per il servizio della Santa Chiesa. Non è questa una grande manifestazione di fede?"

"Il Collegio Romano della Santa Croce —ha proseguito Mons. Alvaro del Portillo— è opera delle mani, della mente, dell'anima e del cuore del nostro amatissimo Padre. Nel 1948, lo ripeto, sembrava una pazzia. Invece, pochi anni dopo esso aveva già quasi un centinaio di alunni. Le condizioni materiali di vita erano assai povere: non c'erano possibilità, ma appariva evidente che nostro Padre era spinto, trascinato dall'amore di Dio: caritas enim Christi urget nos! (2 Cor 5, 14). Era consapevole d'essere depositario dello spirito dell'Opus Dei e della necessità di estenderlo quanto prima dovunque. A tale scopo aveva bisogno di sacerdoti e di Direttori, e volle formarli personalmente, al proprio fianco, mentre nel contempo romanizzava l'Opera unendola sempre più strettamente al Papa.

Figli miei, ora voi fate parte del Collegio Romano, come professori o come alunni. Formatevi bene! Pensate che la preghiera e lo sguardo di nostro Padre sono rivolti in modo speciale a questo Centro, che adesso è il Seminario Internazionale della Prelatura: sono rivolti a voi, figli miei. Abbiamo tutti quanti l'obbligo di diventare santi. Qui non si formano superuomini, ma uomini che vogliono essere molto fedeli, innamorati di Dio, e sanno che la santità consiste nella fedeltà al Signore nelle cose piccole".

Il Prelato dell'Opus Dei ha così concluso: "Vogliamo essere molto romani e usare il tempo che Dio ci ha concesso per servirlo generosamente. Chiediamo al Signore che questo Centro sia una forgia nella quale si temprino uomini di fede, uomini di dottrina, uomini innamorati di Dio. E ricorriamo alla Santissima Vergine: Ella ci aiuterà, perché desidera che si compia in tutto la Volontà di Dio, e la Volontà di Dio è che siamo santi: haec est voluntas Dei: sanctificatio vestra (1 Ts 4, 3)".

Romana, Nº 6, Gennaio-Giugno 1988, p. 129-132.