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Inaugurazione dell’anno accademico all’Ateneo Romano della Santa Croce

L’undicesimo anno accademico dell’Ateneo Romano della Santa Croce è stato inaugurato giovedì 27 ottobre dal Gran Cancelliere, Mons. Javier Echevarría, Prelato dell’Opus Dei. Il suo discorso è riportato integralmente nella sezione “Dal Prelato” di questo Bolettino.
In precedenza, dopo l’indirizzo di saluto del Rettore Magnifico, Mons. Lluís Clavell, il Segretario Generale, Rev. Dott. Giuseppe Gerola, aveva letto la relazione annuale. Dopo avere ricordato la figura del primo Gran Cancelliere, S.E.R. Mons. Alvaro del Portillo, deceduto lo scorso mese di marzo, egli ha riferito i dati più significativi dell’ultimo anno accademico. Gli studenti iscritti all’Ateneo erano 578, dei quali 181 al ciclo istituzionale, 203 al ciclo di licenza e 174 al dottorato. Appartenevano a 57 differenti Paesi dei cinque continenti; in particolare 54 studenti provenivano dall’Europa dell’Est, 94 da Paesi dell’Africa e dell’Asia e 120 da Paesi del Centro e Sud-America.
Il Segretario Generale ha poi illustrato le numerose attività accademiche promosse dall’Ateneo Romano della Santa Croce e le pubblicazioni e partecipazioni a convegni dei professori delle Facoltà di Teologia, Diritto Canonico e Filosofia. Circa la Biblioteca, ha sottolineato l’avvio della rete URBE (Unione Romana Biblioteche Ecclesiastiche), che consente il collegamento telematico delle tredici biblioteche che aderiscono a tale progetto; grazie a quest’iniziativa, è ora possibile accedere ai dati di ogni singola biblioteca e al catalogo centrale della rete, contenente oltre 260.000 schede bibliografiche. Infine, il Rev. Dott. Gerola ha fornito le informazioni relative all’attività dell’Istituto Superiore di Scienze religiose all’Apollinare, che ha avuto nell’anno accademico 1993-94 un totale di 2135 iscritti.
Al termine della relazione annuale del Segretario Generale, il Prof. Francesco Russo, docente di Antropologia filosofica nella Facoltà di Filosofia, ha svolto la prolusione accademica, nella quale ha prospettato alcuni lineamenti per una antropologia del dolore.

Romana, Nº 19, Luglio-Dicembre 1994, p. 325-326.

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