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Per una cultura della vita

Il Fondatore dell'Opus Dei, mosso dal suo grandissimo amore per la Chiesa e dalla consapevolezza che l'ignoranza della dottrina cristiana è la causa principale dell'allontanamento da Dio, sia da parte dei singoli sia da parte di intere sfere culturali e sociali, inculcò nei suoi figli una passione dominante: diffondere la dottrina della Chiesa. In questo quadro, egli insisteva perché si adoperassero per far giungere veramente alle persone gli insegnamenti cristiani attraverso molteplici iniziative apostoliche. Già nel 1933 scriveva: "difenderete, dunque, ciò che la Chiesa indica, perché è Lei l'unica Maestra di queste verità divine; e lo difenderete con l'esempio, con la parola, con i vostri scritti, con tutti i mezzi onesti che sono alla vostra portata"
Mons. Josemaría Escrivá, Lettera, 16-VII-1933, n. 8.

E' questo sempre l'atteggiamento dei membri dell'Opus Dei in rapporto agli insegnamenti magisteriali sulla sacralità della vita umana, argomento di grande attualità dopo la pubblicazione dell'Istruzione Donum vitae da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede. Non è qui possibile passare in rassegna le molteplici iniziative personali dei membri della Prelatura: conferenze, incontri, pubblicazioni, ecc. Si parlerà soltanto di attività che sono state promosse nei Centri dell'Opus Dei oppure di quelle che, pur essendo svolte al di fuori di questi ambienti, grazie alla libera intraprendenza dei membri della Prelatura e dei loro amici, sono state particolarmente significative o hanno riscosso speciale eco.

Tra i medici e il personale ospedaliero

Nel diffondere la dottrina cristiana sulla vita umana, è stata rivolta particolare attenzione a medici, studenti di Medicina e personale paramedico, in quanto essi godono di una maggiore influenza sulle persone eventualmente interessate a interventi inconciliabili con la morale cristiana, e possono diffondere molto efficacemente gli insegnamenti del Magistero in questo campo.

Nel corso del mese di marzo, per esempio, si è svolto nel Colegio Mayor Albayzín, di Granada, un ciclo di conferenze sulla Deontologia medica, che pur essendo rivolto a medici e studenti di Medicina, ha attratto anche alunni di altre Facoltà, per l'interesse offerto dai temi in programma: eutanasia, aborto, contraccezione e fecondazione in vitro. Le conferenze, tenute da specialisti delle Università di Granada e Málaga, hanno messo in risalto il valore supremo della vita umana nell'ordine naturale, e il conseguente universale dovere del medico di rispettarla e difenderla, senza cedimenti nei confronti del falso progresso o delle pressioni ambientali, sociali, economiche, ecc.

Negli ultimi giorni di aprile, la Residenza universitaria femminile Währing, di Vienna, ha ospitato un seminario aperto a professionisti e studenti di Medicina. Ha inaugurato l'assise il Rettore dell'Università di Vienna, Prof. Wilhelm Holczabeck, con una conferenza dal titolo significativo: Scienza e libertà: è permesso alla Medicina tutto ciò che può fare? Egli ha indicato alcune vie attraverso cui si può umanizzare la Medicina odierna. Il filosofo Helmuth Vetter è intervenuto sul tema Il dolore e la dignità dell'uomo, mentre la Dott.ssa Elisabeth Leypold ha spiegato la decisiva importanza che ha per il medico un adeguato concetto di uomo. Il chirurgo Titus Gaudernak si è soffermato sul rapporto del medico con i malati terminali e il Prof. Gottfriend Roth ha ribadito la validità del giuramento ippocratico. Infine, il Rev. Dott. Klaus Küng, Vicario Regionale dell'Opus Dei per l'Austria, ha illustrato il profondo senso cristiano del dolore, che da male fisico può diventare bene morale.

