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Il 21 aprile 1994, dopo la nomina da parte del Santo Padre a Prelato dell’Opus Dei, Mons. Javier Echevarría ha rilasciato alla stampa le seguenti dichiarazioni.


FEDELTÀ E DINAMISMO APOSTOLICO

«Poche ore fa ho saputo che il Santo Padre si è degnato di nominarmi Prelato dell’Opus Dei. Il sentimento più vivo nel mio animo è la consapevolezza della responsabilità cui sono chiamato: responsabilità di succedere a due sacerdoti fedelissimi come il beato Josemaría Escrivá e Mons. Alvaro del Portillo. Da una parte, sento tutto il peso del compito che grava sulla mia persona; ma, dall’altra, so di poter contare anzitutto sull’aiuto e poi sulle preghiere di tutti i membri dell’Opus Dei, dei Cooperatori e di tanti altri fedeli, uomini e donne di buona volontà che condividono l’ideale cristiano della Prelatura. Soprattutto so che non mi mancherà la grazia di Dio. Desidero con tutta l’anima che non manchi la mia corrispondenza.
»Quanto alla futura attività di governo dell’Opus Dei che mi aspetta, penso che non ci sia proprio nulla da inventare. La tappa fondazionale si è chiusa per sempre nel 1975, con il transito al Cielo del beato Josemaría Escrivá. Si può dire che la fase successiva, e cioè questi diciannove anni che si sono appena conclusi con la scomparsa del Vescovo Mons. Alvaro del Portillo, costituiscono l’epilogo più appropriato della tappa fondazionale, in virtù della particolare missione svolta da colui che fu il primo successore del nostro Fondatore: basta pensare all’importanza storica che hanno avuto per l’Opus Dei l’erezione come Prelatura e la beatificazione del Fondatore, per citare solo due esempi. Con la generosità profusa nel governo della Prelatura, la sua prudenza, lo slancio delle sue iniziative, Mons. del Portillo ha mantenuto la genuinità dello spirito fondazionale e ne ha mostrato tutta la vitalità. Adesso è venuto il momento di approfondire ulteriormente la densità del messaggio che abbiamo ricevuto, di viverlo lealmente, di trasmetterlo in modo integro e di diffonderlo ovunque.
»Prendendo sempre come punto di partenza i tre grandi Amori che il beato Josemaría ci insegnò a coltivare (Cristo, Maria, il Papa), nei prossimi anni lo sviluppo delle attività dell’Opus Dei dovrà seguire gli orientamenti impressi anche di recente da Mons. Alvaro del Portillo.
»La famiglia occupa un ruolo prioritario nelle nostre premure apostoliche. In questo campo i fedeli della Prelatura si impegneranno sollecitamente ad assecondare nella pratica gli insegnamenti del Papa, particolarmente pressanti in quest’Anno internazionale della Famiglia, in cui, accanto a tante iniziative incoraggianti, se ne affiancano altre che sembrano purtroppo disegnate allo scopo di minare le famiglie, specialmente le più indifese.
»L’evangelizzazione della gioventù è un’altra sfida, anch’essa singolarmente impegnativa ed attraente. Qui saranno specialmente i giovani dell’Opus Dei a doversi prodigare in prima persona, attraverso un apostolato assiduo e franco nelle università, nelle fabbriche e nelle proprie famiglie. Ma anche noi adulti ci dobbiamo sentire interpellati da vicino. Sono convinto del fatto che i giovani, forse perché più aperti al futuro, più di ogni altro cercano quei motivi di speranza che solo la fede può assicurare. Da parte nostra, continueremo ad evidenziare gli elementi specifici del carisma dell’Opus Dei: la necessità di avvicinarsi a Cristo, di conoscerlo e di amarlo, di intraprendere nel suo nome lo sforzo necessario a prepararsi per divenire cittadini e professionisti responsabili. E continueremo ad applicare gli insegnamenti del nostro Fondatore e i più recenti appelli del Papa, promuovendo fra i giovani iniziative fattive di solidarietà, sviluppando una sensibilità che faccia palpitare in loro la passione di collaborare alla soluzione cristiana delle ingiustizie esistenti nel mondo e di costruire tutti insieme un mondo più pulito, più umano.
»Altro orizzonte di particolare importanza è costituito dalla cultura nelle sue diverse espressioni. Questo terreno, che rappresenta l’ambito professionale in cui agiscono molti membri dell’Opus Dei, offre innumerevoli possibilità di servizio alla società e di riflessione feconda, alla luce della fede, sui problemi dell’uomo. Siamo persuasi che anche qui lo spirito dell’Opus Dei —che, secondo un’espressione del beato Josemaría, ha nella santificazione del lavoro il proprio “perno”— ha molto da dire e da fare.
»In conformità con l’auspicio dell’ultimo Congresso Generale Ordinario dell’Opus Dei, prepareremo, prima del 2000, l’inizio stabile delle attività apostoliche della Prelatura in nuovi paesi: Corea, Indonesia, Panama, Cuba, Angola, Uganda, Togo, Lituania, Slovenia, Croazia, Ucrania.
»L’Opus Dei è un’istituzione giovane, ancora ai primi passi, per quanto in molti settori presenti tangibili segni di maturità: ci resta ancora molto da fare e molto da imparare, nel vivaio della Chiesa. Guardiamo al futuro con tanta fiducia nella grazia di Dio e nella preghiera affettuosa con cui molta gente ha mostrato, specie in questi giorni, di sostenerci. E ci rifugiamo nella protezione della Madonna, perché, come ci insegnò il Fondatore, tutto il lavoro dell’Opus Dei è sempre preceduto, accompagnato e seguito da Maria, Madre di Dio e Madre nostra».

Romana, Nº 18, Gennaio-Giugno 1994, p. 156-157.