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Viaggi pastorali

Tra il 14 e il 20 gennaio mons. Javier Echevarría si è recato in Spagna, giungendo a Pamplona martedì 14 gennaio, assieme al Vicario Generale della Prelatura, mons. Fernando Ocáriz, al Vicario Regionale della Spagna, don Ramón Herrando, e a mons. Joaquín Alonso.

Nel pomeriggio del giorno 16 è andato al ricevimento che il Presidente del Governo della Navarra offriva a motivo del cinquantesimo anniversario della nascita dell’Università. Erano presenti i membri del Governo, il Presidente del Parlamento, l’Arcivescovo di Pamplona, il Sindaco della città e molti altri esponenti delle istituzioni; per l’Università erano presenti la Giunta di Governo, i presidi di Facoltà, le autorità accademiche e altri invitati.

La mattina del giorno 17, nell’Aula Magna dell’Università di Navarra ha avuto luogo la solenne investitura di tre nuovi dottori honoris causa [1]. Nel pomeriggio dello stesso giorno il Prelato è andato al Collegio Ecclesiastico Internazionale Bidasoa, dove ha avuto una riunione con i seminaristi. Al termine ha chiesto di andare nella Clinica Universitaria, per fare visita ad alcuni malati; si è quindi trasferito nel salone delle cerimonie della Facoltà di Medicina, dove ha avuto un incontro con le studentesse universitarie.

Sabato 18 è andato a Logroño, città nella quale san Josemaría visse con i genitori e nel cui Seminario iniziò gli studi di preparazione al sacerdozio. Ha visitato la scuola Alcaste e si è intrattenuto con il personale docente, al quale ha parlato dell’importanza della carità nel lavoro educativo. Poi è andato in Cattedrale, dove ha pregato davanti alla Madonna degli Angeli.

Alle 12 si è svolto nel Seminario della città l’atto accademico già citato. Nel pomeriggio, di ritorno a Pamplona, mons. Echevarría si è incontrato con i laureati e gli Amici dell’Università di Navarra. Rispondendo alle domande di alcuni professori e di membri dell’Associazione dei laureati sul modo di conservare lo spirito voluto da san Josemaría Escrivá agli inizi dell’Università, il Prelato ha incoraggiato a cercare la verità, ad adoperarsi per un progresso in accordo con la fede e a lavorare con spirito cristiano. Li ha anche esortati a promuovere i valori del matrimonio e della famiglia.

Domenica 19 gennaio è partito alla volta di Madrid.

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Dal 21 al 24 gennaio mons. Javier Echevarría è stato a Gerusalemme per visitare i fedeli della Prelatura che vivono in quella città.

Mercoledì 22 si è recato alla Basilica del Santo Sepolcro, dove ha celebrato la Santa Messa sull’altare dell’Anàstasi, il luogo della Risurrezione del Signore. Lo stesso giorno ha fatto visita al Patriarca Latino di Gerusalemme, mons. Sabbah.

Il venerdì il Prelato dell’Opus Dei ha pranzato con il Nunzio, giunto la sera precedente. Nel pomeriggio è rientrato a Roma.

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Invitato dalla Conferenza Episcopale Spagnola, il Prelato dell’Opus Dei è arrivato a Madrid venerdì 2 maggio per partecipare alla canonizzazione di cinque beati spagnoli.

La mattina del 3 maggio, insieme con gli altri vescovi presenti, mons. Echevarría è andato all’aeroporto internazionale di Madrid per ricevere il Santo Padre. Nel pomeriggio ha assistito alla Veglia di preghiera del Santo Padre con i giovani nell’aerodromo militare dei Quattro Venti. Prima di uscire, nella sede della Commissione Regionale dell’Opus Dei in via Diego de León, si era riunito con i Vicari delle dieci Delegazioni della Prelatura in Spagna, che aveva voluto convocare perché si unissero a lui durante la cerimonia di canonizzazione e gli altri atti che il Santo Padre avrebbe presieduto.

Domenica 4 maggio il Prelato ha partecipato, con molti altri vescovi, alla concelebrazione eucaristica durante la quale Giovanni Paolo II ha canonizzato María Maravillas de Jesús, Ángela de la Cruz, Genoveva Torres, Pedro Poveda e José María Rubio. Nel pomeriggio mons. Javier Echevarría è andato all’aeroporto di Barajas, per salutare il Papa.

Lunedì 5 maggio, prima di partire, ha avuto diverse riunioni di lavoro con i Direttori dell’Opus Dei in Spagna.

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Mons. Echevarría è arrivato a Johannesburg mercoledì 7 maggio. Durante la sua permanenza ha fatto visita all’Amministratore diocesano di Johannesburg, Fr. John Finlayson, e si è incontrato con vari gruppi di fedeli della Prelatura.

Venerdì 9 si è trasferito a Pretoria, dove ha fatto visita a mons. George Daniel, Arcivescovo della diocesi, e al Nunzio Apostolico, mons. Blasco Francisco Collaço. Di ritorno a Johannesburg, ha avuto una riunione con le Direttrici dell’Assessorato Regionale della Prelatura e, più tardi, un incontro con alcune universitarie in Arbor Study Centre.
Sabato 10 ha ricevuto diverse famiglie e si è riunito con circa duecento persone, che ha esortato a trattare Cristo per imparare dal suo esempio a lavorare con spirito di servizio e con senso di responsabilità. Rispondendo ad alcune domande dei presenti, ha parlato, fra gli altri temi, di amore e di fedeltà nel matrimonio, del sacramento della riconciliazione e – nel contesto della recente storia del Sudafrica – di imparare ad amare per saper perdonare. Nel pomeriggio ha avuto una riunione con i Direttori del Consiglio Regionale della Prelatura. È ritornato in Europa lo stesso giorno.

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Mons. Javier Echevarría è stato in Svezia dal 23 al 26 maggio.

Durante il fine settimana, oltre a due riunioni con il Consiglio e l’Assessorato della Delegazione della Prelatura, il Prelato ha avuto incontri, in diversi momenti, con vari gruppi di fedeli dell’Opus Dei. Ricordando il passato cattolico dei Paesi nordici, li ha incoraggiati a continuare a diffondere la fede in Svezia e negli altri Paesi scandinavi. Oltre alla necessità della fede, ha ribadito l’importanza della carità, che si deve manifestare nel modo amabile di trattare tutti, di sorridere, di essere grati per i servizi fatti dagli altri.

Per alcuni momenti è stato anche con gli studenti della Residenza universitaria Lärsktadens. Ha parlato loro del rispetto della libertà e dell’ambiente di famiglia che si vive nei Centri dell’Opus Dei come di un’eredità ricevuta da san Josemaría. È rientrato a Roma nel pomeriggio del 26.

Romana, Nº 36, Gennaio-Giugno 2003, pag. 78-80.