Condoray è un Centro di Formazione Professionale per la Donna, con sede a Cañete (Perù). Tra gennaio e marzo di quest'anno ha promosso diversi corsi miranti alla difesa della vita umana e rivolti ai settori rurali della provincia. Uno di questi corsi, cui ha partecipato una trentina di agenti comunali, ha toccato argomenti quali controllo pre-natale, sanità ambientale, educazione e sviluppo sessuale, paternità responsabile. Successivamente, la Prof.ssa Lucila Betteta e l'infermiera Carmen Barrueta hanno organizzato delle specifiche sedute di lavoro per infermiere e ostetriche dell'Hospital Obrero della località. Settantatré alunne del Programa de Salud dello stesso ospedale hanno seguito un seminario presieduto dalla Dott.ssa María Gloria Puga, e incentrato sulla paternità responsabile.

Sempre nel Perù, una cinquantina d'infermiere della città di Chiclayo hanno assistito al corso di Etica e Deontologia professionale promosso dal Centro Culturale Alcorce sotto la direzione dell'Università di Piura. Tra il 26 e il 28 marzo, il Rev. Prof. Eutiquiano Saldón e la Dott.ssa Rosa María Cipriani hanno tenuto lezioni sugli argomenti più svariati: dall'aborto al segreto professionale.

Nella Residenza Universitaria Del Mar (Montevideo), il ginecologo Juan Varela ha parlato della fecondazione in vitro dinnanzi a un folto gruppo di studenti di Medicina, mettendo in risalto la dignità della procreazione umana nei piani divini. Anche i noti Dott. John ed Evelyn Billings sono intervenuti in questi incontri, spiegando come il loro metodo di controllo della fecondazione sia al servizio della vita ed abbia contribuito alla fertilità —per via naturale— di numerose coppie. Altri interventi hanno avuto come protagonisti il Prof. Alejandro Schoeder —neurologo— e la Sig.ra Danielle Massonier —infermiera universitaria—. Lo psichismo come organizzazione corporale è stato il titolo della conferenza pronunciata dal Dott. Humberto Casarotti. Ha chiuso il ciclo il Prof. Mariano Brito, riflettendo sul perché di un Codice di Etica Medica.

Anche la Residenza Universitaria Neussart, di Louvain-la-Neuve, nel Belgio, ha promosso un ciclo di dibattiti su problemi di Bioetica, concepito specificamente per matricole di Medicina e Veterinaria. Insieme all'analisi delle principali questioni oggi sul tappeto, si è svolta una riflessione serena sugli interrogativi di fondo: che cosa è l'essere umano? Che cosa lo distingue dagli animali? Che cosa è l'anima umana? Potevano così essere recepite nozioni cristiane sulla persona umana e sulla Creazione. Una ricercatrice della Facoltà di Scienze ha illustrato poi lo sviluppo embrionale, sottolineando l'unicità differenziata della nuova vita nei confronti di quella delle cellule originarie. Iniziativa suggerita dai partecipanti è stata un nuovo ciclo sui problemi medici ed etici posti dall'AIDS.

Anche in diverse città tedesche hanno avuto luogo incontri del genere. Nella Residenza Universitaria Aurach (Monaco), per esempio, ha riscosso speciali consensi la conferenza del Prof. Karl Lehner, intitolata La manipolazione dell'essere umano. Nella Residenza Universitaria Müngersdorf (Colonia) e nei Centri Culturali Hogesteg (Münster) e Isenburg (Essen), l'occasione per una conferenza sull'Etica medica è stata offerta dalla preparazione al difficile ingresso nella Facoltà di Medicina. Il noto Prof. Erich Blechschmidt, specialista in embriologia e direttore dell'Istituto di Anatomia dell'Università di Göttingen, ha dissertato nella Residenza Müngersdorf sul tema: Conoscenze sullo sviluppo umano; la vita umana inizia nel momento della fecondazione; hanno completato il quadro dei docenti il teologo Johannes Vilar (sul determinismo nell'ottica della rivelazione e in quella del nichilismo) e il Dott. Herman Schlütter (la manipolazione genetica sotto il profilo filosofico).

