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In breve

Città del Messico (Messico)
“Donna, Impresa e Società”

Più di 600 donne dirigenti e imprenditrici messicane hanno partecipato all’incontro “Donna, Impresa e Società”, organizzato dall’Istituto Panamericano di Alta Direzione d’Impresa (IPADE). Visto il successo della riunione, l’IPADE si è impegnato a dare vita a un Foro Annuale per Donne Dirigenti e Imprenditrici, come risposta alle necessità di dialogare e riflettere intorno alle sfide con le quali oggi la donna deve misurarsi.

Nelle sue parole introduttive di saluto, il professor Alfonso Bolio Arciniega, direttore generale dell’IPADE, ha sottolineato che la presenza femminile nei diversi ambiti dell’agire umano (economico, politico, imprenditoriale, culturale…) è evidente nei programmi dello stesso IPADE: nel master di Direzione d’Impresa, per esempio, il 30% degli iscritti sono donne. Da parte sua, la moglie del Presidente della Repubblica, Margarita Zavala, nella conferenza inaugurale, ha messo in evidenza l’importanza della donna nel mercato del lavoro: più di cinque milioni di famiglie, in Messico, si basano totalmente sui guadagni della donna. «Oggi – ha dichiarato – non è possibile parlare dello sviluppo di un Paese senza parlare dell’evoluzione della donna».

Mireia de las Heras, docente dello IESE, Business School dell’Università di Navarra (Spagna), ha esposto alcune conseguenze sociali, imprenditoriali e familiari dovute all’integrazione lavoro-famiglia. Ha anche indicato tre fattori di grande importanza: proget-tare imprese socialmente responsabili, creare blocchi di tempo indipendenti ed equilibrati per la famiglia e per il lavoro, applicare le tecniche di innovazione, che sono proprie del management, alla vita personale e familiare.

Alla fine di ogni intervento le relatrici hanno avuto uno scambio di opinioni con le partecipanti e dalle mani del professor Bolio hanno ricevuto una copia del libro commemorativo dei 40 anni dell’IPADE, scritto da Carlos Rossell, professore emerito dell’Istituto.

Dublino (Irlanda)
Nuove tecnologie

Il Club giovanile Anchor ha organizzato alcune sessioni mensili con lo scopo di rendere fa-miliari ai genitori i nuovi mezzi di comunicazione che impiegano i loro figli. Le sessioni hanno affrontato il potenziale educativo, ma anche i rischi di questi nuovi mezzi.

Nel primo incontro Luison Lassala, direttore di Anchor e consulente delle tecnologie dell’informazione, ha parlato del fenomeno sociale delle comunicazioni attraverso internet. In Irlanda le pagine web come Bebo, MSN o YouTube, dei cui contenuti in genere i genitori sanno ben poco, fanno parte della vita quotidiana della maggioranza dei giovani. Questa prima lezione ha dato inizio a un approccio alle nuove tecnologie, permettendo altresì di condividere alcune idee pratiche per aiutare i figli a servirsene con prudenza.

Ed Kellett, professore della Rockbrook Park School, ha tenuto una conferenza sui videogiochi. Ha parlato di alcuni abiti e atteggiamenti che si osservano nei giovani che ne abusano, cercando di convincere i genitori a esercitare un certo controllo del tempo speso dai figli da-vanti alla console o al computer, oltre a controllare il tipo di videogiochi che i figli comprano o affittano.
L’ultima lezione è stata fatta da Donal O’Sullivan, membro della Family&Media; Association. Ha trattato il tema dei teleromanzi o di altri format televisivi (MTV, reality, ecc.). Si è dichiarato molto favorevole a che i genitori ricorrano alla Media Broadcast Commission (una commissione che ha il compito di regolare le trasmissioni dei vari mezzi di comunicazione) nel caso in cui ritengano che i loro figli siano esposti a contenuti discutibili nella televisione e nella radio.

Lima (Perù)
Un corso nella città imperiale di Cuzco

Nel corso degli anni il Centro Culturale Universitario Pukara ha compiuto una serie di attività formative rivolte a studenti delle Università Andina e Sant’Antonio abate di Cuzco.

Le sessioni del programma, che comprendeva soluzione di casi, conferenze e sessioni volte a ribadire una serie di principi, sono state moderate dai professori del PAD, la scuola di direzione aziendale dell’Università di Piura.

