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A proposito della Giornata Mondiale della Gioventù a Denver

Con la Santa Messa del giorno dell’Assunzione, celebrata dal Papa Giovanni Paolo II nell’ampia distesa del Cherry Creek Park (Colorado, Stati Uniti), si è conclusa la Giornata Mondiale della Gioventù 1993, dopo un’intensa settimana di incontri fra giovani provenienti da tutto il mondo e di iniziative d’approfondimento della fede, culminate nella partecipazione alle cerimonie liturgiche officiate dal Santo Padre.
Per molti membri della Prelatura giungeva così al termine quasi un anno di impegno apostolico, mirante a dar vita a quella che si è poi rivelata come un’esperienza profondamente sentita da tutti i giovani partecipanti.
La Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, tramite il Comitato organizzatore, aveva richiesto la collaborazione di due membri della Prelatura nel Comitato Nazionale incaricato di preparare l’incontro con il Papa. Altri membri della Prelatura hanno collaborato all’organizzazione del Foro Internazionale della Gioventù, riunione tenutasi presso la Regis University nei giorni immediatamente precedenti l’incontro col Papa. Durante il Foro sono stati discussi alcuni importanti problemi relativi all’evangelizzazione e alla promozione sociale.

Preparativi spirituali e organizzativi

La partecipazione alla Giornata Mondiale della Gioventù ha richiesto un notevole impegno, sia di preparazione spirituale che organizzativo, da parte di molti giovani di tutto il mondo che frequentano Centri dell’Opus Dei.
Ad esempio, gli universitari portoricani delle Residenze Puertorreal, di San Juan, e Guajiles, di Ponce, hanno partecipato ad un’attività di catechesi sugli insegnamenti del Papa, nel corso della quale è stata sottolineata la necessità di diffondere, ciascuno nel proprio ambiente, la predicazione del Vicario di Cristo.
Un gruppo di ragazzi milanesi del Centro Aspra ha organizzato una serie di concerti di musica classica per ricavare i fondi necessari ad affrontare il volo transoceanico. Contemporaneamente hanno assistito alla proiezione dei filmati relativi agli incontri del Papa con i giovani in anni precedenti e partecipato a conferenze di riflessione sulla lettera di Giovanni Paolo per la Giornata della Gioventù. Fra i frutti apostolici di quest’iniziativa, la conversione di un giovane che ha deciso di ricevere il Battesimo un mese prima di intraprendere il viaggio in America.
Oltre a compiere un’attività di sensibilizzazione nella propria università, alcune giovani dell’Università Panamericana, di Città del Messico, hanno organizzato altre iniziative, fra cui una serie di incontri informali con partecipanti alle precedenti Giornate Mondiali della Gioventù, che hanno raccontato la loro esperienza. Presso la Residenza Universitaria Latinoamericana sono state svolte diverse attività di preparazione, e una veglia al SS.mo Sacramento pochi giorni prima della partenza per Denver.

Alcune attività della “Giornata”

