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Istituto di Scienze dell'Educazione dell'Università di Navarra

Fin da quando l'Opus Dei promosse la prima opera apostolica nel campo della scuola, che sorse nel nord della Spagna, il Beato Josemaría Escrivá ricordò ai responsabili che la maggiore attenzione in essa andava riservata ai genitori, poi ai professori e infine agli alunni. Un principio, questo, che egli non si stancò mai di ribadire con forza e al quale si deve la sensibilità dei membri della Prelatura operanti nel settore educativo: essi sono consapevoli che il primo loro impegno, condizione dell'efficacia formativa dell'intero processo pedagogico, deve rivolgersi ad assicurare i genitori la preparazione necessaria per poter svolgere adeguatamente la propria missione.
Nel 1964 cominciarono le attività dell'Instituto de Ciencias de la Educación (ICE) dell'Università di Navarra. Suo scopo era la formazione di educatori non solo tecnicamente preparati, ma anche molto attenti alla personalità di ogni alunno. Durante i primi anni di attività dell'Istituto furono organizzate attività di perfezionamento per professori delle scuole secondarie; ben presto si avvertì la necessità di raggiungere anche il personale direttivo dei centri d'insegnamento. E dopo poco tempo, nel 1967, furono messe allo studio attività specifiche di formazione dei genitori.
I programmi attivati si proponevano un effetto moltiplicatore: preparare molte persone, delle più diverse professioni, affinché fossero loro a promuovere attività formative nelle rispettive città. Dal 1968 l'ICE ha proposto una serie di programmi intensivi per la formazione di orientatori familiari, i cui obiettivi sono l'approfondimento dei valori permanenti della famiglia, la loro applicazione pratica, la riflessione sugli obiettivi educativi e sui mezzi per conseguirli, la conoscenza degli influssi educativi e antieducativi dell'ambiente sociale circostante, la considerazione dei diversi metodi attraversi i quali genitori e figli possono raggiungere una maggior armonia all'interno della famiglia e, infine, lo studio dei sistemi idonei ad aumentare l'influsso della famiglia nei processi sociali.
Questi programmi intensivi, della durata di 45 ore, si basano sulla messa a fuoco di materie relative al matrimonio e alla famiglia: rapporti coniugali, orientamento e famiglia, educazione dei figli da 6 a 13 anni, i problemi specifici dell'adolescenza, l'educazione dell'affettività e dell'intelligenza, la felicità e il dolore nella famiglia, le virtù umane nei genitori, famiglia e società.
Inoltre l'ICE offre un programma a distanza, della durata di due anni, al termine del quale, e dopo avere assistito con profitto a tre programmi presenziali, l'Istituto rilascia il Diploma di Orientatore Familiare.
Dal 1968 ad oggi più di 12.000 persone di tutto il mondo hanno partecipato a queste attività, mediante circa 250 programmi; inoltre sono stati pubblicati più di 1.000 documenti di lavoro e 20 libri. Alcune équipes di professori dell'ICE hanno sviluppato programmi in Argentina, Colombia, Cile, Ecuador, Messico, Perù, Portogallo e Venezuela; corsi in lingua inglese sono stati organizzati in Australia, Canada, Irlanda, Kenia, Regno Unito e Stati Uniti.
Molti genitori formatisi attraverso i programmi dell'ICE hanno poi dato vita, a livello locale, a numerose attività di orientamento familiare: corsi di educazione familiare per coniugi; corsi a distanza nell'ambito della Scuola di Genitori dell'Istituto; interventi sulla stampa o in programmi radiotelevisivi. E non sono pochi i professionisti del settore forense, o di quello della medicina o della psicologia, che hanno rivolto il proprio impegno professionale alla consulenza nei problemi riguardanti la vita familiare.
Risulta interessante osservare come, nelle note che vengono redatte alla fine del corso dai partecipanti per esprimere la propria opinione sul lavoro svolto, alla domanda "a che cosa mi è servito questo corso?" molti facciano riferimento al miglioramento sperimentato a livello personale, con risposte come: "Mi è servito per conoscermi meglio, per essere più cosapevole dei miei difetti e propormi mete pratiche di miglioramento", "per rimettere ordine nei valori che guidano la mia vita e assumere prospettive più valide", "per ampliare i miei orizzonti circa il valore della vita umana", "per imparare a pensare, a domandare e ad ascoltare". Altre risposte rispecchiano la proiezione di queste attività verso gli altri. Eccone alcune: "per scoprire che ho una responsabilità nell'orientamento della mia e di altre famiglie", "per aiutare a costruire famiglie unite e felici", "per scoprire che il cambiamento della società, in senso più umano e più cristiano, si può raggiungere solo se si parte dal cambiamento della famiglia".
Con l'impulso e l'appoggio pedagogico dell'ICE, sono sorti associazioni, centri e istituti di studi familiari, che hanno indetto o partecipato a vari congressi sulla famiglia, di carattere nazionale e internazionale.
Queste esperienze mostrano come le attività di Orientamento Familiare costituiscano per i genitori un aiuto assai valido per svolgere con maggiore competenza e consapevolezza la propria missione, fino a costruire dei "focolari luminosi e allegri" —come diceva il Fondatore dell'Opus Dei— dove i figli possano raggiungere giorno per giorno una maggiore maturità umana e cristiana.

Romana, Nº 15, Luglio-Dicembre 1992, p. 298-299.