Giovedì 13 dicembre, con la consegna dei certificati, ha avuto luogo la chiusura del programma. Alla fine del corso gli alunni sono stati invitati a indire, nei giorni immediatamente precedenti il Natale, una campagna di solidarietà a favore dei bambini poveri della comunità di Calpa. Gli studenti hanno raccolto la sfida e dimostrato il loro senso di responsabilità sociale e la capacità di iniziativa: hanno organizzato attività di intrattenimento, hanno distribuito pasti e giocattoli, ecc.

Maracaibo (Venezuela)
Incontro Universitas

Dal 9 al 15 agosto cinquanta studentesse provenienti da varie città del Venezuela e di Trinidad & Tobago hanno partecipato all’Incontro Universitas, che si è svolto al Centro di Incontri Professionali Portones, a Mara (Stato di Zulia). L’obiettivo di queste giornate consisteva nell’analizzare il tema del Congresso UNIV 2008 – “Essere, apparire, comunicare” – dalla prospettiva della felicità e del buon umore.

La presenza del noto umorista venezuelano Laureano Márquez, del compositore Luigi Castillo e di un esperto di disegno della moda, ha offerto elementi di riflessione su ciò che in ogni persona rappresenta l’autentica felicità e sul modo di comunicarla nel proprio ambiente familiare e sociale attraverso la quotidianità e sui fenomeni che caratterizzano il modo di vivere della gioventù: svago, musica, moda, immagine, sport, ecc.

Le studentesse hanno avuto l’opportunità di esercitarsi nelle tecniche della comunicazione audiovisiva: hanno fatto pratica di creazione e presentazione dei contenuti di intrattenimento, facendo attenzione all’unità fra l’essere, il sembrare e il comunicare. Il feedback degli elaborati ha permesso loro di valutare fino a che punto essi riflettono la loro condizione di giovani creative con messaggi concreti ed efficacemente comunicati. La conclusione alla quale sono arrivate è che, nella misura in cui si possiede un valore e si crede in esso, poi è facile rispecchiarlo e infine comunicarlo.
In quelle giornate hanno svolto anche alcune attività di sostegno alla comunità della etnia wayúu presente a Mara. Inoltre hanno visitato un centro geriatrico statale e hanno confortato i pazienti con il loro sorriso e la loro calda e disinteressata compagnia.

Alla fine dell’attività alcune studentesse hanno messo per iscritto le loro testimonianze. Molte di loro si sono dichiarate grate per aver avuto l’opportunità di imparare a conciliare l’esortazione di Benedetto XVI, nell’enciclica Deus Caritas est, ad essere cristiano, apparire cristiano e comunicare Cristo attraverso una vita ordinaria vissuta in base alla prospettiva dell’Amore.

Medeiros (Brasile)
In un’isola sperduta

L’isola di Medeiros si trova al largo del litorale dello Stato di Paranà. È accessibile solo per nave: la traversata dura due ore e mezzo. Vi vivono centocinquanta famiglie di pescatori in condizioni materiali e spirituali precarie.

Marumbí e Sumaré, due Centri giovanili rispettivamente di Curitiba e San Paolo, hanno predisposto nell’isola un’attività sociale di volontariato, che ha avuto luogo nel mese di luglio, approfittando delle vacanze invernali.

Il gruppo di volontari era costituito da oltre cinquanta studenti, per la maggior parte universi-tari. Il progetto sociale includeva la ricostruzione della cappella cattolica, la ristrutturazione di una scuola, la costruzione di una strada di cemento che permettesse l’accesso a queste due strutture (perché i sentieri durante la stagione delle grandi piogge si trasformano in un mare di limo intransitabile), una campagna di assistenza odontologica e un programma pedagogico per i bambini.

Un sacerdote della Prelatura dell’Opus Dei è rimasto nella tendopoli e tutti i giorni ha celebrato la Santa Messa per i volontari e per la popolazione locale. Inoltre ha confessato chi desiderava farlo e ha svolto alcune conversazioni di formazione umana e spirituale, oltre alle lezioni di Catechismo.