Fra le principali attività alle quali hanno preso parte i giovani durante l’Incontro, ricordiamo:
—L’apertura dell’VIII Giornata Mondiale della Gioventù, con la Santa Messa concelebrata da diversi Cardinali e Vescovi la sera dell’11 agosto;
—l’incontro del Santo Padre con circa novantamila giovani nel Mile High Stadium, svoltosi il giorno successivo.
—la Via Crucis, presieduta il 13 agosto da Giovanni Paolo II nella Cattedrale dell’Immacolata Concezione, seguita, grazie al collegamento televisivo trasmesso dagli schermi dello stadio, da sessantamila giovani.
—i duecentosettanta delegati di settanta Paesi, che hanno partecipato al Foro Internazionale, hanno assistito alla Messa celebrata dal Papa nella Cattedrale il giorno 14;
—la veglia di preghiera tenutasi al Cherry Creek Park la sera del 14 agosto; dopo avere pernottato sul posto, il giorno successivo più di cinquecentomila giovani, provenienti da oltre cento Paesi, hanno partecipato alla Messa nella solennità dell’Assunzione della Madonna celebrata da Giovanni Paolo II.
La presenza di tanti coetanei giunti da tutto il mondo ha aiutato i partecipanti a percepire tangibilmente l’universalità della Chiesa. Un piccolo episodio che testimonia questa realtà: un gruppo di ragazzi in cammino verso il Cherry Creek Park ha iniziato la recita del Santo Rosario in spagnolo; poco dopo la preghiera è proseguita in inglese, a causa del sopraggiungere di un gruppo di statunitensi, e successivamente si è conclusa in italiano, con alcuni studenti di Milano.
I presenti, oltre a formulare propositi di miglioramento nella propria vita cristiana, si sono impegnati a dar vita, al ritorno, ad iniziative di assistenza rivolte in particolare ai più bisognosi.

Vivere in modo concreto la solidarietà

Molti gruppi di ragazzi che frequentano i Centri dell’Opus Dei sia negli Stati Uniti che in diversi Paesi europei, hanno colto l’occasione della Giornata Mondiale della Gioventù per promuovere concreti programmi di solidarietà in aree particolarmente depresse dell’America Latina o nelle zone più emarginate di alcune città statunitensi, dove si sono recati alcuni giorni prima dell’inizio delle attività di Denver.
Quelli che riferiamo ora sono solo pochi esempi delle numerosi esperienze vissute da questi giovani.
Alcune studentesse di Parigi hanno dedicato qualche settimana allo svolgimento di attività educative per la comunità francofona di immigranti da Haiti stabilitisi a New York, nelle aree di Manhattan e Brooklyn. Esse hanno prestato assistenza in una mensa per poveri, effettuato servizi domestici nelle abitazioni degli anziani, impartito ai bambini lezioni di catechismo, francese, geografia, disegno, ecc.
Il programma SPES si è svolto a Boston e ha avuto come finalità aiutare, con progetti di assistenza culturale personalizzata, i ragazzi bisognosi provenienti da famiglie di emigranti. I tutors erano studenti universitari e giovani professionisti. Fra l’altro, è stata costituita una banda musicale, composta dai ragazzi cui era rivolto il programma, che ha suonato durante un’attività svoltasi al Civic Center di Denver nell’Incontro Mondiale della Gioventù.
Prima di trasferirsi a Denver, un gruppo di universitari madrileni ha trascorso venti giorni in Ecuador, nella località di San Pablo del Lago, situata a 88 chilometri da Quito. Obiettivo della spedizione è stata la costituzione di un dispensario medico, particolarmente necessario in quella zona. I ragazzi hanno portato dalla Spagna un consistente stock di medicinali, offerto da diverse ditte farmaceutiche. Inoltre, su richiesta del parroco locale, hanno collaborato alla catechesi dei bambini.
Diversi Centri Culturali e Residenze Universitarie promossi da membri dell’Opus Dei in tutto il mondo si sono accordati con analoghe istituzioni messicane per compiere in collaborazione alcune iniziative di promozione sociale nel Messico, in preparazione all’Incontro col Papa a Denver.
Oltre all’assistenza umanitaria, sono state organizzate attività di formazione per i giovani e le loro famiglie; inoltre, rispondendo al desiderio dei Vescovi locali, alcuni dei sacerdoti che accompagnavano i gruppi si sono recati a celebrare la Messa e a confessare in alcune zone particolarmente isolate, dove l’attività pastorale dei parroci è necessariamente saltuaria.
Un gruppo di universitari francesi del Centre Culturel Garnelles, di Parigi, si è proposto di utilizzare al meglio il lungo viaggio a Denver e ha svolto, in cooperazione con la Residencia Universitaria Panamericana di Città del Messico, un’attività sociale di tre settimane in favore degli abitanti di una zona periferica della capitale messicana.
Il lavoro consisteva nel collaborare a diverse opere edili nella località di San Francisco de Acautla. Già prima della partenza i giovani si sono impegnati nella ricerca di sovvenzioni per il progetto. Una volta giunti a destinazione, si sono divisi in squadre adibite a diversi tipi di interventi: gettare le fondamenta del muro di cinta di una chiesa, in un quartiere in continua espansione; dipingere una scuola appena edificata; piantare alberi.
Altri interventi consentivano di entrare in più stretto contatto con la popolazione, come nella sistemazione dei numeri civici su tutte le case della zona. Qui, oltre al lavoro materiale, bisognava spiegare alla gente il perché di tale iniziativa, richiesta espressamente dal comune. Non pochi abitanti hanno collaborato alla realizzazione dei lavori.
Gli universitari spagnoli delle Residenze Montalbán e Castilla, di Madrid, hanno contribuito all’avviamento di un sistema d’integrazione giovanile a Valle del Chalco, zona periferica di Città del Messico dove vivono più di due milioni di abitanti, organizzando corsi di cultura generale, lezioni di formazione cristiana e attività sportive. L’iniziativa non si è conclusa con la partenza dei giovani madrileni: essa proseguirà infatti per tutto l’anno grazie all’opera degli studenti dell’Università Panamericana.
A Tlapa, nello Stato di Guerrero, gli universitari della Birkbrunn Studentenheim, di Vienna, in collaborazione con la Residenza Universitaria CIES, di Città del Messico, hanno fornito assistenza medica alle popolazioni della zona, riattivando una clinica costruita dalla Croce Rossa.
Un gruppo di studenti della Greygarth University Hall di Manchester, del Kelston Club di Londra, e del Dunreath Study Centre di Glasgow, hanno organizzato un’attività sociale a Laguna del Rey, insieme con gli universitari delle Residenze Montesilla e Monterreal, di Monterrey. Essi hanno costituito un centro dove i bambini potessero praticare lo sport e ricevere lezioni di cultura di base.

