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I fedeli laici nella vita della Chiesa e del mondo

Tra pochi mesi si radunerà a Roma l'Assemblea del Sinodo dei Vescovi, che in quest'occasione si occuperà della missione dei fedeli laici nella vita del mondo e della Chiesa. In molti luoghi i fedeli della Prelatura Opus Dei hanno intrapreso iniziative per promuovere l'approfondimento degli argomenti che saranno studiati nel Sinodo e preparare in modo adeguato l'opinione pubblica.

Altre iniziative in questo campo sono state raccolte nel precedente numero di "Romana". In questo articolo vengono passate in rassegna alcune attività portate a compimento nei primi mesi di quest'anno.

"La missione del laico nella Chiesa e nel mondo" è stato l'argomento dell'VIII Simposio Internazionale di Teologia organizzato dalle Facoltà di Teologia e Diritto Canonico dell'Università di Navarra.

Al simposio, articolato in tre giornate di dibattito, dal 22 al 24 aprile, sono stati presentati otto relazioni e una cinquantina di comunicazioni. Hanno partecipato più di cento specialisti di sedici università europee e americane.

La seduta inaugurale è stata presieduta dal Rettore dell'Università di Navarra, Prof. Alfonso Nieto, assieme all'Arcivescovo di Pamplona, Mons. José María Cirarda; al Decano della Facoltà di Teologia, Rev. Prof. José Luis Illanes, e al Vicedecano della Facoltà di Diritto Canonico, Rev. Prof. Carmelo de Diego.
Richiamandosi al Concilio Vaticano II, Mons. José María Cirarda ha insistito sulla missione imprescindibile e insostituibile dei laici nella Chiesa e nel mondo; spetta loro "lo specifico compito della costruzione di un mondo dove regnino la verità, la giustizia, la libertà, l'amore e la pace, in armonia con il piano divino".

Sempre nella sessione inaugurale, il Decano della Facoltà di Teologia ha letto una comunicazione inviata dal Prelato dell'Opus Dei e Gran Cancelliere dell'Università di Navarra, Mons. Alvaro del Portillo —già riportata integralmente in queste pagine—, volta a evidenziare l'importanza che oggettivamente ha per la Chiesa il tema del Simposio e del prossimo Sinodo. "Parlare dei laici —sottolinea Mons. Alvaro del Portillo— è parlare della Chiesa intera, perché se il laicato non può essere capito che a partire dalla Chiesa, la Chiesa a sua volta non è compresa a fondo che quando si capisce e si apprezza la vocazione e la missione dei laici". Secondo il Prelato dell'Opus Dei, bisogna ricordare ai cristiani, "qualunque sia la loro condizione, professione e ruolo, che sono Chiesa, vale a dire, che sono Cristo, che in loro agisce Cristo, che attraverso di loro vuole farsi conoscere al resto degli uomini e ordinare a sé la creazione intera".

La prima relazione, su "La Chiesa nel mondo", è stata quella del P. Georges Cottier, O.P., Professore di Storia della Filosofia Moderna nelle Università di Ginevra e di Friburgo. Nella sua dissertazione, il Prof. Cottier ha esaminato i diversi aspetti del dominio tecnico che, nella sua logica, tende a trasformarsi in un atteggiamento ostile a qualsiasi riferimento al trascendente e volto ad assicurare all'uomo, come unica aspirazione, l'affermazione di potere.

Il Rettore dell'Università di Eichstatt, Prof. Nicholas Lobkowicz, ha parlato dell'impegno del cristiano nella vita politica. "Non esiste una politica cristiana, ha affermato, ma cristiani che agiscono in politica. La Chiesa, in questo campo, indica solo direttrici, necessariamente generali, che ciascuno dovrà applicare secondo coscienza". Allo stesso tempo, ha precisato che un cristiano, al momento di dedicarsi alla politica, deve saper distinguere le opzioni compatibili con la fede da quelle incompatibili.

Sono intervenuti anche il Rev. Prof. Pedro Rodríguez, dell'Università di Navarra, su "L'identità teologica del laico"; il Prof. Gaetano Lo Castro, dell'Università di Roma, su "La missione cristiana del laico"; il Prof. Javier Hervada, dell'Università di Navarra, su "Missione laicale e formazione"; il Prof. José Antonio Ibáñez Martín dell'Università Complutense di Madrid e il Decano della Facoltà di Teologia di Navarra, Rev. Prof. José Luis Illanes, che hanno dissertato rispettivamente su "L'attività umana: lavoro e redenzione", e "Chiamata alla santità e radicalismo cristiano".

Ha chiuso il Simposio Mons. Jan Schotte, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi. Secondo Mons. Schotte, dopo il Concilio Vaticano II molti fedeli laici hanno preso coscienza della propria peculiare responsabilità di fronte alla Chiesa e al mondo. Sanno che devono portare la fede ai diversi ambienti dell'esistenza umana, e comprendono che trascurare questa responsabilità significherebbe compromettere l'influsso missionario di tutta la Chiesa. Mons. Schotte ha poi descritto "la mentalità secolarizzata e immanentista, il consumismo edonista e la crisi delle ideologie", tutte caratteristiche di una tendenza che il cristiano è chiamato a combattere. Per questo compito egli può contare "sulla fede in Cristo, che dà appagamento e risposta a tutte le aspirazioni del cuore umano". Mons. Schotte ha risposto anche a diverse domande sugli obiettivi del Sinodo, sul ruolo della donna nella Chiesa, sulla partecipazione del Papa ai lavori sinodali e sul progetto di elaborazione del Catechismo universale.

