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43° Forum UNIV

Il 43° incontro UNIV ha riunito a Roma, durante la Settimana Santa, 4.000 studenti. La domanda alla quale i partecipanti a questa edizione del Forum dovevano tentare di dare una risposta era: “Può il cristianesimo ispirare una cultura globale?”.

Il punto di partenza del dibattito era costituito dal discorso preparato da Benedetto XVI per l’Università romana La Sapienza: “Se essa [la nostra cultura europea] vuole solo autocostruirsi in base al cerchio delle proprie argomentazioni e a ciò che al momento la convince e – preoccupata della sua laicità – si distacca dalle radici delle quali vive, allora non diventa più ragionevole e più pura, ma si scompone e si frantuma” (Discorso, 17-I-2008).

I gruppi provenivano da 30 Paesi diversi – Stati Uniti, Francia, Spagna, Russia, Hong Kong, Australia, Kenya, ecc. –, e hanno apportato considerazioni differenti e complementari sulla stessa questione. Oltre che delle relazioni dei giovani universitari, il Congresso si è avvalso della collaborazione di professori ed esperti come Joseph Pearce, Professore di Letteratura della Ave Maria University (Florida) e autore di numerose biografie; Andrew Hegarty, Direttore del Thomas More Institute di Londra, e Jeffrey J. Langan, Professore Associato e Chairman of Liberal Studies dell’Holy Cross College di Notre Dame (Indiana).
Gli universitari dell’UNIV, durante l’udienza che ha avuto luogo il 31 marzo in Piazza San Pietro, hanno consegnato a Benedetto XVI, pochi giorni dopo il 5° anniversario dell’inizio del suo pontificato, la seguente lettera:

Santo Padre,
siamo universitari di 30 Paesi del mondo. Proveniamo da culture diverse, non tutte cristiane o cattoliche, ma vogliamo scrivere al Papa per manifestare una gratitudine che ci accomuna.

Grazie, Santo Padre, per questi cinque anni di Pontificato, all’insegna del servizio e della ricerca della verità. Grazie per i suoi incontri con i giovani: lo diciamo a nome dei milioni di ragazze e di ragazzi che hanno potuto ascoltare la parola del Papa a Colonia, a Cracovia, a San Paolo del Brasile, a Loreto, a New York, a Sydney, a Parigi, a Yaoundé, a Luanda, a Praga... Grazie per il suo servizio instancabile e per l’esempio di apertura al dialogo che ci offre costantemente per cercare la verità delle cose.

Grazie per aver indetto quest’Anno Sacerdotale per la Chiesa e per il mondo. Vediamo che molti colgono l’occasione di fatti dolorosi per la Chiesa e per il Papa per seminare dubbi e sospetti. A questi seminatori di diffidenza vogliamo dire con chiarezza che non accettiamo la loro ideologia. Li rispettiamo, ma esigiamo da loro il rispetto per la nostra fede e il riconoscimento del diritto che abbiamo di vivere come cristiani in una società pluralista.
Ognuno di noi, e anche chi non ha il dono della fede, conosce direttamente innumerevoli sacerdoti, cappellani universitari, parroci, direttori spirituali e confessori. Li conosciamo di prima mano, non attraverso i giornali, e siamo grati per la loro presenza disponibile, efficace, sacrificata, aperta a tutti. A tutti loro, e al Papa in primo luogo, vogliamo dire: grazie!

Grazie, Santità, per il coraggio con il quale invita tutti i fedeli della Chiesa a seguire Cristo con una donazione totale, senza lasciarci “intimidire dal chiacchiericcio delle opinioni dominanti”. E grazie a Dio, che ha donato al suo gregge un Pastore che fin dal primo momento ha detto che la Chiesa è giovane e viva più che mai.
Anche a nome di migliaia di nostri colleghi vogliamo dirle che siamo con Lei, Padre Santo, attraverso la nostra preghiera, il nostro affetto e il nostro lavoro quotidiano. Le chiediamo una benedizione per il nostro studio, per le nostre famiglie, per l’impegno di ognuno di noi nell’amicizia con Dio e con gli altri, nell’università, nel volontariato, nello sport e nel divertimento.
Grazie e auguri affettuosi per questi primi cinque anni come Vicario di Cristo!

Robert Weber (Austria), Presidente del Congresso UNIV 2010.

Benedetto XVI ha risposto agli universitari nell’udienza del mercoledì con queste parole: «Siete venuti a Roma in occasione della Settimana Santa per una esperienza di fede, di amicizia e di arricchimento spirituale. Vi invito a riflettere sull’importanza degli studi universitari per formare quella “mentalità cattolica universale” che San Josemaría descriveva così: “ampiezza di orizzonti, e un vigoroso approfondimento di ciò che è perennemente vivo nell’ortodossia cattolica”. Si accresca in ciascuno il desiderio di incontrare personalmente Gesù Cristo, per testimoniarlo con gioia in ogni ambiente».

I primi incontri UNIV furono organizzati per l’impulso dato da San Josemaría, fondatore dell’Opus Dei: decine di migliaia di studenti e professori universitari, nel corso di quattro decenni, hanno potuto ampliare i loro orizzonti culturali nel clima universale del centro della Cristianità, grazie alle udienze speciali concesse da Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI ai partecipanti all’UNIV.
Durante l’incontro romano è stato deciso il tema dell’UNIV 2011: “Vivere la libertà con decisione” (www.univforum.org).

Romana, Nº 50, Gennaio-Giugno 2010, p. 162-163.