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La devozione a San Josemaría

Edizione in nuove lingue della preghiera a San Josemaría

Il miliardo e 400 milioni circa di persone che parlano il cinese ormai possono trovare e scaricare più facilmente la preghiera a San Josemaría in mandarino. Possono fare altrettanto quelli che parlano il thailandese, il vietnamita, l’arabo, il bulgaro o l’armeno. Sono queste le nuove lingue in cui si possono trovare le immaginette in www.josemariaescriva.info, oltre alle 42 traduzioni finora esistenti.
Già dal giorno della sua morte, il 26 giugno 1975, sono cominciati ad arrivare, e continuano ad arrivare da tutto il mondo alla sede della Prelatura dell’Opus Dei, a Roma, i resoconti dei favori attribuiti all’intercessione di Mons. Josemaría Escrivá: conversioni, decisioni di praticare a fondo la fede cristiana, guarigioni, favori pratici... Molte persone hanno cominciato a pregare San Josemaría dopo aver trovato, assai spesso casualmente, l’immaginetta per la sua devozione.


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Un’immagine nelle Filippine e un’altra in Brasile

Il 14 febbraio, in occasione dell’80° anniversario del giorno in cui Dio fece vedere a San Josemaría l’apostolato dell’Opus Dei con le donne, è stato presentato e benedetto nella Cattedrale di Jaro, Iloilo City (Filippine), un quadro di San Josemaría. L’Arcivescovo di Jaro, Mons. Ángel Lagdameo, col Vescovo Ausiliare Mons. Gerry Alminaza, ha officiato la cerimonia. Accanto al dipinto, i fedeli possono venerare una reliquia ex ossibus di San Josemaría, con l’iscrizione in inglese “San Josemaría, il Santo della vita ordinaria”.

In Brasile, invece, nella parrocchia Imaculado Coração de Maria, nell’Arcidiocesi di Goiania, è stata collocata un’immagine di San Josemaría.


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Nelle città italiane

Negli ultimi mesi, diverse località italiane hanno voluto rendere omaggio a San Josemaría, ognuna a suo modo. Si possono ricordare: la dedicazione a San Josemaría di un parco a Verona, il 15 giugno; l’intitolazione di una piazza a Giardini Naxos (Messina), la prima colonia greca in Sicilia, il 15 maggio; la mostra fotografica nella Casa dei Carraresi, sede dei musei di Treviso, dal 23 al 25 aprile; la mostra fotografica nella Galleria Civica di Monza, dal 29 al 31 gennaio; la collocazione di una statua di San Josemaría nella Basilica di Sant’Angelo in Formis (Caserta), il 5 dicembre 2009; infine, la dedicazione al Santo di alcuni giardini situati presso il Municipio di Loano (Savona), il 21 novembre 2009.


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Mostra fotografica “Lo straordinario dell’ordinario” (Venezuela)

L’Associazione Civile Comunicazione e Cultura ha promosso la mostra fotografica “Lo straordinario dell’ordinario”, che invita lo spettatore a dialogare col messaggio di San Josemaría Escrivá sulla scorta di 26 fotografie, opera di sei giovani artisti, che con il loro obiettivo colgono la bellezza del quotidiano: Argenis Bellizzio, Jean Herrera, Maryori Cabrita, Trevor Cornilliac, Aarón Sosa e Meridith Kohuth. Il fotografo fa del momento fuggevole qualcosa di speciale, lo ferma, gli dà valore, lo perpetua, lo rende straordinario.

La mostra “Lo straordinario dell’ordinario” è stata inaugurata nella Galleria Daniel Suárez di Caracas (Venezuela), per poi proseguire il suo itinerario nella Galleria Espacios Libres nel centro d’arte El Hatillo, negli spazi di Fundana, ubicati nel popoloso centro di Petare, nella Galleria della biblioteca pubblica di Los Teques, di Guatire e Ocumare del Tuy. Poi continuerà il suo viaggio nel resto del Paese: San Cristóbal, Mérida, Maracaibo, Punto Fijo, Barquisimeto e Valencia.

Questa mostra itinerante ha un suo catalogo, che include tutte le fotografie, alcuni testi di San Josemaría, le riflessioni del politologo e umorista Laureano Márquez e quelle di Alicia Álamo Bartolomé, architetto, scrittrice e drammaturga.

Il coordinamento è stato affidato a Kelly Martínez e José Luis Omaña, i quali hanno affermato: «Abbiamo voluto fare di questa esposizione uno spazio in cui l’immagine si mostri nel suo divenire, come un bagliore di luce, come un istante fortunato di un diaframma nel quale convergono, come per un caso favorevole, lo straordinario e l’ordinario».

Romana, Nº 50, Gennaio-Giugno 2010, p. 157.

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