Dal novembre 1985 è in corso un seminario permanente per infermiere presso il Centro di Formazione Professionale di Scienze Domestiche Sonnenfeld (Colonia). Sotto la guida della pediatra Beatrix Dolfen, si studiano in sedute mensili i principali argomenti dell'etica medica.

Nei movimenti pro-vita

Un medico italiano, membro della Prelatura, racconta alcuni particolari del suo lavoro nel Movimento per la Vita italiano.
Nel 1981, in vista del referendum per l'abrogazione della legge sull'aborto, mi ritrovai a parlare in decine di dibattiti, conferenze e incontri, con lo scopo di chiarire le ragioni dell'opposizione alla legalizzazione dell'aborto. Lo sconfortante risultato della votazione mi fece comprendere quanto fosse urgente ed ampio il lavoro da compiere per ricostruire una cultura della vita.

Incoraggiato dai continui interventi del Papa sul tema e anche dalle parole del Prelato dell'Opus Dei, la mia prima preoccupazione fu per i colleghi medici. Con alcuni di loro organizzai un convegno internazionale a Roma sul tema: "Rapporti tra diagnosi prenatale e trattamento chirurgico delle malformazioni congenite". Il convegno ebbe una vasta eco nella stampa e anche la televisione nazionale gli diede risalto. Al termine, fummo ricevuti dal Papa.

Una profonda amicizia mi lega all'on. Carlo Casini, deputato ai Parlamenti italiano ed europeo, e leader del Movimento per la Vita. Con lui, come con altri dirigenti del Movimento, si lavora in sintonia ed unità di vedute.

Nel 1984 ho partecipato come osservatore alla Conferenza mondiale sulla popolazione promossa dall'ONU a Città del Messico. Devo dire, però, che uno dei compiti più belli e ricchi di soddisfazione è intervenire quando una futura madre pensa di interrompere la gravidanza. Di questo si occupano i Centri di Aiuto alla Vita. Mi piace ricordare il primo bambino nato in seguito all'aiuto offerto dal Centro che dirigo. Si chiama Simone ed è nato il 2 ottobre 1984. Pochi mesi or sono è nato Alessandro. I genitori, studenti universitari, volevano che non nascesse perché non avevano una casa dove abitare. Abbiamo trovato loro un appartamento e tutti i problemi si sono risolti.

Alcuni giorni fa si è presentata nel mio studio una giovane madre in attesa del terzo figlio per chiedere aiuto. Il marito, che lavora saltuariamente, non voleva il figlio. Lo invito per un breve colloquio. E' certo che nel grembo materno ci sia una nuova vita umana, ma è preoccupato per le difficoltà economiche in cui si trova. Lo tranquillizzo, assicurandogli il nostro aiuto, e tutto finisce bene.

Nell'ottobre 1986 si è tenuto il II Convegno medico internazionale. Il tema proposto, "Tutela della salute della gestante e del concepito", voleva esprimere la nostra preoccupazione per una eccessiva medicalizzazione della gravidanza nei paesi industrializzati. L'uso del termine "concepito" in luogo del più diffuso "prodotto del concepimento", definizione usuale in ambito medico e legislativo, mirava ad affermare la dignità di persona che compete all'essere vivente nel grembo materno.

Questa nuova impostazione ha dato ai partecipanti al convegno più d'un motivo di riflessione, facendo loro comprendere che l'impegno del medico dev'essere un servizio in favore della vita. Come risultato concreto la Clinica Ostetrica e Ginecologica dell'Università Cattolica di Roma ha istituito un centro di studio polispecialistico per le gravidanze difficili.