Incoraggiati dall’affettuosa accoglienza della comunità, che dava un valido aiuto nelle questioni più diverse, gli studenti hanno lavorato con piacere almeno otto ore al giorno. Le famiglie del villaggio a volte li invitavano a cena nelle loro capanne. Il sindaco della città più vicina e altre autorità municipali hanno visitato due volte l’isola per assecondare il lavoro dei volontari. Alla fine è stata celebrata una Messa, alla quale ha partecipato l’intera comunità dell’isola. Gli studenti, entusiasti, pensano già di ripetere questa esperienza di servizio durante le prossime vacanze.

Montevideo (Uruguay)
“La vita in famiglia: Home Zoom”

La terza edizione dell’Incontro Sud-americano del Servizio, che ha avuto per titolo “La vita in famiglia: Home Zoom”, si è tenuta a Montevideo nei giorni 13 e 14 ottobre. Nelle varie sessioni è stata fatta un’analisi sociologica dell’influenza dei mezzi di comunicazione sull’orientamento dell’opinione pubblica verso le attività assistenziali rivolte alle persone e in concreto alle attività nell’ambito familiare. Hanno partecipato all’Incontro 75 studentesse cilene, 34 argentine, 22 paraguaiane e 25 uruguaiane.
Sabato 13 ottobre, nella sala del Consiglio comunale di Montevideo, si sono succedute varie conferenze che volevano sottolineare il valore delle attività di servizio considerate da prospettive diverse. Enrique Baliño, persona di eminente livello accademico e dirigenziale nell’America latina e negli Stati Uniti, ha parlato su “I comportamenti e il successo”. Le partecipanti hanno capito che il successo non è assicurato e che non va misurato solo in base ai risultati; ma anche che, perché le cose vadano bene, sono indispensabili quattro condizioni: essere positivi, saper lavorare in gruppo, voler migliorare ed essere responsabili. Altre conferenze più aderenti al tema specifico dell’Incontro sono state quelle di Catalina Bermúdez, Virginia Chaquiriand de Mera e María Laura Rodríguez.

C’è stata anche una tavola rotonda con due giornaliste: Natalia Roba e Carina Novarese. La prima ha fornito una serie di dati sulla risposta del pubblico ai prodotti informativi o di intrattenimento che trasmettono testimonianze sulla vita familiare: una risposta più positiva di quella registrata per contenuti di altro tipo (serie poliziesche, programmi sensazionalistici, ecc.). Carina Novarese ha parlato, in base alla propria esperienza professionale, di una dedicazione continua al suo lavoro fuori casa e come madre di famiglia, cosciente della necessità di riservare tempo ed energie al marito e ai figli.

Domenica 14 le sessioni si sono svolte nella Scuola Alberghiera e Gastronomica Del Plata, l’ente organizzatore. In questa fase le partecipanti hanno presentato gli elaborati intorno al tema del congresso e hanno gareggiato in concorsi di cucina e di accoglienza alberghiera. Un gruppo argentino ha fatto conoscere i risultati di una ricerca sulle abitudini gastronomiche di alcuni Paesi come la Russia e la Corea. Da parte sua, un gruppo di uruguaiane ha presentato una relazione sulla compatibilità del lavoro in casa e fuori casa. La conclusione è stata stimolante: «Siamo giovani! Possiamo!».

Nairobi (Kenya)
Convegno con esperti della famiglia

Grazie all’aiuto della Doha Family Foundation, una iniziativa della moglie dell’emiro del Qatar, e di VOFA (Voice of the Family in Africa), un’associazione che riunisce centinaia di coniugi africani e che promuove i valori della famiglia, Strathmore Business School ha avviato il Centre for Research on Work and Family (CRWF). Allo scopo di far conoscere questo nuovo gruppo di lavoro, dal 22 al 24 novembre si è svolto un Convegno continentale sulla famiglia intitolato “The Family in Africa: Challenges in the New Millennium”.

Il Congresso si è avvalso della partecipazione di intellettuali ed esperti su temi della famiglia provenienti da vari Paesi africani, fra i quali Sudan, Benin, Costa d’Avorio, Congo, Nigeria, Uganda, Tanzania e Kenya. Una delle sessioni centrali è stata dedicata alle politiche familiari nelle imprese. A questa sessione hanno partecipato circa 70 manager e dirigenti di risorse umane di alcune delle più importanti imprese dell’Africa Orientale. Durante i lavori è stata spiegata l’importanza di promuovere i valori e gli interessi familiari dei dipendenti ed è stato dimostrato, statistiche alla mano, che la promozione di questi valori nell’impresa favorisce il rendimento dei lavoratori e, di conseguenza, della stessa impresa. Al termine della sessione è stato consegnato un premio – The Family Responsible Company Prize – all'impresa che a-dotta le politiche familiari più vantaggiose e avanzate. La stampa e la televisione hanno dato risonanza all’evento.

