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Dottori “honoris causa” 2011 dell’Università di Navarra

Il 27 ottobre l’Università di Navarra, con una solenne cerimonia, ha proclamato il dottorato “honoris causa” di tre personalità. Si tratta del Cardinale ungherese Péter Erdö, Arcivescovo di Budapest e presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa; del professor Joseph H.H. Weiler, ordinario di Diritto dell’Università di New York; del pittore Antonio López, che non è potuto essere presente alla cerimonia per un problema di salute.

Oltre 450 persone fra autorità e professori, nell’Aula Magna dell’Università, hanno assistito all’evento, presieduto dal Gran Cancelliere, Mons. Javier Echevarría. Contemporaneamente altre 370 persone hanno seguito la cerimonia da alcune aule o sale dell’Edificio Centrale.

Il Prelato dell’Opus Dei ha sottolineato che i tre nuovi dottori, ciascuno per la propria specialità, hanno in comune “un profondo legame” con l’istituzione universitaria [1] .

Di Antonio López, uno dei massimi rappresentanti del realismo contemporaneo in Spagna e considerato il padre della scuola iperrealista madrilena, ha detto che “la sua opera si caratterizza per un acuto senso di ricerca della realtà, una disposizione che tra l’altro lo mette nelle condizioni di riconoscere l’orma di Dio nelle creature”.

Del Cardinale Péter Erdö ha messo in evidenza la profonda formazione di canonista e teologo e il suo percorso strettamente legato alla vita accademica. “È stato, ed è, un grande cultore della storia, grande maestra di vita”.

Per ultimo si è riferito al professor Joseph Weiler come a uno dei maggiori esperti di Diritto dell’Unione Europea e un grande accademico. “Ai massimi livelli dell’insegnamento, è attualmente professore dell’Università di New York, oltre che membro dell’Accademia Americana delle Arti e delle Scienze; numerose e profonde sono le sue pubblicazioni”.

La ricerca di conoscenze

Dopo la presentazione dei patroni e la concessione dei titoli “honoris causa”, ogni nuovo dottore ha pronunciato un discorso. Nel caso di Antonio López, insigne professore della Scuola di Architettura, è stato proiettato un video registrato in occasione della cerimonia e Juan José Aquerreta, un artista col quale divide il Laboratorio di Pittura dell’Università di Navarra, ha letto il suo discorso.

In esso si riferiva alla ricerca di conoscenze, che considerava comune al suo lavoro di artista e all’attività universitaria: “Nella vita dell’uomo, questa è sempre stata un’aspirazione costante e nobile, che è riuscito ad anteporre a tutte le vicissitudini e a tutte le difficoltà della vita. La bontà, la bellezza, l’intelligenza, la salute, sono tutti ‘doni maggiori’ che Dio concede in una misura e in un aspetto disuguale che non comprenderemo mai. Ma è sorprendente ed emozionante la volontà di molte persone di migliorare attraverso la conoscenza”.

Rispetto alla pittura ha detto: “Questo ambiente movimentato mi è sempre piaciuto, perché mi appare in armonia con l’impressione che in me provoca la vita. In questo spazio ho trovato i mezzi di sopravvivenza, le persone che mi hanno accompagnato e mi hanno permesso di diventare migliore e un modo di lavorare che mi ha consentito un buon rapporto col mondo”.

Immaculada Jiménez, professore della Scuola di Architettura dell’Università di Navarra e patrona di Antonio López, ha messo in evidenza che, sebbene l’artista non abbia una formazione di architetto, la Scuola ha voluto concedergli il suo primo dottorato “honoris causa” perché ha insegnato ai professionisti di questa disciplina “a vedere la città in una maniera speciale”. Poi ha dichiarato che con questa gratificazione l’Università vuole riconoscere “la personalità profondamente universitaria di Antonio López, un uomo che, come egli stesso confessa, dedica la sua attività alla conoscenza della verità delle cose”.

Un canonista particolarmente completo

Dopo aver ricevuto il dottorato “honoris causa” dalla Facoltà di Diritto Canonico, il Card. Péter Erdö (Budapest, 1952) ha pronunciato un discorso intitolato “Il principio del Primato e la sua formulazione tecnica nel Diritto Canonico”, nel quale ha tracciato una panoramica sulle espressioni canoniche del primato petrino. Ha affermato, fra l’altro, che “si tratta di un elemento costante e fondamentale della costituzione della Chiesa, la cui attualità giuridica non rimane sminuita in alcun modo come conseguenza del Concilio Vaticano II”.

Successivamente ha fatto alcuni esempi recenti della sua crescita, che si sommano ad altri che risalgono a periodi precedenti della storia.

Il patrono del nuovo dottore, il professor Eduardo Molano della Facoltà di Diritto Canonico, ha ripercorso la sua biografia e ha sottolineato che può vantare “un lungo curriculum di servizio alla Chiesa, nel quale una eccellente preparazione teologica e giuridica ha contribuito a farlo diventare un grande pastore e un grande uomo di governo”.

Il professor Molano ha poi messo in rilievo i contributi dati dal Cardinale al progresso del Diritto Canonico: “Si tratta di un canonista particolarmente completo, che richiama potentemente l’attenzione con la sua produzione giuridica che abbraccia tutti i campi”.

La relazione fra Diritto e santità

Da parte sua, il professor Joseph Weiler, dell’Università di New York, che ha ricevuto il dottorato “honoris causa” dalla Facoltà di Giurisprudenza, nel suo intervento ha fatto riferimento alla relazione fra Diritto e santità. Secondo il suo parere, “tutti noi riteniamo che lo Stato di Diritto nel suo senso più ampio, il cosiddetto ‘rule of law’, sia un elemento costitutivo del nostro paradigma di valori democratici. E invece difficilmente vediamo in esso un valore spirituale e ci è difficile concepire come esso possa collegarsi e inserirsi nel concetto di santità.

“Il concetto di santità è onnicomprensivo, riguarda tutti gli ambiti della vita. La santità interessa la famiglia, la santità si trova nei ritmi di lavoro, la santità riguarda la fedeltà religiosa, la santità sta nei riti, la santità sta nella carità nella vita quotidiana [...]. L’idea del santo che troviamo nel Levitico è un’idea giuridica. Si vive in chiave divina obbedendo alla Legge divina, nella quale il razionale e l’etico si armonizzano con l’ineffabile e il rituale. È un concetto onnicomprensivo, un progetto di vita”.
Joseph Weiler è stato elogiato dal suo patrono, il professor Rafael Domingo, che ha riesaminato la sua prestigiosa carriera professionale, caratterizzata da uno “spirito itinerante e cosmopolita”. “È una sintesi vivente, assolutamente genuina e atipica, di tradizione ebraica, ‘scholarship’ britannica, talento italiano e innovazione nordamericana, messa al servizio dell’università nel senso più genuino della comunità dei saperi”. Poi ha aggiunto che “il suo costituzionalismo sovrannazionale ha giocato un ruolo determinante nel processo di integrazione dell’Unione Europea” e che “ha saputo superare la scienza del Diritto per diventare un vero teologo della giustizia”.

[1] 1. L’intero discorso si può leggere nella sezione “Prelato” di questo numero.

Romana, Nº 53, Luglio-Dicembre 2011, p. 306-308.

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