Il 10 gennaio si sono riuniti a Santiago de Compostela circa duecento rappresentanti delle diverse associazioni in favore della vita operanti in Galizia. Ad esse partecipano numerosi membri della Prelatura assieme a colleghi loro delle più svariate professioni, ma tutti convinti della portata della posta in gioco. Oltre a interscambiare esperienze, si sono accordati per un migliore coordinamento tra le diverse iniziative intorno a tre obiettivi centrali: promozione di soluzioni positive per le gestanti in difficoltà; allestimento di centri di accoglienza alla vita; una sempre più capillare informazione scientifica ed etica sul valore della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale.

Tra le associazioni pro-vita spagnole, hanno acquistato particolare risonanza i gruppi di giovani chiamati Jóvenes Pro-Vida, nati con scopi ben concreti: informare di questi argomenti i giovani professionisti, gli studenti universitari e quelli delle medie superiori, anche con l'obiettivo di stimolare la loro collaborazione. Molti membri della Prelatura con i loro amici hanno preso parte alla nascita di queste iniziative. Uno di essi, di Barcellona, racconta alcuni particolari.

Tra le altre attività —egli scrive— collaboriamo ai cosiddetti "telefoni pro-vita" e ai "centri di accoglienza", un'iniziativa che ha già salvato migliaia di vite umane. Abbiamo raggiunto molti ambienti e abbiamo conosciuto parecchie persone disposte a dare una mano.

Verso la fine del 1986 si è tenuto a Barcellona il III Congresso Internazionale dei Giovani Pro-Vita, che ha riunito quattrocento congressisti di venti Paesi. Ha inaugurato l'assise —nell'Aula Magna di una Facoltà universitaria— il Presidente del Parlamento Catalano. Ma abbiamo dovuto affrontare di buon animo forti difficoltà, non ultima l'essere costretti ad abbandonare la sede del Congresso per l'intolleranza di alcune persone che non hanno esitato a ricorrere alla violenza. Le sedute sono continuate letteralmente per strada, cosa che ha contribuito a guadagnarci la simpatia della gente e dei mezzi d'informazione.

Il Congresso, che è stato un'occasione per stringere i legami d'amicizia tra di noi e anche con alcuni professori di spicco, si è concluso con la proposta di diffondere una "filosofia" della vita basata sul rispetto reciproco e sulla solidarietà, in special modo con i meno abbienti. Questa "filosofia" deve arrivare alle persone principalmente attraverso l'educazione familiare.

Nel campus dell'Università di California a Los Angeles, alcuni membri della Prelatura assieme ad alcuni colleghi hanno fondato il gruppo locale di Students for Life, che ha suscitato vivo interesse tra gli alunni di diverse Facoltà. Si sono tenuti a regolare scadenza seminari su argomenti come la decisione di legalizzare l'aborto da parte della Corte Suprema degli Stati Uniti (il famoso caso Roe contro Wade), la sospensione del mantenimento artificiale della vita umana, i progressi nella cura intensiva del neonato, l'eutanasia, ecc.

Altri membri della Prelatura si sono impegnati a fondo nella promozione delle attività in favore della vita nella Stanford University a Palo Alto, in California. In una delle conferenze organizzate nel campus universitario, il Prof. Ralph McInerny, della Notre Dame University, ha illustrato dinnanzi a un centinaio di studenti il contenuto della recente Istruzione della Congregazione per la Dottrina della Fede sul rispetto della vita umana nascente e la dignità della procreazione.

Per diffondere una mentalità aperta alla vita

Il Centro Culturale Narval, di Bruxelles, ha organizzato per studenti della città un ciclo di tre conferenze, tenutosi nel mese di dicembre. Il senatore Pierre Lenfant, ginecologo e membro della Commissione della Sanità al Senato belga, ha parlato del rispetto che ogni cura medica deve avere verso la vita umana. Il sindaco Emile Wauthy, capo di un gruppo politico alla Camera, ha illustrato le diverse iniziative parlamentari in difesa della vita. L'ultima conferenza è stata tenuta dal Dott. Philippe Schepens, Segretario generale della Federazione mondiale dei medici che rispettano la vita umana.

