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In occasione dell'Anno Mariano convocato dal Santo Padre nella Chiesa universale, il Prelato dell'Opus Dei ha scritto una Lettera pastorale ai fedeli della Prelatura, incoraggiandoli a vivere questi mesi in piena sintonia con il Successore di Pietro e

Carissimi: Gesù protegga le mie figlie e i miei figli!

1. Con gioia e con impazienza molto grandi, ve lo assicuro, ho atteso il momento di scrivervi queste righe. Già pregustavo la vostra emozione profonda di fronte all'opportunità di intensificare il rapporto con la Vergine Santa Maria, Madre di Dio e Madre nostra. E mi veniva in mente il consiglio che nostro Padre ripeteva instancabilmente: "se volete essere molto di Dio, dovete essere molto mariani, e così —con Lei— giungerete a un'intimità molto profonda con ciascuna delle Persone della Trinità Beatissima; e potrete accedere —con Dio e con la Vergine— alle anime che incontrerete" [1] .

Mi rallegra contemplare l'unità di spirito che si vive nella Prelatura: l'Anno Mariano, proclamato dal Papa come preparazione al compimento del secondo millennio della nostra redenzione, ha riempito di profonda letizia tutti noi, figli e figlie di Dio nell'Opus Dei. Ed è logico che sia così, dal momento che —come scrisse il nostro Fondatore all'inizio del precedente Anno Mariano della Chiesa universale, nel 1954— "il nostro Opus Dei è nato e si è sviluppato sotto il manto della Madonna. Per questo —aggiungeva— sono tante le consuetudini mariane, che impregnano la vita quotidiana dei figli di Dio in quest'Opera di Dio" [2] . Il nostro Fondatore già concretizza per noi il primo proposito: un deciso sforzo per impregnarsi degli insegnamenti che scaturiscono dalla vita della Vergine.

Non vi dimenticate che tutto ciò che porta a volgere lo sguardo su Maria è un dono stupendo per i cristiani che desiderano vivere pienamente la loro chiamata alla comunione di vita con Dio; un regalo che accresce il loro anelito di diffondere il Regno di Cristo tra gli uomini. Proprio perché ci sentiamo completamente impegnati in questo compito, l'iniziativa del Santo Padre Giovanni Paolo II ha trovato nei nostri cuori un'eco immediata, e il desiderio di assecondarla con fede vigorosa e con gratitudine filiale.

Dinanzi all'Anno Mariano

2. Penso che, da quando avete avuto notizia di questo avvenimento, avrete incominciato a pensare al modo migliore di rinnovare la vostra unione e il vostro amore per la Vergine in quest'Anno Mariano, che comincia il prossimo 7 giugno, solennità di Pentecoste, per concludersi il 15 agosto del 1988, solennità dell'Assunzione della Madonna. La stessa cosa è successa a me, e subito mi sono soffermato a meditare sul modo in cui avremmo dovuto comportarci per comporre, lungo l'anno, un poema di amore a Maria, al fine di lodare Nostro Signore per averci dato sua Madre come Madre nostra.

Mi dispiaceva non inviarvi subito questa lettera, ma ho preferito attendere le indicazioni generali della Santa Sede, per vivere con romanità, con più frutto, questo tempo di grazia e aiutarvi a concretizzare —sempre in armonia con questa linea— alcuni punti che possano guidarvi durante l'Anno Mariano.

Nel frattempo vi ho esortato a meditare la recente Enciclica del Santo Padre e ad amare appassionatamente i tradizionali pellegrinaggi mariani del mese di maggio, come preparazione immediata per quest'evento che la Chiesa celebrerà. Inoltre —lo dico con giubilo—, l'appello di Giovanni Paolo II ci trova allenati a questo rapporto più intenso con la Vergine, dopo gli anni mariani con cui abbiamo celebrato, a suo tempo, le Nozze d'Oro della fondazione dell'Opus Dei.

Chiedo alla Vergine Immacolata che, fin dal principio dell'Anno Mariano, con l'aiuto divino, si compia un salto di qualità nella nostra brama di santità e nel nostro zelo apostolico nel bel mezzo del lavoro professionale ordinario, che è proprio il fine della nostra peculiare vocazione divina all'interno della Chiesa.

Manifestazione della Provvidenza divina

3. La celebrazione dell'Anno Mariano costituisce una manifestazione tangibile della Provvidenza, un segno che il Signore invia all'umanità in questo momento della sua storia.

Quando una civiltà intera barcolla e si indeboliscono le risorse spirituali e morali di interi strati sociali, Dio si fa avanti alla ricerca degli uomini per indicare loro la strada. E lo fa adesso nel modo più delicato e affettuoso possibile: ponendo dinanzi ai nostri occhi la figura eccelsa e amabilissima di Santa Maria, perché ancora una volta ci ricordi la necessità di cercare Cristo e ci conduca a imitarlo e ad amarlo, e a raggiungere così l'unico fine della nostra vita, ponendo Dio al centro di tutta l'esistenza quotidiana. Solo in questo modo gli uomini e le donne del nostro tempo potranno ritrovare il vero senso della dignità umana, così pervertito dalla ricerca disordinata dei beni materiali.

4. Sono trascorsi ormai molti anni da quando il nostro Fondatore scriveva che "a Gesù si va e si -ritorna- sempre per Maria" [3] ; intendeva infondere nelle anime la persuasione che la Vergine Santissima è il cammino più rapido e sicuro per giungere a Cristo, unico Mediatore tra gli uomini e Dio e, attraverso di Lui, al Padre nello Spirito Santo. Maria c'introduce —perché così Dio ha voluto— nel seno dell'adorabile Trinità, termine della nostra vita. E questa realtà, che si può applicare al cammino delle singole persone, ha grandi ripercussioni nell'attività e nella storia delle nazioni. Consentitemi di rammentarvi, perché vi meditiate e lo ricordiate agli altri, che non si può scacciare Dio dalla città degli uomini senza provocare grandi mali e distruzioni che disumanizzano la convivenza, anche se molti si ostinano ad affermare il contrario. Perciò Maria è anche per i popoli una scorciatoia per recuperare i grandi beni che si perdono, quando l'incoscienza umana volge le spalle a Dio.

Sì, figlie e figli miei: dobbiamo ricorrere alla Vergine con urgenza per scoprire il rimedio appropriato ai tristi malanni che affliggono le persone, le famiglie, la società. Attraverso di Lei Cristo è venuto al mondo; e pure per mezzo di Maria il Signore tornerà a venire su questa nostra terra, mediante la missione evangelizzatrice che Gesù ha affidato alla Chiesa intera e a ciascuno dei fedeli.

