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Congresso Internazionale di Teologia Morale

Il Centro Accademico Romano della Santa Croce e l'Istituto Giovanni Paolo II per studi su Matrimonio e Famiglia hanno organizzato un Congresso Internazionale di Teologia Morale, che si è svolto a Roma dal 7 al 12 aprile. I temi affrontati nel Congresso sono stati: Fondamenti dell'etica, Bioetica, La persona umana come soggetto della moralità, Moralità e verità, Aborto, La legge morale e la libertà, Giustizia sociale e Libertà e peccato. Le sessioni del mattino erano dedicate agli argomenti di morale fondamentale; in quelle del pomeriggio si sono svolte sedute plenarie e gruppi di lavoro organizzati secondo i diversi campi di studio dei partecipanti.

Come ha avuto occasione di sottolineare il Prelato dell'Opus Dei in un'intervista alla Radio Vaticana, "il Congresso ha puntato sull'approfondimento delle questioni etiche centrali alla luce del Vangelo, mostrando così quali siano la ricchezza e il senso positivo e orientatore dell'insegnamento morale cristiano, così come è proposto dal Magistero della Chiesa, anche in questo concreto momento storico".

La sessione inaugurale è stata presieduta del Card. Ugo Poletti, Vicario di Sua Santità per la diocesi di Roma, Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense, e da Mons. Alvaro del Portillo, Prelato dell'Opus Dei, Gran Cancelliere del Centro Accademico Romano della Santa Croce. Nel suo intervento, il Card. Ugo Poletti si è soffermato sull'urgenza di elaborare una riflessione morale a partire da una visione globale della persona umana e della sua dignità, in linea con il magistero di Giovanni Paolo II e in perfetta continuità con la Tradizione della Chiesa. Da parte sua, Mons. Alvaro del Portillo ha sottolineato il ruolo guida che spetta al Magistero della Chiesa anche nel campo della Teologia Morale. A questo tema ha dedicato il discorso pronunciato nell'apertura delle sessioni della seconda giornata del Congresso, che viene riportato altrove in questo numero.

Hanno partecipato al Congresso moralisti ed esperti in medicina, genetica, economia, scienze imprenditoriali..., provenienti da numerosi Paesi d'Europa, America ed Oceania.

Il Prof. Inos Biffi, del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, ha parlato della Fondazione teologica-cristologica-ecclesiologica della morale. Ha affermato che solamente in Cristo l'uomo può raggiungere la sua pienezza e, pertanto, in senso stretto, non esiste una morale esclusivamente umana. Cosicché, ha concluso il Prof. Biffi, si comprende come la Chiesa abbia il diritto e il potere di insegnare norme morali.

Il Prof. Adriano Bausola, Rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, di Milano, si è soffermato sull'ordinazione a Dio di ogni persona come fondamento dell'etica. Il Prof. Leo Elders, del Seminario Maggiore di Rolduc (Olanda), ha parlato dell'incapacità del modello storicista di intendere la morale nella sua pienezza. E il Prof. Rodríguez Luño, del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, dell'inefficacia dei modelli kantiani nel dare una risposta valida alla morale.

Sono anche intervenuti, dal punto di vista filosofico, tra gli altri, i Professori Crosby, dell'Università di Dallas, Joseph Boyle, dell'Università St. Thomas di Houston, José M. Ibáñez-Langlois, dell'Università di Santiago del Cile, e la Prof.ssa Elisabeth Anscombe, dell'Università di Cambridge.

Altri moralisti presenti al Congresso sono stati i Professori William E. May, dell'Università Cattolica d'America, Washington; Rocco Buttiglione, del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II; Andrew Byrne, del Centro Accademico Romano della Santa Croce; George Chantraine, dell'Istituto Teologico di Bruxelles; Fernando Moreno, dell'Università Cattolica di Santiago del Cile; Servais Pinkaers, dell'Università di Friburgo; Stephen Theron, dell'Università di Westfalia; Tadeusz Styczen, dell'Università Cattolica di Lublino; ecc.

Una particolare attenzione è stata rivolta alle questioni attuali sulla bioetica. Il Prof. Juan Ignacio Carrasco, Direttore Generale del Centro Accademico Romano della Santa Croce, ha parlato della Personalità dell'embrione e aborto. Il Prof. Tettamanzi, del Seminario Arcivescovile di Milano, ha abbordato la questione della Fecondazione in vitro, e il Prof. Laun, dell'Università di Vienna, ha parlato della Sterilizzazione contraccettiva.