Roma (Italia)
Inaugurazione dell’anno accademico nella residenza Celimontano

Il 16 dicembre la residenza Celimontano ha inaugurato l’anno accademico con una conferenza di Angela Ales Bello, professoressa dell’Università Pontificia Lateranense. La conferenza, che aveva per titolo “Relazioni interpersonali: dall’empatia all’antropologia duale”, si inserisce in un itinerario formativo iniziato nella stessa residenza l’anno precedente intorno al-le differenze e alle affinità tra gli universi maschile e femminile.

All’inizio della sua conferenza, la professoressa Ales Bello ha sottolineato che l’essere umano, in quanto essere sociale che ha bisogno di stabilire relazioni, parte sempre da sé stesso. Pertanto, nell’altro cerca ciò che è affine a sé. Si tratta di un meccanismo affettivo che suscita quell’esperienza interiore conosciuta col nome di empatia.

Poi ha fatto alcune considerazioni sul concetto di identità, sulla relazione uomo-donna, sulla specificità femminile e sui condizionamenti che storicamente hanno trasformato quest’ultima in fattore di discriminazione.

Nell’impegno di smascherare pregiudizi e luoghi comuni, ha giocato un ruolo importante, nel secolo XX, la fenomenologia, una scuola filosofica che non per caso registra, soprattutto in Germania, un’alta proporzione di donne. Fra esse si distingue la figura di Edith Stein, alla quale si deve un’importante riflessione teologica su Maria, che ha evidenziato il luogo della femminilità come fattore espressivo di umanità.

Al termine della conferenza, il pubblico, composto dalle studentesse che vivono nella residenza, dalle loro famiglie e dagli amici, ha fatto parecchie domande che hanno dato alla professoressa Ales Bello lo spunto per approfondire alcuni dei temi affrontati.

San Francisco (Stati Uniti)
“Cristiani nel mondo”

Il quinto anniversario della canonizzazione di san Josemaría è stato ricordato con una tavola rotonda al Golden Gate Club di San Francisco (California) sul tema “Cristiani nel mondo: una storia che aspetta di essere raccontata”.

Kelly Macatangay, la moderatrice, ha ricordato ai presenti che una canonizzazione proclama e celebra un santo, un’esistenza vissuta in Cristo. Ha sottolineato che le vite dei grandi santi sono grandi storie, e che quella di san Josemaría, in concreto, dimostra la grandezza della vita ordinaria.

L’Arcivescovo di San Francisco, Mons. George H. Niederauer, ha iniziato il proprio intervento con una riflessione sulla narrativa cristiana sulla base del recente libro “Gesù di Nazaret” di Benedetto XVI. Partendo dalla frase del Papa sui santi considerati «autentici interpreti della Sacra Scrittura», ha messo l’accento su come san Francesco, il patrono della città, aveva incoraggiato i cristiani nel mondo a vivere in profonda comunione con Cristo, lo stesso che in seguito avrebbe fatto san Josemaría.

William Park, professore del Sarah Lawrence College, dove ha creato un programma di studi di cinematografia, ha parlato del disegno comune latente nelle opere di letteratura e di come la letteratura nel suo insieme rifletta l’esistenza di una immaginazione morale universalmente valida che in certo qual modo suggerisce l’origine divina dell’uomo.

La terza relazione è stata quella di Karen E. Bohlin, direttrice di Montrose School a Medfield (Massachusetts) e senior scholar alla Boston University. Ha parlato del valore delle storie quotidiane nella formazione intellettuale e morale dei giovani.
La conferenza si è conclusa con un rinfresco che ha permesso ai partecipanti di salutare l’Arcivescovo.

Santiago (Cile)
Presentazione del libro “Gesù di Nazaret”

Il 20 agosto 2007, nell’aula magna dell’Università delle Ande, è stata presentata l’edizione in castigliano del libro “Gesù di Nazaret” di Benedetto XVI.