Come l'aurora

5. La Vergine Maria, fin dal primo momento della sua esistenza terrena, è la stella che illumina la notte dell'umanità, la lucerna che rischiara le tenebre di cui le creature hanno voluto —e vogliono— circondarsi a causa del peccato. Con la sua apparizione nel mondo, duemila anni fa, un lume di purezza e di bontà si accese sulla terra. Come l'aurora è annuncio della venuta del nuovo giorno, "così Maria fin dalla sua concezione immacolata ha preceduto la venuta del Salvatore, il sorgere del -sole di giustizia- nella storia del genere umano" [4] . Da questa Vergine Immacolata nascerà la Stirpe che schiaccerà la testa del Serpente [5] , Cristo Signore Nostro, che è sceso dal Cielo per riscattarci dal peccato e darci la sua stessa Vita, con lo Spirito Santo, affinché noi viviamo per Dio.

Per questa ragione, perché fosse degna di arrivare a essere la Madre di Dio, Maria fu concepita senza macchia di peccato originale, preservata immune da qualsiasi colpa personale, per quanto lieve potesse sembrare, e arricchita con ogni specie di doni e grazie dallo Spirito Santo. Quanto è meravigliosa Nostra Madre, figlie e figli miei! "Più di Te, soltanto Dio!", ci piace ripeterle, sapendo che —come insegna la tradizione della Chiesa— de Maria numquam satis, mai potremo lodare ed esaltare la Vergine Santissima come Ella merita. Osiamo dire —perché ci ascolta!—: Madre, libera le tue figlie e i tuoi figli —tutti e ciascuno— da ogni macchia, da tutto ciò che ci allontana da Dio, anche a costo di soffrire, anche a costo della vita.

Avrete ormai letto le parole del Papa —parole del Vicario di Cristo, parole di Dio—, nella recente Enciclica Redemptoris Mater, sulla Beata Vergine Maria nella vita della Chiesa in cammino, con la quale Giovanni Paolo II ha convocato questo Anno Mariano. Sbozzando solo alcuni temi —c'è tanto da meditare in questo documento!—, mi interessa porre in evidenza in modo speciale alcuni paragrafi che ci possono dare un orientamento immediato nella ricristianizzazione della società, su cui ciascuno di noi deve concentrarsi in questo momento della storia.

La prima evangelizzazione

6. Immaginiamo di essere sul Monte degli Ulivi, immediatamente dopo l'Ascensione di Gesù al Cielo. Gli uomini che hanno seguito molto da vicino il Signore per tre anni, che hanno partecipato alle gioie e ale pene del lavoro apostolico del Redentore, ricevono dal Maestro un incarico ben preciso: essere suoi testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra [6] . Il compito appare loro immane, molto superiore alle loro modeste forze. Ciò nonostante, tornarono a Gerusalemme con grande gioia [7] , fiduciosi nella forza onnipotente della parola del Signore, e si riunirono intorno a Maria, la Madre di Gesù [8] , perseverando con Lei in orazione. Così, in preghiera con la Vergine, li sorprenderà dieci giorni dopo la venuta dello Spirito Santo. A me sembra logico che quegli uomini, sotto la protezione dell'orazione di Maria, penetrassero man mano con più profondità gli insegnamenti del Maestro, per giungere poi alla convinzione sicura che tutto sarebbe divenuto realtà, perché il Signore l'aveva promesso, e perché —come ci ripeteva con tutto il cuore il nostro santo Fondatore— "Egli non può mentire". Anche adesso, se preghiamo con Maria, vedremo aprirsi tutte le porte e tutti i sentieri.

Meditate, figlie e figli miei, come la prima evangelizzazione agli albori della Chiesa —quella che Pietro compie il giorno stesso di Pentecoste— fu preparata nel Cenacolo di Gerusalemme, assieme alla Madre del Signore. Con le sue cure materne Maria raduna i discepoli; con la sua orazione traboccante di fede, attira lo Spirito Santo che ricolma i cuori dei primi fedeli e infiamma le loro volontà. Certamente, come ricorda il Papa, la Vergine "non era tra coloro che Gesù inviò -in tutto il mondo per ammaestrare tutte le nazioni- (cfr. Mt 28, 19), quando conferì loro questa missione" [9] ; ma collabora in qualità di Madre e Corredentrice, perché la predicazione forte e vibrante degli Apostoli risuoni prima per le strade e le piazze di Gerusalemme, e poi per tutta la Palestina e nel mondo intero, trasformando in realtà il mandato di Cristo.

Da allora, la Vergine Maria è presente nell'opera della Chiesa pellegrina sulla terra. Più ancora, "costantemente -precede- la Chiesa in questo suo cammino attraverso la storia dell'umanità. Ella è anche colei che, proprio come serva del Signore, coopera incessantemente all'opera della salvezza compiuta da Cristo, suo Figlio" [10] . Perciò, mi decido a dire a tutti, per i momenti duri: se il lavoro ci pesa, se la stanchezza ci vince, se le prove ci scoraggiano, significa certamente che è mancato il ricorso alla Vergine, la certezza che con Lei le difficoltà si appianano.

Maria nella propagazione del Vangelo

7. Per disposizione divina la Madonna, fintanto che rimase sulla terra, fu fortezza e consolazione di tutti i discepoli del Signore, soprattutto dopo che Giovanni Evangelista l'accolse come Madre a nome di tutti i cristiani. Non avvertite un'eco di questa presenza affettuosa di Maria, nell'insistenza con cui il discepolo amato insegna nei suoi scritti il comandamento supremo della carità?

Diverse tradizioni ecclesiastiche ci parlano delle cure materne della Vergine verso i primi predicatori del Vangelo. Ella li incoraggiava nei momenti di sconforto, di fronte agli ostacoli e alle difficoltà in cui s'imbattevano nel lavoro apostolico. La Madre della Chiesa compie fin dal primo momento l'incarico che Cristo le aveva affidato prima di morire. "La Chiesa nascente era, infatti, frutto della Croce e della risurrezione del suo Figlio. Maria, che sin dall'inizio si era donata senza riserve alla persona e all'opera del Figlio, non poteva non riversare sulla Chiesa, sin dal principio, questa sua donazione materna. Dopo la dipartita del Figlio, la sua maternità permane nella Chiesa come mediazione materna: intercedendo per tutti i suoi figli, la Madre coopera all'azione salvifica del Figlio-Redentore del mondo" [11] .

Una volta assunta in corpo e anima in Cielo, la Santissima Vergine "non ha deposto questa missione di salvezza, ma con la sua molteplice intercessione continua a ottenerci i doni della salvezza eterna. Nella sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora pellegrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata" [12] .

8. Con quanta gioia assaporiamo la verità che l'agire della Vergine, in ordine all'edificazione del Corpo mistico di Cristo, si deve a un preciso disegno di Dio! E' un fatto innegabile che dove la Chiesa mette radici, per la grazia di Dio e la corrispondenza tenace e instancabile degli evangelizzatori, lì è presente la Madre della Chiesa, per collaborare con suo Figlio e con i predicatori del Vangelo all'applicazione dei frutti della Redenzione. La fede percepisce il ruolo singolare di questa Donna nel disegno della Salvezza. Di conseguenza, nasce e si sviluppa la gratitudine verso Santa Maria, e sorge la pianta feconda della devozione mariana, della quale appaiono chiara testimonianza i templi e i santuari che, come una scia luminosa, ricoprono il territorio dei Paesi in cui attecchisce la fede, dando all'esistenza dei cristiani una dimensione familiare che solo la Santissima Vergine è capace di suscitare. A ragione San Cirillo di Alessandria, cantando l'eccellenza della Madre di Dio nel Concilio di Efeso, riconosceva che attraverso di Lei "tutti gli uomini, imprigionati dall'inganno degli idoli, giungono alla conoscenza della verità" [13] , che è Cristo.

