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Costruire la pace nel XXI secolo

Il tema del Congresso UNIV di quest’anno, “Costruire la pace nel XXI secolo”, si è dovuto confrontare con una situazione internazionale particolarmente agitata. Le attività che sono state organizzate intorno al Congresso, sia a Roma che in altre parti del mondo, hanno propiziato discussioni chiarificatrici circa i ripetuti interventi del Papa sulla pace.

Per gli studenti australiani, il Creston College (Università di New South Wales, Sydney) ha organizzato un congresso di tre giorni cui hanno partecipato studenti di Sydney, Melbourne e Brisbane.

L’incontro, svoltosi durante la Settimana Santa, era centrato sul contributo di ogni persona alla “costruzione della pace”. Una delle premesse fondamentali del messaggio del Congresso è stato concepire la pace come conseguenza della lotta che ognuno sostiene con se stesso: una lotta che poi si estende alle relazioni interpersonali. Tra le conclusioni, è stata sottolineata l’importanza dell’autentica amicizia come cammino di pace.

Sono stati elaborati diversi saggi. Un gruppo universitario che promuove attività di servizio sociale ha presentato uno studio su “La costruzione della pace attraverso il servizio”. In base ai dati emersi nei colloqui con i loro compagni di studi, altri giovani universitari hanno preparato alcune “Riflessioni della gente giovane sui quattro pilastri della pace indicati da Giovanni Paolo II: Verità, Giustizia, Amore e Libertà”. Un gruppo di esperti della sanità ha invece fissato l’attenzione sul tema “La pace davanti alla sofferenza”.

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Nel Centro Culturale Alcorce di Chiclayo (Perù) è stato organizzato un incontro su “I limiti della guerra giusta”. Le universitarie che vi hanno partecipato hanno riflettuto sugli avvenimenti del Medio Oriente, alla luce del magistero di Giovanni Paolo II.

Il Rev. Eutiquiano Saldón ha condotto una serie di riflessioni sulla dimensione etica della guerra, nonché un’analisi della posizione della Santa Sede nei confronti della guerra in Irak.

Le giovani partecipanti hanno anche dialogato intorno al panorama internazionale, al contesto sociale della zona in conflitto e al potenziale bellico dispiegato nella contesa. «La pace si costruisce sempre sulla giustizia, la solidarietà e la verità», ha affermato una delle partecipanti, facendo eco agli insegnamenti del Papa.

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In Costa Rica hanno avuto luogo due congressi, uno rivolto ai ragazzi della Scuola Secondaria e l’altro agli studenti universitari, sul tema del Congresso UNIV: “Costruire la pace nel XXI secolo”.
Dal 14 al 19 aprile il Club giovanile Kamuk ha organizzato, nella Scuola di Agricoltura di Guapiles, un congresso al quale hanno partecipato quaranta ragazzi provenienti da tutta la zona centro-americana. La conferenza inaugurale è stata tenuta da Ramón Yglesias, ex viceministro del Commercio estero.

A San José, la capitale del Paese, il Centro Universitario Miravalles, durante la Settimana Santa, ha tenuto un altro congresso al quale hanno partecipato studenti del Costa Rica e del Nicaragua. L’obiettivo era quello di analizzare l’ambiente socio-politico dei Paesi del Medio Oriente e approfondire la posizione della Santa Sede sulla questione del conflitto armato in Irak.

Rodolfo Piza, ex ambasciatore all’ONU, ha esposto i precedenti della guerra e la politica dei diversi Paesi alla luce del diritto internazionale. José J. Chaverri, direttore della Scuola di Diplomazia, ha commentato l’enciclica Pacem in Terris del Beato Giovanni XXIII. Alberto Dahik, economista e politico, ha spiegato il contesto culturale e politico dei Paesi in conflitto. Ramón Yglesias ha dedicato una sessione alla recente nota dottrinale emanata dalla Santa Sede circa la partecipazione dei cattolici alla vita politica.

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Nella Residenza universitaria Guadaira di Siviglia, più di duecento universitari hanno partecipato al Forum UNIV 2003, che aveva lo stesso titolo del Congresso UNIV. Dopo la sessione introduttiva, nella quale il Procuratore Generale dello Stato, Jesús Cardenal, ha dissertato su giustizia e globalizzazione, si è proceduto alla presentazione degli interventi: 30 in totale (22 interventi scritti, 7 posters e un video). È stato anche presentato, nell’ambito del Forum sulle iniziative sociali e culturali, il video Huancavelica al Sur: si no estás aquí tampoco lo vivirás allí. Si tratta di un reportage audiovisivo del campo di lavoro realizzato in una delle zone più impervie del Perù dalla ONG Cooperación Internacional con volontari dell’Andalusia occidentale e dell’Estremadura.

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Il Centro Culturale Rigel di Yaoundé (Camerun) ha organizzato un seminario sulla pace nel XXI secolo, che ha avuto luogo il 3 maggio nella Scuola di Scienze e Tecniche della Comunicazione.

La prima relazione, “Il positivismo giuridico: una minaccia contro la pace”, ha messo in evidenza la necessità che il diritto positivo si attenga alla legge naturale e ha sottolineato che il ruolo della legge non è quello di registrare ciò che si fa, ma di aiutare a fare. Allo stesso tempo ha mostrato la necessità di resistere alle leggi ingiuste.

“La solidarietà, un fattore di pace” e “L’educazione alla pace: il ruolo della famiglia e della società” sono stati i titoli degli altri due interventi che si sono succeduti durante il congresso. Tutt’e tre sono stati svolti dagli studenti che frequentano Rigel. Moderatore del seminario è stato il professor Innocent Futcha, dell’Università di Yaoundé.

Romana, Nº 36, Gennaio-Giugno 2003, p. 152-153.