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Pubblichiamo due lettere indirizzate dal Prelato dell'Opus Dei a Sua Santità Giovanni Paolo II in occasione del recente conflitto nel Golfo Persico.


Roma, 17 gennaio 1991

Beatissimo Padre,

ho ancor vive nella mente le costanti paterne parole pronunciate dalla Santità Vostra negli interventi pubblici di questi ultimi, drammatici giorni.
L'urgente appello rivolto da Vostra Santità a tutti gli uomini, affinché invocassero da Dio il dono della pace; lo sgomento dinanzi alle notizie dello scoppio del conflitto, fonte, come tutte le guerre, di dolori indicibili, di crudeltà, di tante offese a Dio; l'insistenza con cui ci invita ad affidare ancora alla preghiera, perseverante e fiduciosa, il ristabilimento della pace: desidero comunicare alla Santità Vostra che in questi momenti, così duri per il Suo cuore di Padre comune e di Supremo Pastore, Le sono più che mai vicino. Desidero fare tutto quello che posso per alleviare la tristezza e la preoccupazione che invadono l'animo del Papa, dandogli la certezza che i Suoi inviti non cadono nel vuoto.
Le sono vicino con la preghiera, ancora più insistente ed incessante in questi frangenti. Ho immediatamente dato le disposizioni necessarie, affinché tutti i fedeli della Prelatura —uomini e donne, sacerdoti e laici— moltiplicassero il proprio impegno d'orazione e di penitenza, di supplica e di riparazione: da ogni parte del mondo mi giungono notizie di veglie eucaristiche promosse nei Centri dell'Opus Dei, di incontri di meditazione, di funzioni penitenziali e altre iniziative tese a coinvolgere molte persone nella preghiera per la pace.
Ho potuto così constatare che lo sforzo cui la Santità Vostra ha richiamato la Chiesa tutta ha già recato frutti tangibili: frutti di conversione, di ritorno alla pratica dei Sacramenti, di riscoperta della fiducia nei ricorso a Dio.
Penso che possa recarLe qualche consolazione la certezza che i fedeli della Prelatura dell'Opus Dei sapranno unirsi in modo crescente, di giorno in giorno, alle intenzioni che premono nel cuore del Papa e farne echeggiare efficacemente in tante altre coscienze i ripetuti appelli. Questo è, ora, il mio principale impegno.
Mentre invoco l'Apostolica Benedizione, colgo l'occasione per confermarmi

della Santità Vostra
dev.mo, um.mo ed ubb.mo
in Domino
Alvaro del Portillo

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A Sua Santità
il Papa Giovanni Paolo II
CITTA' DEL VATICANO

Roma, 16 febbraio 1991

Beatissimo Padre,

dinanzi alle drammatiche notizie che ogni giorno giungono dal fronte di questa terribile guerra, desidero di nuovo rivolgermi alla Santità Vostra per esprimere i sensi della nostra più sincera adesione al Magistero e all'esempio che la Cattedra di Pietro sta offrendo a tutti gli uomini.
Gli instancabili appelli alle coscienze, affinché si decidano davvero a cercare le vie della pace; la testimonianza di un dolore che non si rassegna ad accettare il progressivo consumarsi di tante tragedie; le ripetute esortazioni alla preghiera; ciò che il Papa, con la Sua quotidiana sollecitudine, testimonia dinanzi agli uomini di qualunque fede religiosa, non rimarrà senza risposta. Sono certo, infatti, che l'Amore Misericordioso di Gesù e il Cuore di Maria, Regina Pacis, non permetteranno che rimanga inascoltata la supplica di tante anime, mantenuta ardente nel mondo intero dai continui interventi della Santità Vostra.
Dal canto mio, cerco ogni giorno di unirmi sempre di più ai sentimenti che invadono l'animo del Santo Padre: ieri stesso sono tornato ad invitare tutti i membri della Prelatura —sacerdoti e laici, uomini e donne—, affinché moltiplichino il proprio impegno di preghiera, di penitenza e di apostolato per la pace. Da ogni parte ricevo notizie consolanti: ho saputo che persino su alcune navi che operano nella zona del conflitto, sulle quali sono imbarcati fedeli della Prelatura (cappellani, medici, militari), non mancano iniziative in questo senso. E desidero assicurare Vostra Santità che spingerò a attuare così fino a che non sia raggiunta la desideratissima pace.
Mentre mi conforta chiedere alla Santità Vostra la paterna Benedizione Apostolica, mi confermo

della Santità Vostra
dev.mo, um.mo ed ubb.mo
in Domino
Alvaro del Portillo

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A Sua Santità
il Papa Giovanni Paolo II
CITTA' DEL VATICANO

Romana, Nº 12, Gennaio-Giugno 1991, p. 127-128.