9. Proprio nel corso di quest'Anno Mariano, come ha ricordato esplicitamente il Santo Padre, si compirà il primo millennio della predicazione della Verità nell'antica terra di Rus', da cui la fede cristiana si estese agli immensi territori che sono riuniti nell'attuale Unione Sovietica. E ci stiamo preparando anche per il quinto centenario della scoperta e dell'evangelizzazione dell'America. In ambedue i casi, l'opera di cristianizzazione fu incominciata e proseguita con l'indubbio aiuto della Vergine Santissima. Il Papa menziona nella sua Enciclica la devozione alla Madre di Dio che ancor oggi, in un ambiente ostile al Cristianesimo, sopravvive nelle nazioni dell'Europa orientale. E tutti noi conosciamo la devozione alla Vergine che caratterizza i popoli d'America, come filiale risposta all'amore della Madonna per i suoi figli, manifestato a Guadalupe pochi anni dopo l'annunzio della Buona Novella in quelle terre, e continuamente rinnovato in tante località mariane del Nuovo Continente.

Neppur ora, figlie e figli miei, ci mancherà l'aiuto onnipotente della Madre della Chiesa. "Come fiaccola ardente —canta un antico inno liturgico orientale— per chi giace nelle ombre, contempliamo la Vergine Santa, che accese la luce divina e tutti guida alla scienza di Dio" [14] . Come la Regina degli Apostoli rese efficace il lavoro di innumerevoli predicatori del Vangelo per le vie del mondo, così nel momento attuale Ella conferirà efficacia al nostro sforzo apostolico, volto a estendere il Regno di Cristo.

La storia mariana dell'Opera

10. La presenza materna della Vergine nella vita della Chiesa pellegrina risplende in modo mirabile anche nella storia di questa porzione del Popolo di Dio che è la Prelatura della Santa Croce e Opus Dei. Con immensa gratitudine alla Madonna, il nostro santo Fondatore c'invitava a contemplare "la figura bianchissima della nostra Madre del Cielo, che ci benedice. Vi voglio dire —aggiungeva— che, se è parte principale del nostro spirito il nostro modo di trattare fiduciosamente nostra Madre, in modo continuo, col passare del tempo abbiamo motivi sempre più abbondanti: perché costatiamo l'evidenza dei suoi interventi in nostro favore, come un miracolo, per Provvidenza ordinaria. E' una meraviglia: sembra incredibile, e tuttavia è vero" [15] .

Sapete bene, figli miei —come siamo grati al nostro Fondatore, per il suo profondo spirito mariano!— che l'Opera non ha mosso un passo, nei suoi quasi sessant'anni d'esistenza, senza l'aiuto della Vergine. Da quell'invocazione piena di fede —Domina, ut sit! — che nostro Padre indirizzava alla Madonna molto prima del 1928, chiedendo il compimento di una Volontà di Dio che ancora non conosceva, fino all'erezione della Prelatura della Santa Croce e Opus Dei nel 1982, Santa Maria è stata presente —è intervenuta direttamente!— in tutti i crocevia del nostro cammino: ci ha protetto e ci protegge dai pericoli; ha difeso e difende la realtà della vocazione, così come Dio la vuole per noi; rende efficaci i nostri desideri di servizio a tutte le anime. Cor Mariae dulcissimum, iter para tutum! : così nostro Padre c'insegnò a pregare in un momento cruciale della nostra storia. Cor Mariae dulcissimum, iter serva tutum! , abbiamo poi aggiunto noi, supplicando nostra Madre di continuare, come ha fatto finora, a portarci per mano.

11. Non mi soffermo sui numerosi fatti che testimoniano l'intervento materno della Vergine nel cammino dell'Opera; li conoscete bene tutti e tante volte ne avete ringraziato Nostra Madre: continuate a farlo, per obbligarla di più, perché Ella non ci lasci e noi non la lasciamo mai. Mi sento spinto anche a ricordarvi che la storia dell'Opus Dei è tracciata dalle mani benedette di Maria Santissima: è una storia mariana. A Lei dobbiamo ricorrere sempre, con irremovibile fiducia, rinnovando frequentemente la donazione della nostra vita e delle nostre attività apostoliche, tanto personali quanto corporative.

Tenetelo sempre ben presente, anche nelle vostre visite alle sue chiese e santuari durante questo Anno Mariano, e specialmente quando rinnoverete la consacrazione dell'Opus Dei e di tutti i suoi membri al Cuore Dolcissimo e Immacolato di Maria, che il nostro Fondatore fece per la prima volta nella Santa Casa di Loreto, il 15 agosto 1951; e tenetene conto davvero, insisto, al momento di compiere il vostro lavoro apostolico, affinché vogliate davvero che Ella agisca nelle vostre parole, nel vostro lavoro, nel vostro riposo, nella vostra vita con gli altri. Se ricorriamo alla persona che ha avuto il più stretto rapporto con Dio, come ci ricordava instancabilmente nostro Padre, le nostre relazioni con gli altri saranno piene delle sue parole e del suo amore alle anime.

La ricristianizzazione della società

12. I sintomi dell'attuale congiuntura indicano che si sta compiendo nel mondo un cambiamento profondo. Gli albori del terzo millennio dell'Era Cristiana sembrano destinati a dare alla luce un nuovo tipo di persona: sicura di sé, dominatrice della natura. "L'umanità ha fatto mirabili scoperte e ha raggiunto risultati portentosi nel campo della scienza e della tecnica, ha compiuto grandi opere sulla via del progresso e della civiltà, e nei tempi recenti si direbbe che è riuscita ad accelerare il corso della storia" [16] .

Codesto nuovo tipo di uomo —di donna— è assediato dalla tentazione di svincolarsi da Dio e dalla sua legge, e a volte lo rifiuta con alterigia, vanamente inorgoglito delle proprie scoperte e delle proprie forze. E il risultato è che, paradossalmente, la novità delle sue proposte viene infangata dalla vecchiaia del peccato, non volendosi egli sottomettere al proprio Creatore e Padre. Si ripete la vecchia storia che il Papa analizzava con tanta acutezza nell'Enciclica Dominum et Vivificantem, mentre sondava il nucleo del primo peccato dell'uomo. Satana continua a essere attivo, cerca con ogni mezzo di porre Dio "in stato di sospetto, anzi addirittura in stato di accusa, nella coscienza della creatura" [17] . Dal momento che il Signore si aspetta da noi amore e adorazione, si impegna a mostrarcelo come un tiranno geloso delle sue prerogative, falsificando radicalmente la verità su Dio, Creatore e Padre misericordioso. Questo "perverso genio del sospetto" [18] serpeggia lungo la storia e si manifesta anche ai giorni nostri, nel tentativo di persuadere l'umanità con l'antico inganno di presentare Dio nell'intento aggressivo di limitare la libertà umana, di espropriare la dignità dell'uomo.