Il Dott. Schepens è stato anche protagonista, sempre a Bruxelles, lo scorso 17 marzo, di una conferenza sulla fecondazione in vitro e sull'aborto, indetta dall'IDF (Istituto della Famiglia), che ha riscosso notevole successo ed è terminata con il preciso augurio che l'aborto non venga depenalizzato in Belgio.

Anche le alunne dell'ultima classe del Liceo del Valle, a Monterrey (Messico), hanno presentato, nel loro piccolo, un simposio in favore della vita umana, alla presenza di quasi tutte le mamme della scuola e di non poche professoresse di altri centri. Lo scopo, ampiamente raggiunto, era far conoscere alle ragazze una bibliografia scelta con adeguati criteri pedagogici nonché risvegliare in loro la sensibilità ai valori umani e cristiani riguardanti la vita.

La Associazione Culturale Lendel, di Palencia (Spagna), ha promosso, a livello cittadino, una tavola rotonda nell'Aula Magna della Caja de Ahorros de Palencia, ospiti il Prof. Andrés de la Oliva, ordinario di Diritto Processuale nell'Università Complutense di Madrid; il ginecologo Guillermo López García e la Dott.ssa María Teresa Cachorro de Barbosa, dell'Associazione Pro-Vita. Il dibattito ha goduto di una buona risonanza nella città.

Com'è ovvio, di grande importanza per la diffusione della cultura della vita sono i sacerdoti, e anche a loro viene rivolta un'adeguata attenzione a questo riguardo, da parte della Società Sacerdotale della Santa Croce, attraverso svariate iniziative. A modo d'esempio, basti ricordare le IX Jornadas de Olbeira, promosse dal Centro de Encuentros Sacerdotales di Santiago de Compostela, a partire dal 22 maggio. In un intervento intitolato Dialogo, fede, scienza, il Rev. Prof. Mariano Artigas ha parlato dell'origine dell'universo e dell'uomo; il Prof. Gonzalo Herranz, Presidente della Commissione centrale di Deontologia dell'Ordine dei Medici di Spagna e Vicepresidente della sottocommissione di Etica della Commissione Permanente di Medici della CEE, ha segnalato le condizioni di una ricerca scientifico-medica al servizio dell'uomo. Ha chiuso gli incontri Mons. Javier Martínez, Vescovo ausiliare di Madrid, con una dissertazione sul tema Rapporti fede-scienza. Le giornate sono state presiedute dal Arcivescovo di Santiago de Compostela, Mons. Antonio María Rouco Varela.

Sulla fecondazione "in vitro"

Il tradizionale raduno di ex-residenti della Residenza Universitaria Internazionale (RUI), a Roma, l'ultima domenica di aprile, si è incentrato quest'anno su un tema di grande attualità: La Bioetica dopo la "Donum vitae". Sono stati relatori due ex-residenti particolarmente qualificati: il Dott. Gianni Astrei, Consigliere nazionale del Movimento per la Vita, e il Rev. Prof. Claudio Basevi, docente di Teologia Biblica all'Università di Navarra. Essi hanno commentato il documento della Congregazione per la Dottrina della Fede, soffermandosi in particolare sulle implicanze scientifiche ed etiche che ne scaturiscono. Tra i partecipanti al raduno, tutti ex-residenti con le loro famiglie, numerosi erano gli studenti di Medicina di allora, oggi medici.

Precedentemente, nell'Aula Magna della Residenza si era svolta una conferenza sugli aspetti medici, giuridici ed etici della fecondazione in vitro, presenti quasi duecento persone, tra professori, studenti e medici. Tra i relatori, l'on. Carlo Casini, leader del Movimento per la Vita, e il Rev. Prof. Angel Rodríguez Luño, docente di Teologia Morale all'Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia e specialista in Bioetica.