Ha introdotto la seduta la Direttrice delle Comunicazioni dell’Università, Cristina Errázuriz Tortorelli, che ha sottolineato il vivo interesse suscitato dal libro, messo in evidenza anche dal successo di vendite che ha avuto in tutto il mondo: è un riflesso – ha affermato – dell’interesse generale a conoscere meglio, e da fonte autorizzata, la figura di Gesù Cristo. Ha illustrato la sua esposizione con vari passi del libro, che dimostrano direttamente la vicinanza personale dell’Autore con Gesù di Nazaret.

Poi, José Miguel Ibáñez Langlois, sacerdote, critico letterario e poeta, ha tenuto una conferenza dal titolo “Il Gesù della Storia è il Cristo della Fede”. Ha sottolineato che il messaggio di quest’opera di Benedetto XVI si può riassumere nella necessità di ricorrere ai Vangeli per conoscere la figura reale di Gesù Cristo.
Erano presenti le autorità accademiche dell’Università e un pubblico di oltre 250 persone.

Santiago de Compostela (Spagna)
Le Giornate sulle Questioni di Attualità

Circa un centinaio di sacerdoti di tutta la Galizia si sono riuniti l’8 novembre nel Centro di Convivenze di Olbeira, a Vilanova de Arousa, per dar corso alle XXXI Giornate sulle Questioni di Attualità, organizzate dal Centro di Incontri Sacerdotali Porta do Camiño di Santiago de Compostela.

Il Cardinale Herranz, Presidente della Commissione Disciplinare della Curia Romana e Presidente emerito del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, ha tenuto una conferenza su “Libertà religiosa e democrazia”, nella quale ha analizzato la natura e i limiti del diritto fondamentale alla libertà religiosa, in armonia – e non in contrasto – con il patrimonio delle tra-dizioni culturali proprie di ogni Paese.

Sydney (Australia)
Tonga nella GMG08

Nel mese di luglio 2007, Sydney riceverà migliaia di pellegrini in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù. Essendo questo il primo evento del genere in Oceania, per i giovani dell’Australia e dei Paesi limitrofi rappresenta un’opportunità unica di verificare la vitalità della Chiesa. Il Comitato Organizzatore della GMG desidera, perciò, incoraggiare molti giovani delle isole del Pacifico a partecipare alla Giornata.

La scuola femminile Tangara, volendo dare un contributo compatibile con le proprie possibilità, ha avviato un proprio Progetto Tonga, con il quale spera di patrocinare la presenza di 10 giovani di Tonga nel gruppo che alloggerà nella scuola (pellegrini di quasi 20 Paesi). Durante le vacanze estive le alunne di Tangara andranno nell’isola per compiere azioni di volontariato e conoscere le giovani che potrebbero far parte di questo programma.

A Tangara i preparativi per la GMG e il “Progetto Tonga” sono stati avviati con un semplice atto ufficiale. Un arazzo tipico dell’isola decorava la parete di fondo della sala, dietro ai seggi della School Captain e degli invitati di riguardo, fra i quali il Vescovo della diocesi di Parramatta, Kevin Manning, che ha parlato sul significato della GMG. Un gruppo di alunni ha eseguito un ballo tradizionale di Tonga, con la collaborazione di Makueta Felila, una studentessa universitaria proveniente dall’isola. Avevano dedicato parecchie ore a preparare i costumi e a praticare i passi del ballo. La festa si è conclusa con la Santa Messa: è stata celebrata dal Vescovo, che ha manifestato il proprio compiacimento per l’allegria delle alunne.

Tallin (Estonia)
Un ciclo di Cineforum

Nel mese di ottobre del 2007 l’Associazione culturale Jõemaa ha iniziato un’attività di cineforum per studenti universitari. I film che si proiettano, selezionati con cura, sono analizzati dal punto di vista formale, socio-storico e morale. La discussione permette di individuare il messaggio racchiuso nella pellicola appena vista e, in tal modo, aiuta a sviluppare la capacità critica personale di ciascuno.

Il ciclo, che si prolungherà per tutto l’anno accademico, ha avuto un’ottima accoglienza, soprattutto fra gli studenti dell’Università Politecnica di Tallin, la più prestigiosa del Paese.

Romana, Nº 45, Luglio-Dicembre 2007, pag. 318-325.