13. Figlie e figli miei, considerate che è urgente —l'urgenza è grande— volgere lo sguardo alla Vergine Immacolata, immune da ogni peccato, dal cui grembo nasce il Figlio di Dio fatto uomo, vincitore su ogni male, per condurre a compimento il grande compito di rievangelizzazione di cui il mondo ha bisogno. A tutte le latitudini, un'impressionante ondata di materialismo teorico o pratico minaccia di radere al suolo ciò che i nostri predecessori nella fede, mossi dallo Spirito Santo, costruirono con tanto amore e sacrificio. Il Romano Pontefice ha denunciato molte volte questo grave pericolo nel suo Magistero itinerante in tutto il mondo: e non si stanca di convocare tutti i cristiani —in modo speciale i fedeli laici, a cui compete per vocazione specifica la santificazione ab intra delle strutture temporali— a dedicarsi con impegno a questo compito, che richiede tanta abnegazione, perché gli uomini aprano il loro cuore alla luce di Dio.

Non è un problema che riguardi solo l'Europa, sebbene nel vecchio continente si presenti con particolare gravità. E' necessaria una mobilitazione generale dei cristiani, per suscitare negli altri uomini l'apertura al dono divino della fede. In questa "battaglia di pace e di amore" —la lotta tra il bene e il male, in cui le armi principali sono l'orazione, la mortificazione e la testimonianza di una vita illuminata dalla fede e dall'Amore— tutti i cristiani devono sentirsi in prima linea.

14. "Sono molti i cristiani persuasi che la Redenzione si realizzerà in tutti gli ambienti del mondo, e che devono esserci delle anime —non sanno dire chi— che contribuiscano con Cristo a realizzarla. Però la vedono con prospettiva di secoli, di molti secoli...: sarebbero un'eternità, se la si portasse a compimento al ritmo del loro impegno.

Così pensavi anche tu, fino a quando vennero a -svegliarti-" [19] .

Così si esprimeva nostro Padre e tutti noi dobbiamo fargli eco all'orecchio di molte persone. Nessuno si può considerare escluso da questa missione. Nessuno può restare tranquillamente alla retroguardia, imboscato nelle sue cose, come se la ricristianizzazione del mondo non fosse compito suo. Tutti ci dobbiamo sentire, in quanto cristiani, impegnati in questo compito! Ciascuno deve apportare il proprio contributo pieno alla diffusione del Regno di Cristo nelle anime, nelle famiglie e in tutte le strutture della vita sociale, lavorativa, politica...: in tutte le dimensioni personali e sociali del mondo! Incoraggiate i vostri parenti e amici a compiere questo incarico, che —come vi scrissi mesi fa— è appassionante anche dal punto di vista umano. Impiegate i mezzi idonei a suscitare in molti cristiani la riscoperta dell'identità della loro vocazione in Cristo e della missione che sono chiamati a compiere qui sulla terra, perché la legge che struttura il Regno —la carità— informi ogni cosa.

Guardando Maria

15. Riempiamoci di fiducia, figlie e figli miei, perché in ogni momento della storia è sempre presente la Vergine Santissima con il suo amore di Madre. L'uomo —la donna— degli anni futuri, con tutto il suo bagaglio di conoscenze scientifiche e la sua efficacia tecnica, ha bisogno di Cristo tanto quanto i suoi antenati. Da questo punto di vista non ci possono essere progressi, perché Cristo è Principio e Fine dell'universo: omnia per ipsum et in ipsum creata sunt [20] , tutto è stato fatto da Lui e in ordine a Lui, tanto sul piano naturale come su quello soprannaturale.

Con Cristo e aldisotto di Cristo, la Vergine è e sarà sempre la Madre degli uomini e, trovandosi specialmente associata alla missione redentrice di suo Figlio, "è presente nella missione, presente nell'opera della Chiesa" [21] , che —contando sulla collaborazione di ciascuno dei cristiani— "introduce nel mondo il Regno del suo Figlio" [22] . E noi cristiani dobbiamo contare sulla sua "presenza attiva" [23] nell'opera di evangelizzazione, nell'ideare e portare a compimento qualsiasi iniziativa apostolica.

16. Come procederà un figlio o una figlia di Dio nell'Opus Dei, durante quest'Anno Mariano e per tutta la vita, per cooperare fedelmente al divino disegno di salvezza? La risposta viene dal Santo Padre: dobbiamo "praticare particolarmente quegli atteggiamenti cristiani fondamentali, che troviamo in Maria in modo esemplare: il suo sì all'imperscrutabile volere di Dio; il suo ringraziamento per il comando divino; il suo ascoltare e custodire la Parola di Dio; il suo riferimento a Gesù: -fate quello che vi dirà- (Gv 2, 5); il suo sostare sotto la Croce e la sua comunione con i discepoli in preghiera, nell'attesa dello Spirito Santo. Maria ci conduce, attraverso la comunione della Chiesa, a suo Figlio e con ciò al fine della nostra vita cristiana, alla santa comunione con Dio, che ci è stata già donata nel Battesimo e che si compirà nella nostra risurrezione" [24] . In una parola, l'Anno Mariano ci reca un urgente appello alla conversione. A tutti voi chiedo che questo appello cali nel profondo delle vostre anime e che prolunghiate con forza la sua eco nei cuori di molti uomini, con un apostolato profondo e fervente. Chiediamo alla Vergine lo zelo che spingeva nostro Padre a gridare: "omnes cum Petro ad Iesum per Mariam" [25] .

Rivivendo, con la grazia di Dio, le stesse disposizioni di Maria, assomiglieremo sempre più a Lei; potremo partecipare in qualche modo alla sua missione materna e collaborare alla nascita di Cristo in altre anime. Sant'Ambrogio, effettivamente, insegna che "ogni anima che crede, concepisce e genera la parola di Dio, e riconosce le sue opere. Che in tutti risieda l'anima di Maria per glorificare il Signore; che in tutti risieda lo spirito di Maria, per esultare in Dio. Perché sebbene corporalmente non vi sia che una Madre di Cristo, attraverso la fede Cristo è frutto di tutti" [26] .

Una nuova civiltà sta sorgendo e dai cristiani dipende che si orienti a Cristo: che sia, come ripetono con frequenza gli ultimi Romani Pontefici, una civiltà della verità e dell'amore. Questa è la grande responsabilità dei cristiani degli ultimi decenni del secolo XX! Dio voglia che sappiamo essere all'altezza della nostra missione, cosicché le prossime generazioni maturino in perfetta armonia con il piano di Dio sul mondo e sull'umanità intera.