Attività simili si possono segnalare, per esempio, a Vienna: nei primi giorni di maggio, i contenuti della Donum vitae sono stati esposti e commentati dai Dott. Dietmaier, Klaus Küng —Vicario Regionale dell'Opus Dei per l'Austria—, Prat —Direttore dell'Institut für Kulturelle und wissenschaftliche Zusammenarbeit— e Bonelli, Presidente della Gesellschaft für Familienorientierung e Direttore del St. Elisabeth-Spital.

Altrettanto si può dire del Colegio Mayor Peñalba, di Saragozza, dove sono intervenuti il Prof. Murillo, ordinario di Anatomia, la Prof.ssa Marcuello, docente di Etica medica, il Dott. Tello, ginecologo.

Studio e ricerca

Il gruppo di lavoro di Bioetica dell'Università di Navarra è stato creato nel 1985 allo scopo di coordinare i lavori di ricerca dei professori delle Facoltà di Medicina, Scienze biologiche, Farmacia, Lettere e Filosofia, Scienze dell'Informazione, nonché della Scuola di Infermiere. Fin dall'inizio è stato diretto dal Prof. Gonzalo Herranz Rodríguez.

Tra le attività del gruppo di lavoro a proposito della salvaguardia della dignità della vita umana, vanno ricordate le sedute con alunni di tutte le Facoltà interessate all'argomento e le lezioni —sia in corsi regolari che in corsi di alta specializzazione— rivolte a studenti e professionisti provenienti da tutto il mondo; hanno infatti seguito i corsi persone della Spagna, Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Messico, Colombia, Kenya, Nigeria, Filippine, Argentina, Portogallo, Brasile, Hong-Kong, Venezuela, Germania, Belgio, Olanda e Italia.

I progetti di ricerca comprendono tutto il panorama della Bioetica, in una doppia linea: da una parte, la promozione, fondazione e diffusione dei principi di dottrina della Chiesa riguardanti il campo di lavoro di ciascuno, che costituiscono il punto di partenza etico-morale; d'altra parte, l'impegno per controbilanciare dal punto di vista scientifico l'effetto distruttivo di alcune ideologie che intaccano le basi etiche della Medicina e della Biologia contemporanee.

Per quanto riguarda la consulenza, tale Centro di Documentazione ha collaborato con diversi gruppi e associazioni pro-vita, quali: Asociación Navarra de Defensa de la Vida, Jóvenes Pro-Vida de España, Acción Familiar, Schreew om Leben (Olanda), World's Federation of Who Respect Human Life (della quale è vicepresidente il Dott. Herranz), e altre ancora. Membri del gruppo di lavoro sono stati invitati in qualità di relatori al Congresso Internazionale Pro-vita (Bruxelles, 1986) e hanno preso parte a numerosi altri convegni, come il I Congresso della Società Svizzera di Bioetica, a Losanna, o il Congresso Internazionale Comitati Etici Ospedalieri, di Milano. Il direttore del gruppo di lavoro è stato chiamato anche come esperto alla riunione annuale del CELAM e a varie sedute congiunte del Parlamento Europeo di Strasburgo.

Il gruppo mantiene rapporti con altri centri di ricerca nel campo della Bioetica, quali il Hastings Center (New York), Linacre Centre (London) o il Lindeboom Institute, di recente creazione in Olanda.

Alcuni fedeli della Prelatura, insieme con altre persone —professori universitari e professionisti del Diritto e della Medicina— hanno dato vita alla Società Svizzera di Bioetica, che si prefigge lo sviluppo della ricerca su argomenti riguardanti la vita umana e l'approfondimento delle argomentazioni razionali per dimostrare che l'embrione umano è già un'uomo. La società svolge un lavoro periodico e constante di mobilitazione e coordinamento di quelle persone —e sono tante— che cercano soluzioni cristiane ai problemi che il mondo odierno pone in materia di demografia, di rispetto alla vita e di dignità della persona umana.

