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Intervista concessa a “Kung Kao Po”, settimanale della Diocesi di Hong Kong (realizzata da K. C. Wong) . Cina 16-XI-2008

Nell’ottobre del 1928, San Josemaría Escrivá, mentre faceva un ritiro spirituale, ricevette l’ispirazione di fondare l’Opus Dei. Dopo varie tappe, nel 1982 l’Opus Dei, mediante una Costituzione Apostolica, è stato eretto da Giovanni Paolo II in Prelatura personale, allo scopo di dargli una forma giuridica che riflettesse meglio l’essenza e la missione di questa istituzione. L’esecuzione della Bolla papale è avvenuta nel marzo del 1983.
Il Vescovo Prelato dell’Opus Dei, Mons. Javier Echevarría, ha visitato Hong Kong nel luglio di quest’anno. Qui di seguito riportiamo le risposte che egli ci ha dato per iscritto, e che il nostro settimanale ha tradotto dall’inglese al cinese.

– Quest’anno cade il 25° anniversario da quando l’Opus Dei, dopo un lungo iter, è diventato una Prelatura personale della Chiesa Cattolica. In quanto capo dell’Opus Dei, lei pensa che questa sia la configurazione definitiva?

Sì, la Prelatura personale è la forma giuridica adeguata all’Opus Dei in base alla luce di Dio che San Josemaría ricevette nel 1928, e dunque la sua situazione corrisponde a questa configurazione giuridica.

– Se diciamo che una Prelatura personale è un riflesso autentico della teologia del Concilio Vaticano II in quanto al ruolo dei laici, fedeli secolari, lei crede che questo sia idoneo alle sfide del XXI secolo?

Naturalmente il Concilio Vaticano II ha ispirato anche molte altre realtà, oltre a potenziarne alcune già esistenti. Penso che una Prelatura personale sia anche una soluzione pastorale molto appropriata al mondo in cui viviamo, con le sue sfide specifiche. In una società caratterizzata, fra le altre cose, dalla mobilità e dalla multicultura, una Prelatura personale, vale a dire una struttura gerarchica con a capo un Prelato, la cui giurisdizione è circoscritta all’attività pastorale specifica che compiono i sacerdoti e i fedeli laici della Prelatura, è una risposta interessante. Penso ai vantaggi di incanalare molto efficacemente il lavoro di formazione dei laici, un aspetto decisivo dell’attività di evangelizzazione della Chiesa. Per esempio, per dare solidità alle famiglie, per portare la luce di Cristo nella società attraverso il lavoro, per far fronte al consumismo imperante con la testimonianza di prospettive piene di senso cristiano.

– L’Opus Dei è la prima istituzione a essere approvata come “Prelatura personale” secondo il nuovo Codice di Diritto Canonico. Lei pensa che ne seguiranno altre in un futuro prossimo?

Non so se ce ne saranno altre in un futuro prossimo, ma non mi sorprenderei. Ripeto: mi sembra uno strumento pastorale flessibile e molto efficace. Almeno, questa è la mia esperienza.

– Ricordando “Il Codice da Vinci” di Dan Brown, che influenza pensa abbia avuto sull’Opus Dei? Questo libro, e i movimenti che ha originato, hanno avuto qualche impatto sulla strategia dell’Opus Dei in ciò che riguarda i mezzi di comunicazione?

Milioni di persone conoscono l’Opus Dei per ciò che è, e a queste persone la caricatura della Chiesa e dell’Opus Dei – come parte della Chiesa –, che quelle pagine presentano, non può produrre altro che pena. Quelli, invece, che non conoscevano l’Opus Dei e si sono interessati, si sono potuti informare adeguatamente. Ringrazio Dio, perché in molti casi questa curiosità ha dato luogo, successivamente, al desiderio di cercare Cristo, di incontrarlo e di amarlo, con un impegno cristiano serio; questo ha condotto, alcune volte, a una conversione radicale; altre volte, alla scoperta di una chiamata specifica di Dio (per esempio, all’Opus Dei).

– Alcuni hanno criticato l’Opus Dei in quanto attratta dal potere. Lei che direbbe sul potere nella Chiesa?

Come tutti i cattolici, i fedeli dell’Opus Dei cercano di servire. È l’esempio di Cristo. Il servizio che presta l’Opus Dei alle diocesi nelle quali è presente consiste nel contribuire alla diffusione del messaggio di Cristo in mezzo al mondo. Basta rivolgersi alle migliaia di persone che ricevono formazione cristiana nei centri della Prelatura per verificare in che cosa consiste il ruolo dell’Opus Dei nella loro vita: un aiuto per impegnarsi cristianamente nel miglioramento della società, per partecipare più attivamente alla vita parrocchiale, per assecondare di più, pregare di più e amare di più il Vescovo e gli altri pastori.

Romana, Nº 47, Luglio-Dicembre 2008, p. 295-296.