Ritornare alle radici

17. Sono tre i momenti privilegiati della vita della Vergine che dobbiamo considerare in modo speciale, come ci ricorda il Romano Pontefice nella sua recente Enciclica mariana [27] : Nazareth, il Calvario, il Cenacolo di Gerusalemme. Lì riscopriremo le radici della Chiesa e, allo stesso tempo, percepiremo con profondità il perché della collaborazione generosa della Santissima Vergine alla Volontà salvifica di Dio. Dobbiamo introdurci costantemente in questi luoghi, perché c'imbeviamo della logica divina che guida l'itinerario di fede della Madonna.

18. A Nazareth contempliamo la divina ambasciata di Gabriele, a cui Maria risponde con fede eroica, intessuta di un'umiltà senza limiti. Nel momento in cui confessa la propria nullità —ecce ancilla Domini!— , la Vergine appare totalmente identificata con il disegno di Dio, fino al punto di dare immediatamente il suo assenso, con una fiducia irremovibile in Dio, a ciò che l'Arcangelo le comunica. Così dev'essere anche la nostra fede, figli miei, al momento di affrontare gli ostacoli che si presentano nella nostra missione cristiana: una fede salda e umile, che parte dalla convinzione sincera della personale incapacità di fronte a un compito così grande e, al tempo stesso, si mostra pienamente sicura che si compirà ciò che Dio chiede, perché non contiamo sulle nostre forze, ma sull'onnipotenza di Dio.

Ricordiamoci di quel grido di nostro Padre: "oggi ci vogliono uomini di fede!" Lo ricorda a te, lo ricorda a me, lo chiede espressamente a tutti noi, quando le difficoltà s'ingigantiscono, quando il nostro sguardo perde profondità, quando i ragionamenti umani —tante volte subdoli!— ci fanno retrocedere e sembra che tutto ci spinga a ragionare con logica terrena, apparentemente coerente, ma che nasce dalla comodità e rilancia le proteste dell'uomo vecchio, che si rifiuta di vivere con lo sguardo fisso in Dio e quindi di vedere chiaramente la necessità di recidere i fili sottili, o le grosse funi, che cercano di incatenarci alle misere lusinghe della terra. Fede! Figlia mia, figlio mio, fede! Fede come quella di Maria: a volte senza capire, ma sicuri, assolutamente certi che tutte le realtà terrene sono nulla —sono tristezza, egoismo, sensualità—, a confronto con il compito divino a cui siamo convocati.

19. La Vergine accanto alla Croce: un'altra lezione che ci viene da Maria. Quando la missione di Cristo pare chiudersi nel fallimento più assoluto, e i discepoli lasciano solo il Maestro, la Madonna avanza con passo deciso nella peregrinazione della fede e crede, contro ogni speranza, che si realizzerà quanto Dio le ha detto a proposito di suo Figlio, che compirà la redenzione del genere umano. Ecce filius tuus... Ecce Mater tua: ci accetta come figli e noi, nella persona di San Giovanni, la riceviamo come Madre nostra. La fede, la speranza e l'ardente carità della Vergine sulla vetta del Golgota, che la rendono Corredentrice con Cristo in modo eminente, sono anche un invito a superare se stessi, a essere forti, soprannaturalmente e umanamente, di fronte alle difficoltà esterne; a insistere, senza scoraggiarsi, nell'azione apostolica, anche quando sembri che non ci siano frutti, o l'orizzonte appaia oscurato dalla potenza del male.

Lottiamo —lotta!— contro l'abitudinarismo, contro il monotono tirare avanti, contro un conformismo che è pari all'inazione. Guarda Cristo sulla Croce, guarda Santa Maria ai piedi della Croce: davanti a Loro, con sconcertante sicurezza, si fanno strada il tradimento, l'oltraggio, gli insulti...; ma Cristo e Maria, che asseconda l'opera redentrice, si mantengono forti, perseveranti, ottimisti nel dolore, e continuano a compiere la missione che la Trinità ha loro affidato. E' per ciascuno di noi uno scossone che ci ricorda che al momento del dolore, della fatica e della contraddizione più orrenda, Cristo —e tu e io dobbiamo essere un altro Cristo— porta a compimento la sua missione, giungendo, come diceva nostro Padre, "fino all'ultima goccia di sangue, fino all'ultimo soffio di vita". Ti ripeto: di fronte a questa scena, chi avrebbe potuto dire che quel Malfattore —agli occhi degli uomini— poteva salvare il mondo? Non esito a consigliarti di volgere lo sguardo alla Vergine, chiedendole, per te e per tutti: Madre, fa' che nutriamo una fiducia assoluta nell'azione redentrice di Gesù, e che —come Te, Madre!— accettiamo di essere corredentori, anche se il nostro corpo si frantuma, anche se la nostra volontà si ribella!

20. Insisto: i frutti verranno, necessariamente, se mettiamo la Madre nostra al centro di tutto il lavoro. E' uno degli insegnamenti che possiamo trarre dal Cenacolo di Gerusalemme, dove vediamo gli Apostoli perseverare nell'orazione cum Maria, Matre Iesu. Se continuiamo ad impiegare i mezzi soprannaturali con fede incrollabile, se perseveriamo nell'orazione e nel sacrificio, se seguiamo il consiglio che la Vergine ci suggerisce —fate quello che vi dirà [28] -, obbedendo alla voce del Magistero come abbiamo fatto finora, lo Spirito Santo renderà efficace il nostro lavoro al servizio della Chiesa Santa, e le nostre reti —reti divine— saranno sempre piene di anime, che deporremo ai piedi di Cristo, a gloria di Dio Padre.

E' il momento, figlie e figli miei, di realizzare un intenso proselitismo, facendo scoprire a molti la grandezza della vocazione cristiana e suscitando —con la grazia di Dio— desideri e realtà di donazione, per seguire Cristo. Se qualcuno non alimentasse nel suo cuore questo anelito apostolico, vorrebbe dire che la luce della fede si è debilitata, o che addirittura è sul punto di spegnersi nella sua anima; non perché Dio lo desideri, ma perché egli avrebbe perduto il mirino soprannaturale, dimenticando di aggiungere Dio alla lista degli addendi.

Se ci sentissimo indifferenti di fronte alle moltitudini di uomini e di donne che vivono lontano da Dio, sarebbe segno sicuro che noi stessi ci stiamo insensibilmente allontanando dal Signore. Non c'è altra spiegazione per questo atteggiamento, figli miei, perché —come afferma chiaramente l'Apostolo San Giovanni— Dio è luce e in lui non ci sono tenebre. Se diciamo che siamo in comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, mentiamo e non mettiamo in pratica la verità. Ma se camminiamo nella luce (...), siamo in comunione gli uni con gli altri [29] .