Nel novembre 1986, tale società ha indetto il Congresso Svizzero di Bioetica, tenutosi a Losanna con la partecipazione di personalità di rilievo, come i Proff. E. Giovannini (Friburgo), J. Lejeune (Parigi), G. Lefranc (Nantes), G. Cottier (Ginevra), J. de Siebenthal (Losanna), C. Tricot (Ginevra). Hanno seguito i dibattiti congressuali oltre cinquecento specialisti di tutta l'Europa. Il Congresso ha avuto larga risonanza a livello internazionale, e dalle sue conclusioni sono scaturite numerose commissioni di lavoro per promuovere iniziative simili in diverse città europee.

Ecco gli appunti di uno dei congressisti. Abbiamo subito notato che l'embrione, come argomento di riflessione, suscita quel che abbiamo chiamato "un grosso effetto di messa a fuoco". Concetti, infatti, come "persona", "individuo", "sostanza", "anima spirituale", "corpo", "natura", "unione sostanziale", sui quali è edificata la cultura cristiana europea sono stati svuotati nel corso degli ultimi secoli e si presentano indefiniti per molte intelligenze moderne, anche illustri. La riflessione sull'embrione umano costringe perciò a ridefinire nozioni fondamentali.

L'efficacia di queste riflessioni si può verificare a diversi livelli, ma forse risulta emblematico il commento di uno dei giornalisti che hanno seguito il Congresso: "chi affermasse di poter stabilire per votazione lo statuto dell'embrione dovrebbe essere anche disposto a che si mettesse ai voti se lui è un uomo o un asino".

L'entusiasmo degli organizzatori ha messo già in moto la macchina congressuale per l'anno venturo. Il Prof. Giovannini e altri collaboratori hanno raccolto abbondante materiale sul tema, che sarà quello dell'unità tra procreazione e atto matrimoniale, con l'obiettivo di stimolare una reflessione seria sugli insegnamenti del Magistero. Molti relatori hanno aderito all'iniziativa.
Iniziative assistenziali

E' chiaro che la diffusione della retta dottrina sulla vita umana dev'essere, alla misura del possibile, accompagnata da iniziative assistenziali che aiutino a risolvere i casi difficili, quelli appunto a cui ci si appella quando si vogliono giustificare pratiche aberranti. Un esempio tipico sono i centri di aiuto alla vita, sopra citati. Ma il campo è vasto. E anche se spesso queste iniziative sono compito dello Stato, offrono pur sempre al fedele cristiano un'occasione per esercitare la carità —giusto vanto tradizionale della Chiesa— e per incanalare in modo pratico la sua opzione preferenziale per i poveri. Ecco due esempi di iniziative intraprese da membri della Prelatura per venire in aiuto dei casi difficili.

Nel distretto di Chorrillos, a Sud di Lima, è attiva dal 1970 la Cuna El Milagro, che presta aiuto a madri e bambini di 320 famiglie provenienti dal settore popolare. Iniziò le sue attività come asilo, ma attualmente il locale dispone di sei aule, una biblioteca e alcuni laboratori di confezione e di cucina.

Il laboratorio di confezione funziona come una piccola industria, dove le madri —che partecipano anche al modesto capitale— lavorano a turno per diverse ditte commerciali, mentre i piccoli vengono seguiti e curati.

Dal 1985 c'è anche la Escuela de Padres, nata per offrire un'educazione di base a lavoratori che spesso non hanno particolare competenza. Si cerca innanzitutto di stimolare le loro motivazioni per un'educazione supplementare attraverso tecniche partecipative guidate da un medico, uno psichiatra e un assistente sociale.

Insieme, le Dott.sse Paulina Giusti e Miriam Palacios svolgono una costante e capillare campagna d'informazione sulla visione cristiana della maternità, chiarendo l'immoralità dell'uso —disgraziatamente sempre più diffuso— delle pratiche anticoncezionali.