Punto importante nei dibattiti è stato il tema del consequenzialismo nella teologia morale. Effettivamente, uno degli aspetti attualmente più discussi in teologia morale è la possibilità di parlare tutt'oggi del bene o del male in senso oggettivo. Diverse conferenze ed interventi hanno cercato di dare una risposta adeguata al problema. Così, il Prof. Seifert, dell'Accademia Internazionale di Filosofia di Vaduz (Liechtenstein), ha insistito sul fatto che è l'effetto interno dell'azione, cioè, la risposta al valore che sta in gioco, quel che rende un'azione buona o cattiva. Per questa ragione, concludeva, non è accettabile una teologia morale che valuti unicamente i fini raggiunti con l'azione, dimenticando la moralità propria degli stessi atti, indipendentemente dalle loro conseguenze esterne.

Il Prof. Lawler, dell'Università di St. John, New York, ha parlato del Magistero morale della Chiesa e, tra l'altro, ha sottolineato la competenza del Magistero in campo morale e l'obbligo di seguire i suoi insegnamenti anche internamente. Perciò, ha concluso, non è lecito insegnare pubblicamente il contrario di ciò che la Chiesa propone come norma morale.

Nell'apertura di una delle ultime sessioni generali, il Card. William Baum, Prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, ringraziò per questa iniziativa e affermò, tra l'altro: "E' mia speranza che il vostro contributo agli studi e all'insegnamento della teologia morale sarà diffuso in tutto il mondo e offrirà sostegno ed incoraggiamento a coloro che nei nostri collegi e nelle nostre Università si impegnano per una migliore comprensione e trasmissione alle nuove generazioni della esperienza di umanità che la Chiesa possiede e che deriva dal mistero del Verbo Incarnato e dalla sua Rivelazione del Mistero del Padre e del Suo Amore".

I partecipanti al Congresso sono stati ricevuti in udienza privata da Giovanni Paolo II. Nel discorso che ha pronunciato, pubblicato integralmente in questo stesso numero di "Romana", il Santo Padre ha messo in risalto la necessità che nella Chiesa si ricostruisca una rigorosa riflessione etica. "A voler ascoltare certe voci —ha detto il Papa—, sembra non doversi più riconoscere l'indistruttibile assolutezza di alcun valore morale (...). Anzi, qualcosa di più grave è accaduto: l'uomo non è più convinto che solo nella verità può trovare la salvezza".

"Questo relativismo —sono ancora parole di Giovanni Paolo II— diviene, nel campo teologico, sfiducia nella sapienza di Dio, che guida l'uomo con la legge morale".

Nell'intervista già citata alla Radio Vaticana, il Gran Cancelliere del Centro Accademico Romano della Santa Croce ha così commentato la preoccupazione espressa dal Papa nei riguardi della teologia morale: "Mi sembra che queste parole del Santo Padre siano motivate dalla preoccupazione di fronte ad uno degli aspetti più gravi della crisi del nostro tempo. Come conseguenza di una serie di complessi fattori storici, l'uomo contemporaneo non solamente dubita che sia possibile raggiungere la verità —come già successe in altri periodi della storia—, ma anche dubita del valore stesso della verità, perché la concepisce come limitativa della libertà. Con questa impostazione si giunge ad identificare la libertà con la volontà di potere e il desiderio di dominare, anziché riconoscerla come ciò che autenticamente è: capacità di donazione. Il Papa invita, perciò, a riscoprire la gioiosa realtà di un Dio che non è un tiranno che ha imposto una legge arbitraria all'uomo, ma un Padre che ama fino alle ultime conseguenze e regge la storia con una sapienza frutto di tale amore. Solo con tale realismo evangelico è possibile porsi adeguatamente dinanzi ai problemi etici trattati nel Congresso al quale Giovanni Paolo II ha rivolto il suo discorso; poiché solo chi si sa amato è capace di vivere con gioia, con generosità e con dedizione".

Gli Atti del Congresso sono già in fase di pubblicazione, e vedranno la luce nei prossimi mesi.

Romana, Nº 2, Gennaio-Giugno 1986, p. 117-119.