Alla luce della fede

21. Queste parole di San Giovanni mi hanno scosso ancora una volta, perché rendono ragione di qualsiasi eventuale inefficacia apostolica: la mancanza di una fede viva, sprone della speranza e feconda generatrice di un amore ricco di opere. L'Apostolo attinse questa certezza alla sua fonte più pura —il Cuore amabilissimo del Redentore, sul cui petto si era reclinato nell'Ultima Cena—, e l'approfondì nel corso degli anni grazie alla speciale vicinanza della Vergine, che accolse pienamente nella sua casa e nella sua vita, dopo la Morte del Signore. Di fronte all'aggressione del materialismo, che cerca di narcotizzare la vita dello spirito, dobbiamo coltivare in modo speciale la fede, supplicando il Signore come gli Apostoli: adauge nobis fidem! [30] —aumentaci la fede!—; e cercando di illuminare con il suo splendore tutte le realtà umane.

22. Non dimenticate che se la fede comporta una certa oscurità, ciò si deve principalmente alla debolezza della nostra mente nel percepire tutto quel che è divino. Persino in tale oscurità, la fede è, soprattutto, luce. In modo analogo allo splendore del sole, che con la sua luminosità è capace di accecare gli occhi, così la fede sembra a volte abbagliarci, quando davvero ci mostra realtà che eccedono totalmente la nostra intelligenza [31] . Ce le presenta velate in un chiaroscuro divino, rispettando sempre la nostra libertà e rendendo possibile, pertanto, che la nostra scelta e le nostre azioni siano meritorie. Perciò, come scriveva il nostro Fondatore, "si sbaglia deplorevolmente chi sottolinea tanto l'oscurità della fede, l'inevidenza intrinseca della verità rivelata e soprannaturale; si sbaglia perché la fede è, soprattutto, luce: fuori dalla luce della fede, ci sono le tenebre, l'oscurità naturale di fronte alla verità soprannaturale e l'oscurità infranaturale che è conseguenza del peccato" [32] .

Solo la fede che opera informata dalla carità [33] è capace di farci vincere nella lotta per estendere il Regno di Dio: questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede [34] . Dinanzi a lei cadono le montagne, gli ostacoli più formidabili che possiamo trovare nel cammino, perché il nostro Dio non perde battaglie. Camminate, dunque, in nomine Domini, con allegria e con sicurezza, nel nome del Signore. Senza pessimismi! Se sorgono difficoltà, anche la grazia di Dio giunge più abbondante; se appaiono più difficoltà, dal Cielo scende più grazia di Dio; se ci sono molte difficoltà, c'è molta grazia di Dio. L'aiuto divino è proporzionato agli ostacoli che il mondo e il demonio oppongono al lavoro apostolico. Per questo, mi azzarderei persino a dire che è bene che ci siano difficoltà, perché in questo modo avremo più aiuto da Dio: laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia [35] .

23. Chiedete a Maria Santissima che ottenga da suo Figlio, per noi e per tutti i cristiani, un rinnovamento e un aumento di fede. Ella la possedette in modo eminente, e per tutta la vita crebbe sempre più in questa virtù, propria di quanti ancora camminano sulla terra. Beata, quae credidit! [36] ; glielo ripetiamo con le parole di Santa Elisabetta, che il Santo Padre analizza con profondità nella sua Enciclica. Beata tu, che hai creduto, perché si compirà tutto ciò che ti è stato annunciato da parte di Dio!

Secondo il disegno divino, la fede di Santa Maria rese possibile l'Incarnazione redentrice. Anche in noi e intorno a noi si opereranno meraviglie divine, se abbiamo fede e opere. Iustus ex fide vivit [37] , il giusto vive di fede. Madre nostra: fa' che crescano la fede, la speranza e l'Amore come alimento di tutta la nostra vita.

Dottrina e pietà

24. Figlie e figli miei, insisto che in quest'Anno Mariano tutti i membri della Prelatura si devono impegnare in un apostolato personale più intenso ed esteso, per mano della Vergine. Ora che si avvicina l'Assemblea del Sinodo dei Vescovi dedicata alla missione dei laici nella vita del mondo e della Chiesa, quest'impegno personale costituirà una chiara testimonianza di come i cristiani comuni, in forza delle promesse battesimali e assumendo come base il carattere che questo sacramento imprime, si sentono chiamati a cooperare solidalmente all'edificazione della Chiesa, ciascuno dal posto che occupa in seno alle strutture temporali [38] .

Per l'efficacia di questa missione è necessario, in primo luogo, consolidare la propria vita spirituale. Concretamente, porremo ogni cura nel dar lustro alle pratiche di devozione che ci facilitano il rapporto con Dio, specialmente le Norme e Consuetudini mariane, e ci impegneremo a far entrare la Vergine in tutto e per tutto. Vi consiglio che, come faceva nostro Padre, vi cerchiate ogni giorno una parola d'ordine mariana, che sia come il filo che vi permette di restare in comunicazione costante con Dio, per accendere la vostra fede.

25. Oltre a diffondere, nell'apostolato personale, la conoscenza profonda e la devozione alla Vergine tra persone di ogni condizione, mediante la lettura meditata dell'Enciclica Redemptoris Mater, del capitolo VIII della Costituzione dogmatica Lumen gentium del Concilio Vaticano II, e di altri documenti mariani del Magistero pontificio, è opportuno promuovere e organizzare lezioni, conferenze, sessioni di studio a diversi livelli (compresi corsi monografici, simposi, ecc., di livello universitario), sui temi trattati nell'Enciclica Redemptoris Mater, per approfondire la dottrina del Magistero sul ruolo di Santa Maria nel mistero di Cristo e della Chiesa.

I sacerdoti, nella predicazione, dedicheranno speciale attenzione alla Santissima Vergine, soprattutto commentando e aiutando gli altri a fare orazione con i passi mariani della Sacra Scrittura e del Magistero pontificio. Concretamente sarà bene che, in tutti i ritiri mensili, una delle meditazioni o delle lezioni si appoggi sugli insegnamenti della Madonna, in relazione con i temi propri di ciascun ritiro.

Nei Centri della Prelatura, durante l'Anno Mariano, saranno celebrate con speciale solennità le principali feste della Vergine (1 gennaio, 25 marzo, 31 maggio, 15 agosto, 8 dicembre, ecc.), oltre a quelle caratteristiche di ogni nazione o città, con una Messa solenne, ove sia possibile.

Apostolato mariano

26. Dobbiamo anche compiere un apostolato capillare per diffondere la preghiera del Santo Rosario nelle famiglie cristiane. Non dimentichiamo, figlie e figli miei, che il Rosario continua a essere "arma potente" [39] per vincere tutte le battaglie dello spirito. E' logico, dunque, che l'impieghiamo abbondantemente nel momento presente, quando è necessario risvegliare la fede di molti e chiamare alla conversione gli indifferenti, o quelli che si sono allontanati da Dio.

Sgranando il vostro rosario, supplicate la Regina del Mondo che riversi con più abbondanza le grazie di suo Figlio. Affidatele in modo speciale la santità della famiglia, così lacerata dalla piaga del divorzio, dal crimine gravissimo dell'aborto e dalla diffusione di una mentalità edonista; la purezza di costumi in tutti gli ambienti, e specialmente nei focolari cristiani; la conversione della Russia e la libertà religiosa in tanti altri Paesi dei cinque Continenti; l'unione di cattolici e ortodossi nell'unica Chiesa sotto il supremo regime del Romano Pontefice; l'avvicinamento alla vera fede degli altri fratelli separati; la conversione dei non cristiani.