A pochi chilometri da Madrid, i laboratori "La Veguilla" attirano il visitatore con l'esposizione dei loro prodotti: vivaci arazzi, mobili di legno massiccio, di forme artigianali, ceramica e piastrelle smaltate della migliore tradizione dei vasai spagnoli... A pochi metri, il vivaio fa fronte alle richieste di molti fiorai e dei giardini della regione. Un poco oltre, un grande edificio ospita la residenza.

I laboratori "La Veguilla" sono un'iniziativa sociale della Fondazione Promiva, che riunisce genitori che hanno figli portatori di handicap psichici. Tutto cominciò nel 1982, allorché diversi membri e Cooperatori dell'Opus Dei, con altre persone —alcuni, professori con esperienza di educazione di casi speciali; altri, genitori di minorati psichici—, decisero di raggrupparsi per tentare di preparare un futuro dignitoso per questi ragazzi.

Il lavoro artigianale, inteso non solo come terapia occupazionale, ma come vero mezzo di formazione e di progresso, si è dimostrato la migliore soluzione. L'esperienza di "La Veguilla" rivela chiaramente la qualità che può raggiungere il lavoro manuale di queste persone. I loro prodotti non hanno avuto problemi di mercato, anzi sono sempre più richiesti. Attualmente "La Veguilla" dà lavoro a circa settanta handicappati psichici, tra i diciotto e i quarant'anni d'età, provenienti per la maggior parte dal collegio speciale promosso dalla medesima Fondazione; infatti, i ragazzi che manifestano attitudini, se lo desiderano, passano a lavorare nel laboratorio.

Le persone che lavorano a "La Veguilla" vivono quasi tutti a casa propria; ma quelli che non hanno una famiglia, o che ce l'hanno lontano, dispongono accanto al laboratorio di una residenza di cinquanta posti. Per mezzo di essa la Fondazione si prende cura anche del tempo libero degli handicappati psichici: lo sport o i diversi hobby costituiscono un fattore importante della riabilitazione di queste persone. Nelle vacanze si organizzano campeggi e altre attività sportive.

In un altro laboratorio, un gruppo di ragazze ricamano con fili d'oro e d'argento tele ricche e vivaci, lavorando alla confezione e al restauro di arazzi. Varie istituzioni pubbliche e private hanno commissionato i loro manufatti.

I promotori di "La Veguilla" affermano di non chiedere un trattamento speciale per piazzare i loro prodotti: la loro migliore risorsa è la qualità che possono vantare. Tuttavia, la portata sociale dell'iniziativa è evidente: si tratta di uno dei pochi tentativi compiuti in Spagna per risolvere l'ineludibile problema del modo di vita e dei mezzi di sussistenza dei minorati psichici adulti. Lo hanno ben visto entità come le Casse di Risparmio e il Ministero del Lavoro, che collaborano economicamente con "La Veguilla". D'altro canto, con la consulenza dei tecnici di "La Veguilla", sono state intraprese nel Paese cinque iniziative simili.

E' facile immaginare la gioia di quanti lavorano in quest'impresa nel vedere la soddisfazione dei ragazzi, che ora si sentono utili. Tutto ciò comporta un considerevole miglioramento nel loro handicap, fino al punto che alcuni di loro hanno potuto abbandonare la cura psichiatrica continuativa. E non è possibile dimenticare la serenità ritrovata da molti genitori. Essi sono i primi interessati al buon funzionamento di "La Veguilla", e si fanno carico di molte iniziative promozionali e direttive. Secondo i fondatori è questa una delle principali ragioni del successo dell'impresa.

Un sacerdote socio della Società Sacerdotale della Santa Croce è disponibile ad assistere gli alunni del collegio e quanti sono impiegati nei laboratori. Attraverso "La Veguilla" i ragazzi imparano a santificare il lavoro, e anche i loro genitori e altre persone hanno trovato un incentivo nella propria vita cristiana.

Romana, Nº 4, Gennaio-Giugno 1987, p. 127-137.