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In una lettera rivolta ad un gruppo di studentesse, professoresse ed ex alunne dell’Università Panamericana che avevano partecipato all’Incontro della Gioventù, per ringraziarle di un contributo offerto ad un ospedale per malati di AIDS dell’Uganda, Mons. R. Boccardo, del Pontificio Consiglio per i Laici, ha scritto: «Vediamo con gioia come il Signore agisce servendosi di questi incontri, in cui molti giovani ravvivano la propria fede e scoprono l’universalità della Chiesa». Ci sembra una sintesi assai fedele dei frutti della Giornata di Denver. Ma questo resoconto va completato, accennando alle attività indette dai Centri della Prelatura per aiutare i giovani che non hanno potuto recarsi a Denver ad approfondire le parole del Papa: meditazioni, conferenze di formazione, proiezione dei filmati relativi agli incontri della Giornata della Gioventù, ecc.
Ad esempio, la Residenza Universitaria Panamericana ha dato vita ad un ciclo di conferenze in cui sono stati studiati i discorsi di Giovanni Paolo II e le conclusioni dell’Incontro. Un’analoga iniziativa di approfondimento è stata rappresentata, sempre in Messico, dall’Incontro Nazionale degli Universitari, promosso da diversi Centri Culturali del Paese. Anche nel Canada, oltre duecento studenti hanno partecipato al ciclo di dibattiti su questi argomenti organizzato presso l’Università di Montreal.
Le molte iniziative che in tutti i continenti sono state indirizzate in questo senso stanno contribuendo efficacemente a diffondere il Messaggio lanciato dal Papa a Denver, affinché un numero crescente di giovani senta la responsabilità di prendere parte attiva alla nuova evangelizzazione, che tanto sta a cuore al Vicario di Cristo.

Romana, Nº 17, Luglio-Dicembre 1993, p. 283-287.