27. Le frequenti visite a chiese o santuari mariani, in compagnia di parenti o amici, fatte con carattere penitenziale, saranno un mezzo stupendo per avvicinare molte persone al Sacramento della Penitenza. Concretamente, oltre al pellegrinaggio mariano che viviamo nel mese di maggio, nell'Anno Mariano faremo in modo d'aggiungerne almeno altri tre: uno intorno al 15 agosto 1987, solennità dell'Assunzione della Madonna; un altro intorno al giorno 8 dicembre 1987, solennità dell'Immacolata Concezione; e un terzo nel marzo del 1988, mese dedicato a San Giuseppe, Sposo Verginale di Maria. Inoltre, ogni volta che vi recate a un'edicola o a un santuario dedicato alla Vergine, vi prego di recitare una Salve ad mentem Romani Pontificis, unendovi alle mie intenzioni.

Vi suggerisco d'invocare molto la Vergine con questa giaculatoria tanto amata da nostro Padre: "Sancta Maria, Refugium nostrum et virtus, ora pro nobis!"
Le indulgenze dell'Anno Mariano

28. Nel corso dell'Anno Mariano sarà possibile ricorrere con più facilità alle fonti del perdono, mediante l'uso frequente delle indulgenze. La Chiesa, amministratrice degli infiniti meriti di Cristo, le concede "al fine di aiutare i fedeli a conseguire in modo più abbondante i frutti dell'Anno Mariano nella purificazione della coscienza, nella profondità della conversione, nella crescita dell'amore a Dio e ai fratelli" [40] .

E' quindi possibile lucrare molte volte —una al giorno— l'indulgenza plenaria, alle condizioni consuete: il rigetto di qualsiasi attaccamento a qualunque peccato veniale deliberato, la Confessione sacramentale con la frequenza consueta nela Prelatura, la Comunione eucaristica, e qualche preghiera per le intenzioni del Romano Pontefice. Questo stabilisce il corrispondente decreto della Penitenzieria Apostolica, che determina anche le opere pie a cui è annesso il dono dell'indulgenza [41] . I casi enumerati sono i seguenti:
a) il giorno in cui incomincia e si conclude l'Anno Mariano, se nella propria chiesa parrocchiale, o in qualunque Santuario mariano, o in altro luogo sacro, si assiste a un rito celebrato in occasione dell'Anno Mariano;
b) nelle solennità e feste liturgiche della Vergine, al sabato e negli altri giorni in cui si celebra solennemente un "mistero" o "titolo" di Maria Santissima, se si partecipa a una funzione liturgica in onore della Madonna;
c) nei pellegrinaggi collettivi ai santuari mariani indicati da ciascun Vescovo per la propria diocesi, qualsiasi giorno dell'anno, per partecipare a qualche rito liturgico —specialmente la Santa Messa—, per recitare il Rosario, o compiere qualsiasi altra devozione mariana;
d) ogniqualvolta ci si rechi a pregare nella Basilica di Santa Maria Maggiore, a Roma;
e) quando si riceve la benedizione papale impartita dal Vescovo nei giorni previamente indicati, anche se per mezzo della radio o della televisione.

29. Inoltre, la Penitenzieria Apostolica raccomanda vivamente —come connaturale all'Anno Mariano— la preghiera del Santo Rosario, specialmente in famiglia, che reca sempre annessa un'indulgenza plenaria quando si realizza in una chiesa o oratorio, o in forma comunitaria.

Come vedete, figli miei, quasi tutte le pratiche concrete che vi suggerisco per l'Anno Mariano offrono la possibilità dell'indulgenza plenaria, che si può lucrare —con le dovute condizioni— non più di una volta al giorno. Approfittate, dunque, della bontà del Signore, per purificare le vostre anime e siate generosi nell'aiutare le benedette anime del Purgatorio, offrendo molte volte per loro l'indulgenza plenaria a modo di suffragio.
Le opere di misericordia

30. "Attingendo al cuore di Maria, alla profondità della sua fede, espressa nelle parole del Magnificat, la Chiesa rinnova sempre meglio in sé la consapevolezza che non si può separare la verità su Dio che salva, su Dio che è fonte di ogni elargizione, dalla manifestazione del suo amore di preferenza per i poveri e gli umili" [42] .

Il Santo Padre pone in evidenza, nel quadro dell'Anno Mariano, le iniziative che si riferiscono alla cura cristiana dei bisognosi: le opere di misericordia, tanto corporali quanto spirituali. Nell'Opus Dei asseconderemo con gioia questo desiderio del Papa, intensificando le catechesi e le visite ai poveri —i poveri della Vergine!— così legate alla devozione mariana del nostro Fondatore fin dal principio dell'Opera.

Con l'insegnamento della buona dottrina —tutto il nostro apostolato è una grande catechesi—, contribuiamo a saziare la sete di Dio che abbonda nelle anime, e a far sì che moltissime persone siano liberate dalla miseria spirituale che le attanaglia. Mediante la visite ai poveri e agli infermi, cerchiamo sinceramente di praticare la solidarietà cristiana con coloro che soffrono, offrendo agli indigenti il balsamo di una carità intessuta di comprensione e di affetto vero. Promuovete quindi, nel corso dell'Anno Mariano, queste attività che ci trasmise nostro Padre: insegnamento del catechismo ai bambini dei quartieri più bisognosi, lezioni di dottrina cristiana per adulti, cura di malati, poveri, anziani...

31. Le opere di misericordia, oltre al sollievo che recano ai disagiati, servono per migliorare la nostra anima e quelle di chi ci accompagna in queste attività. Tutti noi abbiamo sperimentato che il contatto con i malati, con i poveri, con i bambini e gli adulti assetati di verità, costituisce sempre un incontro con Cristo nelle sue membra più deboli e indifese e, proprio per questo, un arricchimento spirituale: il Signore penetra più profondamente nell'anima di chi si avvicina ai suoi fratelli più piccoli, mosso non da un semplice desiderio altruista —nobile, ma inefficace da un punto di vista soprannaturale—, ma dagli stessi sentimenti di Gesù Cristo, Buon Pastore e Medico delle anime.

E non tralasciate di chiedere a tutte queste persone, come faceva sempre il nostro Fondatore, che offrano il tesoro delle loro preghiere, del loro dolore, della loro solitudine, per la Chiesa e per l'Opera, ben uniti alla Persona e alle intenzioni del Romano Pontefice.

Preghiera alla Madonna

32. Figlie e figli miei, non voglio concludere queste righe senza chiedere al nostro amatissimo Padre —si avvicina un nuovo anniversario del suo transito al Cielo— che rafforzi e accresca le nostre suppliche e ottenga, nel corso dell'Anno Mariano, un grande torrente di grazie per il mondo intero. A questo proposito, desidero rinnovare la sua preghiera del maggio del 1970, quando nella Basilica di Guadalupe pregò tanto intensamente per la Chiesa e per l'Opus Dei.