A Zurigo, Fluntern Studentenheim ha programmato un ciclo di conferenze per informare dell'iniziativa del Sinodo gli universitari svizzeri. I colloqui sono stati diretti dal Rev. Peter Turull, Architetto e Dottore in Diritto Canonico, che ha illustrato la partecipazione alla missione della Chiesa che compete ai laici: essi infatti appartengono alla Chiesa con pienezza di vocazione. Ai laici spetta, come Mons. Escrivá de Balaguer insegnò, anticipando la dottrina del Concilio, la cristianizzazione del mondo ab intra. Per riuscirvi, sono imprescindibili in ciascun battezzato la chiara coscienza della sua vocazione personale, la competenza professionale e la formazione ascetica, assieme a uno spirito contemplativo. Senza di esso il cristiano non solo non ordinerebbe le strutture temporali in armonia con la volontà di Dio, ma finirebbe egli stesso per cedere allo spirito mondano.

A Madrid, nei giorni 5-7 maggio, un'altra serie di incontri, dal titolo "Bilancio sinodale del postconcilio", è stata indetta dall'Ateneo di Teologia, dal Centro di Cultura Teologica e dal Capitolo della Cattedrale. Hanno presieduto la seduta inaugurale il Nunzio Pontificio in Spagna, Mons. Mario Tagliaferri e il Vicario Regionale dell'Opus Dei in Spagna, Mons. Tomás Gutiérrez.

La prima conferenza è stata pronunciata da Mons. Jorge Mejía, Vicepresidente della Pontificia Commissione Iustitia et Pax. Egli ha sottolineato che la formazione dei laici è requisito indispensabile perché essi possano compiere responsabilmente la loro missione nell'ordine temporale.

La Dott.ssa Jutta Burggraf, di Colonia, è intervenuta sul ruolo della donna nella vita della Chiesa, proponendo come modello per la donna cristiana la Vergine Maria nella Chiesa nascente.

Il Rev. Prof. Ramón Arnau, ordinario della Facoltà di Teologia San Vincenzo Ferrer e consultore del Pontificio Segretariato per i non Credenti, ha messo in rilievo la necessità di una perfetta armonia nella relazione tra le attività secolari e la vita cristiana. Il Rev. Prof. Fernando Ocáriz, ordinario del Centro Accademico Romano della Santa Croce e consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha illustrato la partecipazione dei laici alla missione della Chiesa, in quanto partecipazione alle funzioni sacerdotale, profetica e regale di Cristo.

Hanno chiuso le giornate di studio gli interventi del Prof. Pedro Juan Viladrich, direttore dell'Istituto di Scienze della Famiglia dell'Università di Navarra, che ha dissertato sulla vocazione dei cristiani alla santità nelle attività ordinarie, e del Vescovo ausiliare di Madrid, Mons. Agustín García Gascó, che ha trattato il tema della partecipazione dei laici alla vita pubblica.

A Caracas il Centro de Encuentros Profesionales Escampadero ha programmato in preparazione al Sinodo una serie di conferenze sul tema "Vocazione e missione dei laici". L'abbondante presenza di pubblico è una prova del vivo interesse che la teologia del laicato suscita tra i professionisti di Caracas. Hanno partecipato come conferenzieri: il Rev. Dott. José María Felix Saurí; il Prof. Rafael Tomás Caldera, ordinario di Filosofia nell'Università Simón Bolívar; il Prof. José Rodriguez Iturbe, deputato al Congresso della Repubblica.

Sempre nella capitale del Venezuela, nel Centro Cultural Universitario Monteávila, si è tenuto un altro ciclo di conferenze sullo stesso argomento. Tra gli altri, sono intervenuti Mons. Miguel Delgado Avila, Vescovo ausiliare di Caracas e Presidente della Commissione Episcopale per l'Educazione e la Cultura religiosa, che ha inaugurato i lavori, e Mons. Baltasar Porras Cardozo, Vescovo ausiliare di Mérida e Presidente della Commissione Episcopale per l'Apostolato dei laici.

In Messico il Centro di Incontri Sacerdotali ha organizzato nel mese di marzo un seminario su questioni dottrinali e pastorali per sacerdoti, dal titolo "I laici nella Chiesa e nel mondo". L'iniziativa s'inserisce nella cornice dell'"Anno del laico", indetto dall'Arcivescovo di Città del Messico, Card. Ernesto Corripio Ahumada.

Mons. Rafael Núñez, Vescovo di Aguascalientes, ha denunciato nel suo intervento le "deplorevoli confusioni che nascono quando si cerca di assimilare il laico entro le strutture gerarchiche della Chiesa". Il Giudice del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano dell'Arcidiocesi di Città del Messico, Rev. Prof. Ernesto Santillán Ortiz, ha analizzato la sfera di azione che il Codice di Diritto Canonico riconosce ai laici nella vita della Chiesa. Il Rettore dell'Università Panamericana, Prof. Carlos Llano Cifuentes, ha sottolineato la necessità di promuovere una spiritualità laicale e secolare. Per mezzo di tale spiritualità, dell'apostolato personale e del loro lavoro, i laici potranno contribuire efficacemente all'edificazione del Corpo di Cristo che è la Chiesa.

Mons. Luis Mena Arroyo, Vescovo ausiliare di Città del Messico, ha concluso il seminario esortando i sacerdoti a riflettere sulla missione della Chiesa nel mondo.

Romana, Nº 4, Gennaio-Giugno 1987, p. 124-127.