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Avvenire (Milano) 28-V-1998

“L’Opus Dei vivrà con voi la Pentecoste”, articolo pubblicato in occasione dell’incontro dei Movimenti ecclesiali convocato dal Papa nella solennità di Pentecoste.

Le feste liturgiche sono assai più che devoti esercizi di memoria. In ogni celebrazione, la Chiesa rivive l’evento, lo attualizza in modo così vero che i fedeli possono ripetere l’esperienza nativa dei primi protagonisti del fatto. Perché «Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!» (Eb 13, 8).

Pensiamo alla solennità di Pentecoste. La scena descritta dagli Atti degli Apostoli è perennemente attuale: ognuno di noi comprende nella propria lingua, nella propria anima, l’annuncio della salvezza. Ci sentiamo uniti a tutti i cristiani, anche i più lontani geograficamente, da un vincolo più forte di qualsiasi differenza. La forza che spinse gli Apostoli a portare il Vangelo nel mondo intero palpita intatta nella Chiesa. Se sappiamo ascoltare e seguire la voce dello Spirito Santo, quel vento impetuoso che scosse le mura del Cenacolo non cesserà mai di soffiare sul popolo di Dio.

Sabato prossimo, vigilia della solennità di Pentecoste, il Santo Padre presiederà un incontro che si propone come segno tangibile della presenza dello Spirito Santo nella Chiesa. Attorno al Papa, a conclusione del loro Congresso mondiale, si raduneranno rappresentanti dei numerosi movimenti ecclesiali suscitati in questi anni dallo Spirito a conferma dell’inesauribile fecondità della Sposa di Cristo. Essi sono un segno di speranza per il presente e per il futuro. Ci fanno sperare il loro prodigarsi nell’evangelizzazione, la loro capacità di diffondere la fede negli ambienti più eterogenei, la coerenza cristiana che sanno promuovere ovunque, la gioia con cui tanti uomini e tante donne riscoprono grazie alla loro testimonianza la radicalità degli impegni battesimali. Oggi i movimenti, come è sempre avvenuto in ogni stagione della Chiesa, fin dai suoi primi passi, sono espressione viva dell’azione dello Spirito nel mondo. La loro presenza va a beneficio di tutti, perché tutti troviamo conforto e stimolo nel buon esempio offertoci dai fratelli che sanno prendere sul serio la vocazione cristiana.

Sabato pomeriggio, in Piazza San Pietro, la Chiesa offrirà un nuovo segno della propria vitalità: con il Papa, assieme ai Pastori e a tutti i fedeli, si renderà visibile l’impulso soprannaturale di Colui che è Signore e dà la vita.
La Prelatura dell’Opus Dei, in quanto tale, non fa parte, per la sua struttura, dei movimenti e perciò non ha partecipato al Congresso né sarà rappresentata nell’ambito dell’incontro conclusivo. Tuttavia tutti i fedeli della Prelatura si sentono, con la Chiesa intera, molto vicini a questi movimenti. Alcuni di loro hanno avuto modo di collaborare all’organizzazione di queste giornate, altri saranno certamente presenti alla celebrazione: tutti pregheremo per i suoi frutti spirituali ed apostolici, ricordando l’invito del Beato Josemaría: «Chiedi a Dio che nella Santa Chiesa, nostra Madre, i cuori di tutti siano, come nella primitiva cristianità, un solo cuore, perché fino alla fine dei secoli si compiano davvero le parole della Scrittura: “Multitudinis autem credentium erat cor unum et anima una” — la moltitudine dei fedeli aveva un cuore solo e un’anima sola» (Forgia, n. 632). Unità di preghiera, unità di intenzioni, unità di affetti: la speranza della Pentecoste.

Romana, Nº 26, Gennaio-Giugno 1998, p. 99-100.