Così diceva il nostro santo Fondatore, nella sua vibrante orazione: "Ave, Maria, Figlia di Dio Padre; Ave, Maria, Madre di Dio Figlio; Ave, Maria, Sposa di Dio Spirito Santo; Ave, Maria, Tempio della Trinità Beatissima, più di te, soltanto Dio! Fai vedere che sei nostra Madre! Fai vedere chi sei! (...).

Non vogliamo avere altra ambizione che quella di servire tuo Figlio e, per Lui e con il tuo aiuto, tutte le anime. Adesso sì che ti dico, con il cuore ardente: monstra te esse Matrem! E non mi rispondere: monstra te esse filium! Perché, anche se ho coscienza della mia pochezza, non so che cosa posso fare di più. Se posso fare ancora qualcosa, dimmelo, dimmelo! E lo farò, con il tuo aiuto, perché da solo non ne sono capace.

Mi commuovono profondamente le acclamazioni del canto che salgono a Te in questo momento, da questo tempio: faro splendente!, trono di gloria! Ricorriamo alla tua intercessione, in questo luogo, perché sei trono e faro per trovare codesto Figlio, che ci vuoi donare. Ti amo quanto so e quanto posso. Ho sbagliato tante volte nella mia vita, ma ti voglio bene con tutte le forze della mia anima. Dicci che cosa dobbiamo fare e, con la tua grazia, lo faremo" [43] .

Al principio di quest'Anno Mariano glielo ripete ciascuno di noi: Madre nostra, fa' che viviamo pienamente immersi nell'Amore di Dio! Ottienici di amarti ogni giorno di più! Te lo chiediamo per l'intercessione del nostro santo Fondatore, a cui vogliamo assomigliare nel suo amore per Te. Aiutaci, perché senza il tuo ausilio non possiamo nulla, e invece, con Te, riusciremo a raggiungere la santità nell'esercizio del lavoro professionale e nelle circostanze ordinarie della vita, portando per tutti i cammini della terra il messaggio che tuo Figlio ci ha affidato. Queste figlie e questi figli miei facciano realtà le parole che il nostro Fondatore ti rivolgeva nel 1970: portarti, mediante il loro apostolato personale al servizio della Chiesa, "molte anime, un'infinità di anime, ondate di anime, in tutto il mondo e in tutti i tempi, decise a donarsi a tuo Figlio e al servizio degli altri" [44] .

33. Mi rendo conto che, di nuovo, vi ho aperto un programma di esigenza. So che vi chiedo molto... e vi chiedo poco! Desidero che ci mettiamo —tu, io, ciascuna e ciascuno— nei piani di Dio, senza vacillare, senza condizioni, senza calcoli. Il Signore ci ha chiamato, con predilezione singolare, perché viviamo della sua intimità e nella sua intimità, ricordandoci che la sua preghiera nel Cenacolo è indirizzata a noi: è la Trinità del Cielo che vuole —e ce lo indica attraverso la vocazione che si rinnova in ogni istante— che viviamo e che lavoriamo in questo mondo, ma senza essere mondani, vale a dire, con la padronanza di chi sa sottrarsi a tutto ciò che in un modo o nell'altro —anche quando si presenta in forma lecita— è un legame agli appetiti dell'uomo vecchio.

Figlie mie, figli miei, il Signore ci vuole, così come fece con sua Madre —sebbene sia incolmabile la distanza che ci separa dalla sua perfezione—, servi generosi dell'unico Dio, servi che hanno la felicità di dare a tutte le cose l'ordine vero, restaurandole in Cristo.

Questa è la petizione che, in nome di tutti, elevo alla Vergine e a San Giuseppe, suo castissimo Sposo, al principio dell'Anno Mariano. Che Essi la facciano realtà con la loro potente intercessione.

Con tanto affetto, vi benedice


vostro Padre
Alvaro

Roma, 31 maggio 1987, festa
della Visitazione della Madonna.

[1] 1. Mons. Josemaría Escrivá.

[2] 2. Mons. Josemaría Escrivá, 9-I-1954.

[3] 3. Cammino, n. 495.

[4] 4. Giovanni Paolo II, Litt. enc. Redemptoris Mater, 25-III-1987, n. 3.

[5] 5. Cfr. Gn 3, 15.

[6] 6. At 1, 8.

[7] 7. Lc 24, 52.

[8] 8. At 1, 14.

[9] 9. Giovanni Paolo II, Litt. enc. Redemptoris Mater, 25-III-1987, n. 26.

[10] 10. Ibid., n. 49.

[11] 11. Ibid., n. 40.

[12] 12. Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, n. 62.

[13] 13. San Cirillo di Alessandria, Homilia IV in Concilio Ephesino habita.

[14] 14. Inno Akáthistos, 21 (dalla liturgia bizantina).

[15] 15. Mons. Josemaría Escrivá, Meditazione, 11-X-1964.

[16] 16. Giovanni Paolo II, Litt. enc. Redemptoris Mater, 25-III-1987, n. 52.

[17] 17. Giovanni Paolo II, Litt. enc. Dominum et Vivificantem, 18-V-1986, n. 37.

[18] 18. Ibid.

[19] 19. Solco, n. 1.

[20] 20. Col 1, 16.

[21] 21. Giovanni Paolo II, Litt. enc. Redemptoris Mater, 25-III-1987, n. 28.

[22] 22. Ibid.

[23] 23. Ibid., n. 1.

[24] 24. Giovanni Paolo II, Discorso ai vescovi tedeschi, 30-IV-1987.

[25] 25. Cammino, n. 883.

[26] 26. Sant'Ambrogio, Expositio evangelii secundum Lucam, II, 26.

[27] 27. Giovanni Paolo II, Litt. Enc. Redemptoris Mater, 25-III-1987, nn. 39-40.

[28] 28. Gv 2, 5.

[29] 29. 1 Gv 1, 5-7.

[30] 30. Lc 17, 5.

[31] 31. Cfr. S. Tommaso, Summa contra Gentes, III, cap. 54.

[32] 32. Mons. Josemaría Escrivá, Lettera, 19-III-1967, n. 33.

[33] 33. Gal 5, 6.

[34] 34. 1 Gv 5, 4.

[35] 35. Rm 5, 20.

[36] 36. Lc 1, 45.

[37] 37. Rm 1, 17.

[38] 38. Cfr. Concilio Vaticano II, Decr. Apostolicam actuositatem, n. 3.

[39] 39. Mons. Josemaria Escrivá, Santo Rosario, prologo.

[40] 40. Penitenzieria Apostolica, Decr. Mater Dei, 2-V-1987.

[41] 41. Cfr. Ibid., norme I-V.

[42] 42. Giovanni Paolo II, Litt. Enc. Redemptoris Mater, 25-III-1987, n. 37.

[43] 43. Mons. Josemaría Escrivá, Orazione personale nella Basilica di Guadalupe, 20-V-1970.

[44] 44. Ibid.

Romana, Nº 4, Gennaio-Giugno 1987, pag. 65-80.